Sarà l’inasprimento delle sanzioni accessorie il bastone più persuasivo per l’adesione al concordato biennale e alla sanatoria per i periodi pregressi. Se, infatti, è vero che i maggiori controlli per chi fa spallucce di fronte alla proposta del fisco o alla possibilità di resipiscenza sui redditi già dichiarati sono un importante spauracchio, la più facile applicazione di sanzioni accessorie, quali l’impossibilità di amministrare società, di partecipare ad appalti pubblici o vedersi sospesa la…
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La finestra sul “ravvedimento speciale” si aprirà con il concordato preventivo. Ma le varie casistiche e gli intrecci pratici dell’adesione al patto fiscale non sempre trovano adeguata risposta nella norma (Dlgs 13/2024) e nei chiarimenti della circolare 18/E dello scorso 17 settembre. I redditi detassati La lettera b-bis), articolo 11, del Dlgs 13/2024 prevede che il concordato è inibito se, per il periodo d’imposta precedente (nel nostro caso 2023) a quello cui si riferisce la proposta…
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La mail del Fisco che mette pressione alle partite Iva: "Più controlli se non aderite al concordato"
Molti tra coloro che hanno una partita Iva forfettaria hanno ricevuto, negli ultimi giorni, una Pec dall'Agenzia delle Entrate. È un invito ad aderire al concordato preventivo biennale, sottolineando i vantaggi che porta. Ma un passaggio in particolare è saltato all'occhio: quello in il Fisco ricorda che i controlli aumenteranno su chi non aderisce.
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L’articolo 3, comma 2 dello statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000) così recita: In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti. Le norme contenute nel decreto legge Omnibus, approvato in via definitiva il 4 ottobre, che impattano sul concordato preventivo con…
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