Può sembrare un controsenso, ma succede quando la politica mescola temerariamente la realtà dei fatti e l’ideologismo. Mentre l’Europa ieri ha battuto ben due colpi in contemporanea tra Roma e Londra a sostegno dell’Ucraina, cioè nell’interesse anche di se stessa, al Parlamento di Strasburgo Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, subiva una mozione di censura alla fine respinta: 360 no, 175 sì, 18 astenuti e altri deputati usciti apposta dall’aula.
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Quali sono stati i risultati della mozione di censura sul Pfizergate, il caso dei messaggi privati che Ursula von der Leyen ha scambiato con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla? Il momento della verità è stato chiesto dall’estrema destra e sostenuto anche da una parte della Lega e del Movimento 5 Stelle. Come hanno votato i vari gruppi? Cosa succede ora al mandato della presidente? Iscriviti e segui “Eurofocus” su: YouTube YouTube Music Apple Podcasts Spotify Amazon Music Audible Spreaker
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Come si è spappolata l’Italia a Strasburgo su Ursula von der Leyen Tanto è consolante l’immagine del governo italiano in quella foto emblematica della Conferenza internazionale a Roma per la ricostruzione dell’Ucraina, dove Putin tuttavia continua a ordinare distruzioni e morti, quanto non lo è stata nel Parlamento europeo nella pur evitata sfiducia promossa da un sovranista romeno contro la presidente della Commissione dell’Unione, Ursula von der Leyen: la terza a sinistra in prima fila nella…
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PUBBLICITÀ Giovedì a Strasburgo 360 eurodeputati hanno votato contro la mozione di censura contro Ursula von der Leyen e la sua Commissione, 175 a favore e 18 si sono astenuti. La presidente e la Commissione europea rimangono dunque al loro posto. Eppure cinque elementi emergono dal comportamento dei gruppi politici durante, di cui von der Leyen e la sua squadra dovranno tenere conto nel resto del loro mandato.
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Italiani in ordine sparso nel voto su Ursula Francesca Schianchi Il Parlamento europeo ha votato ieri una mozione di censura contro la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, che non è passata grazie a Ppe e Pse. Ma alcune evidenze saltano agli occhi: ad esempio, che le alleanze italiane si sono sgretolate. E che i numeri di sostegno alla Commissione, in una fase internazionale così delicata, sono sempre più fragili.
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La mozione di censura alla Commissione europea è allo stesso tempo questione vecchia e nuova. Le prime mozioni votate da un Parlamento che non era ancora elettivo risalgono agli anni Settanta. L’avvento delle elezioni dirette nel ’79 ha portato a un graduale avvicinamento della procedura al significato delle mozioni di sfiducia tipiche delle forme di governo parlamentari. La Commissione Delors, a cui si deve un forte impulso all’integrazione europea, fu oggetto di tre votazioni.
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“I nostri stati membri possono ricorrere ai prestiti Safe e acquistare direttamente dall’industria della difesa ucraina”. Ursula von der Leyen sceglie di ribadire il suo invito non davanti al Parlamento europeo, ma intervenendo alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Roma. Ad accoglierla c’è Giorgia Meloni, per la quale la presenza della presidente della Commissione …
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Tradotto in italiano, il flop della sfiducia contro Ursula von der Leyen è innanzitutto la retromarcia di Fratelli d’Italia. Che non vota la mozione presentata dal suo gruppo Ecr, “ma anche” non sostiene la presidente. A sottolinearlo è tutto il centrosinistra nostrano. In primis lo fa Stefano Patuanelli, M5S: «Fdi riesce a non votare la mozione di censura proposta dagli europarlamentari del loro stesso gruppo politico.
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Von Der Leyen supera la sfiducia. Aperta la partita sui dazi Giornata intensa per Ursula Von Der Leyen. Al di là della conferenza internazionale sull’Ucraina la presidente della commissione Ue ha superato all’Europarlamento il voto di sfiducia chiesto contro di lei. Mentre è ancora tutta da giocare la partita dazi con Trump. Servizio di Fabio Bolzetta
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Ed è rilevante il fatto che ben 166 eurodeputati (su 719 seggi in totale) non hanno partecipato al voto.Nei tre gruppi che formano l'ormai sempre più fragile "maggioranza europeista" (o "maggioranza Ursula"), oltre ai pochi eurodeputati "dissidenti" (favorevoli o astenuti) ce ne sono stati molti più del previsto che non hanno votato: rispettivamente 19 assenti al voto e due astenuti nel Ppe (188 seggi, 167 voti contro la mozione), ben 34 assenti, un favorevole e tre…
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Il Parlamento europeo ha bocciato la mozione di sfiducia nei confronti della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del suo collegio con 360 voti contrari, 175 a favore e 18 astenuti. Hanno votato 553 eurodeputati su 719 aventi diritto. La maggioranza di governo si è divisa: Forza Italia, che fa parte del Ppe come von der Leyen, ha votato contro la mozione confermando il sostegno alla presidente, Fratelli d'Italia non ha partecipato…
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Temi in incontro bilaterale con il premier croato
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Fico cerca svolta 'entro martedì' ma rinnova veti senza garanzie
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'A fine anno grande evento per valorizzare suo ruolo'
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'La via del cotone, che parte dall'India e arriva a Trieste'
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La mozione è per denunciare il persistente stato di abbandono e pericolo in cui versa l’area di Palazzo Pamphilj, edificio storico tutelato situato nel cuore del centro storico di Albano Laziale di Andrea Titti Albano (Rm) – Al centro della segnalazione vi è il mancato ripristino del muro perimetrale dell’edificio, abbattuto nel corso dei lavori di “messa in sicurezza” avviati nel 2020. I n sostituzione è stata collocata una recinzione provvisoria ritenuta dai firmatari pericolosa, facilmente…
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Il Comitato CDS NOC tramite il suio Presidente comunica ufficialmente in una nota i disagi derivanti dalla mancata realizzazione della strada “parallela” per l’Ospedale dei Castelli a cura di Renata Lasic, presidente del Comitato NOC e per il diritto alla salute (CDS NOC). Il Comitato NOC e per il diritto alla salute (CDS NOC), perseguendo i suoi obiettivi per il rispetto dell’Accordo di programma per il Nuovo Ospedale dei Castelli (NOC) da parte della…
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