Scampato pericolo per la Terra che la settimana scorsa è riuscita a resistere alla forte tempesta solare annunciata dagli scienziati, ma l’allarme non è ancora del tutto rientrato. Il nostro pianeta infatti potrebbe essere soggetto a nuove e più forti eruzioni solari fino al 2025. La parola allo scienziato Ad affermarlo al DailyMail è Jonathan McDowell, astrofisico dell’Università di Harvard, secondo cui il Sole non è ancora arrivato al picco della sua attività che avviene ogni undici…
Leggi
Lo spettacolo dell’aurora boreale vista nel Biellese lo scorso 10 maggio ha una spiegazione scientifica. La illustra Flavio di Unione Biellese Astrofili: “Il rilevatore di raggi cosmici in dotazione all'Osservatorio Astronomico & Astrofisico Biellese ha rilevato lo sciame di particelle super-energetiche che ha prodotto, insolitamente per le nostre latitudini, lo spettacolare evento dell'aurora boreale del 10 maggio”.
Leggi
Il relatore dell’incontro è Enrico Paleari L’appuntamento è per venerdì 17 maggio alle ore 21 LECCO – Una conferenza dedicata al Sole e alle sue tempeste si terrà al Planetario di Lecco, un’occasione per comprendere meglio il Sole e le tempeste che può generare (come ad esempio lo spettacolo di venerdì scorso dell’aurora boreale, ma soprattutto fenomeni più impattanti, come l’evento Carrington). L’appuntamento è per venerdì 17 maggio alle ore 21.
Leggi
C’è chi pensa che siano i “poteri forti” a colorare il cielo dando vita a splendide aurore boreali, ma il Gruppo Astrofili Polesani è pronto a smentire ogni possibile bufala: il merito del fenomeno che ha tenuto con il naso all’insù molti polesani nei giorni scorsi è tutto dell’attività solare, molto intensa in questo periodo e che rimarrà tale anche nei mesi a venire, che sta raggiungendo il suo picco massimo, dando vita, talvolta, a ciò che in gergo tecnico viene definita tempesta solare
Leggi
Tra i vari brillamenti più intensi, alcuni hanno prodotto anche delle vere e proprie espulsioni coronali di massa (o Coronal Mass Ejections – CMEs) in gran parte dirette verso terra e perciò denominate “halo CME”, data la posizione piuttosto favorevole prossima al centro dell’emisfero visibile da terra della regione sorgente. In particolare i tre brillamenti del 8 maggio di cui due di classe X1.0 con picco alle 05:09 e 21:40 UT, ed uno di…
Leggi
L'aurora boreale visibile anche in Italia. Foto: Reuters Le aurore boreali, dal latino Aurora Borealis cioè “alba del nord”, hanno sempre suscitato stupore e ammirazione essendo fenomeni celesti improvvisi e non frequenti che appunto illuminano una parte di cielo per noi solitamente molto scura di notte, e dove mai si vede levarsi l’alba. Il primo ad usare questo termine fu Galileo Galilei e deriva dal nome latino della dea dell’alba.
Leggi
Roma, 11 mag. Luci spettacolari simili a quelle dell'aurora boreale hanno illuminato nella notte i cieli nel Nord dell'Europa a latitudini molto più basse, durante quella che gli esperti definiscono una forte perturbazione geomagnetica dovuta alla più potente tempesta solare in oltre vent'anni, che ha colpito la
Leggi
