Nell’informativa resa oggi, 9 aprile, alla Camera dei deputati, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato le priorità dell’azione di governo, toccando dossier centrali come energia, quadro economico e tenuta politica dell’esecutivo. Assente, però, qualsiasi riferimento al sistema di istruzione. Un silenzio che pesa, soprattutto alla luce delle recenti voci circolate su possibili scenari emergenziali per le scuole.
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Un’estate a piedi e al caldo. Con targhe alterne, voli cancellati per mancanza di carburanti, aeroporti chiusi e condizionatori a singhiozzo. L’Europa e l’Italia si stanno scoprendo fragili di fronte alle conseguenze della crisi energetica generata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Commissario europeo per l'energia, Dan Jorgensen, ha chiesto agli Stati membri di adottare misure per ridurre i consumi a partire da quelli per i carburanti.
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Milano – Si fa presto a pronunciare la parola “Dad”. Son solo tre lettere, in fondo. Ma tanto basta a evocare fantasmi tutt’altro che antichi. Dopo la didattica a distanza in tempi di Covid, in alcune scuole era spuntata la Dad per caldaie guaste (era successo pure nel polo di via Ulisse Dini). E che dire della Dad (universitaria, perché in “zona rossa“ le scuole si è preferito chiuderle proprio) per il passaggio della fiamma olimpica?…
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Introdurre la didattica a distanza, a seguito di un ulteriore crisi energetica derivante dalla guerra in corso in Iran, porterebbe un risparmio energetico risibile: quindi, avanti tutta con le lezioni tradizionali tenute in classe, che tra l’altro garantiscono una trasmissione migliore e sicuramente più inclusiva dei contenuti didattici. A sostenerlo è Cristina Costarelli, presidente…
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Nessuna didattica a distanza da attuare nelle ultime settimane dell’anno scolastico, anche se servirebbero risposte per fronteggiare la scarsità di carburante e il caro-vita che si sta determinando a seguito della guerra in Iran. A pensarla così sono diversi addetti ai lavori ed esperti di scuola, praticamente tutti coloro che sinora hanno preso posizione finora sull’ipotesi Dad dal 1° maggio in poi.
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Preferisci ascoltare il riassunto audio? Ascolta su Spreaker. Che cosa sta succedendo davvero: tra allarme e smentite Fonte: getty-images Negli ultimi giorni alcune sigle sindacali hanno ipotizzato un ritorno alla didattica a distanza a maggio, non per motivi sanitari ma per la crisi energetica legata alle tensioni nel Golfo e allo Stretto di Hormuz. L’idea sarebbe quella di ridurre al massimo gli spostamenti…
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Pichetto studia l’aumento dello smartworking contro il caro-energia. Ma al suo ministero lo tagliano
ROMA – Mentre i tecnici del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica sono al lavoro per elaborare le misure per affrontare la crisi energetica esplosa dopo la guerra in Iran, tra le quali ci sarà probabilmente un aumento dello smart working per risparmiare carburante, due delegati sindacati di una società in house dello stesso ministero dell’Ambiente scrivono una lettera per protesta…
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“Chiediamo di mettere in atto quanto necessario per promuovere in tutte le amministrazioni pubbliche il maggior ricorso al lavoro da remoto incrementando il numero di giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti. Riteniamo, inoltre, necessario adottare tutti gli ulteriori provvedimenti atti ad evitare che l’impatto di questa crisi energetica comporti un impoverimento delle…
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«La Didattica a distanza non è contemplata». Così, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha smorzato sul nascere i timori per un possibile ritorno alla Didattica a distanza a causa della crisi energetica derivata dalla guerra nel Golfo. La proposta era stata avanzata, nei giorni scorsi, dal sindacato autonomo Anief, che ipotizzava il ricorso alla Dad da maggio a fine anno scolastico, con il collocamento in smart working dei dipendenti pubblici.
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Il lavoro da remoto sembrava destinato a restare un’eredità del Covid: utile in emergenza, tollerato nella transizione, poi progressivamente ridimensionato dal ritorno alla presenza fisica e dalla restaurazione dell’ufficio come luogo identitario dell’impresa. Eppure, la nuova tensione geopolitica in Medio Oriente e il rischio di una stretta energetica stanno rimettendo in circolo uno strumento che pareva archiviato.
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Il lavoro da remoto, dopo un declino post-Covid, torna a crescere a causa del rincaro dell’energia legato alla crisi energetica. Lo smart working si afferma come strumento di risparmio: secondo l’AIE, l’Agenzia internazionale per l’energia, dove possibile, esso ridurrebbe la domanda di carburante per gli spostamenti casa-lavoro al pari di misure come i limiti di velocità e le targhe alterne. Sull’ipotesi cresce la pressione dei sindacati, un'opzione rilanciata negli ultimi giorni anche dall’Unione Europea, con il…
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Il lavoro da remoto torna d’attualità come strumento di risparmio contro gli effetti della guerra all’Iran. Il governo studia i vari scenari in funzione dell’evolversi della situazione in Medioriente. Lo smart working, un vecchio ritorno, che riemerge in tempi di crisi energetica. E su cui i sindacati vanno in pressing. E’ stato uno dei simboli della pandemia, con le riunioni con lo sfondo della libreria di casa e l’informatizzazione forzata di tutte le procedure.
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“La dad (didattica a distanza) non è contemplata in questo ultimo scorcio di anno scolastico”. A dirlo all’ANSA è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dopo che il sindacato Anief aveva evidenziato il rischio che si potesse introdurre da qui a giugno la dad per il caro carburanti. Questo perchè nei giorni scorsi alcuni sindacati avevano avanzato l’ipotesi di riattivare la dad per consentire, soprattutto agli insegnanti fuori sede di poter lavorare da casa.
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In tempi di shock energetici torna utile lo strumento dello smart working per ridurre consumi e costi. Partono da oggi le nuove norme (e sanzioni) per le imprese. AI. Dopo la battaglia con Trump ed il Pentagono, Anthropic al lavoro con Google e Broadcom per la produzione di TCU, i microchip alternativi alle CPU di Nvidia. L’analisi di Michele Mezza. Infine, nell’era dello streaming tv i nuovi spettatori sono cani e gatti: in Cina il primo canale a loro dedicato.
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In questo weekend pasquale non si è parlato altro: ci sarà presto un “lockdown energetico” con conseguente didattica a distanza nell’ultimo mese di scuola? Come riportano fonti del Corriere, di fronte a dal Ministero era arrivato immediato un secco “non è una misura contemplata nel piano del governo”, quindi, per il momento le scuole resteranno aperte. Lo stesso ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lo ha confermato ad Adnkronos
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Nessun ritorno alla didattica a distanza è previsto. A chiarirlo all’Adnkronos è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha escluso questa ipotesi anche alla luce della crisi energetica legata alle conseguenze della guerra in Iran. «La crisi energetica, con ripercussioni immediate sul costo dei carburanti, potrebbe portare l’Italia entro giugno a un tasso di inflazione altissimo: per frenare il costo della…
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Da ieri pomeriggio è tornata a rimbalzare online dopo le parole di Marcello Pacifico, presidente di Anief, il sindacato di categoria della scuola, una delle sigle più temute da genitori, insegnanti e alunni tutti: la Dad, la Didattica a distanza. Sperimentata e sofferta nei momenti più difficili del Covid, a suo parere se ne «potrebbe» riparlare a maggio per colpa della crisi energetica. «Per frenare il costo della vita – ha infatti dichiarato Pacifico - il Governo e il…
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La crisi energetica globale torna a incidere direttamente sull’organizzazione del lavoro. Dopo anni in cui il lavoro agile sembrava destinato a ridimensionarsi, lo scenario internazionale lo riporta al centro delle strategie di governi e imprese. A determinare questo cambio di rotta è la nuova tensione geopolitica legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto del petrolio mondiale.
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