La legge elettorale può fare la differenza? La risposta è sì, senza dubbio. Quanto accaduto alle legislative in Francia rappresenta l’esempio perfetto. Negli ultimi giorni abbiamo assistito al grande entusiasmo per i risultati dell’estrema sinistra e dell’asse guidato da Emmanuel Macron, definito lo stratega par excellence, mentre per la destra di Marine Le Pen una pioggia di critiche. Analisi giusta? Se entriamo nel dettaglio dei numeri è assolutamente inspiegabile, con buona pace dei…
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Più che quello dei seggi — guadagnati o persi, sia rispetto alle proiezioni che alle elezioni del 2022 — il numero che ha forse deciso le legislative francesi è stata una percentuale: quella dell’affluenza. Era la partecipazione, infatti, la grande incognita del secondo turno. E gli analisti concordavano su una previsione: più bassa l’affluenza, maggiori le speranze per il Rassemblement national di avvicinarsi ai 289…
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Delle maggioranze possibili nella nuova Assemblea Nazionale francese, diventata terreno di gioco per apprendisti matematici, una sicuramente non c’è: quella di blocco. Non esiste (ed è uno dei primi calcoli fatti a scrutinio ultimato domenica sera) una maggioranza dei due partiti estremisti dell’emiciclo: sommati insieme, i seggi del Rassemblement National all’estrema destra e della France Insoumise all’estrema sinistra sono lontani dalla maggioranza…
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Come e se si sbloccherà l’impasse parlamentare francese dopo gli inattesi risultati delle elezioni del 7 di luglio, in che modo e con chi si configurerà la coabitazione con la presidenza, con quali rischi per il futuro, con quali compromessi e riflessi sull’opinione pubblica? Sono questioni decisive che tuttavia resteranno per un bel pezzo senza risposta. Ma, nell’immediato, il voto francese rappresenta un segnale ben preciso: conferma e rafforza qualcosa che già con le elezioni europee si era lasciato…
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Il primo ministro Gabriel Attal ha presentato le dimissioni. Emmanuel Macron le ha respinte «per la stabilità del paese» e permettere al governo di continuare a gestire gli affari correnti, almeno durante il periodo delle imminenti Olimpiadi di Parigi. Dopo il grande sollievo di domenica sera, il successo del “fronte repubblicano”, dei “castori” che hanno costruito uno sbarramento abbastanza alto per impedire l’arrivo al potere del Rassemblement National, finito in terza posizione, la Francia si…
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Domenica sera, mentre sulle televisioni scorrevano i primi exit poll dalla Francia, a Palazzo Chigi si sono allarmati. E non solo per la sconfitta di Marine Le Pen, arrivata in testa al primo turno e molto sotto le aspettative al secondo, solo terza. Un fronte popolare anche italiano – seppur con tutte le sue incoerenze …
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Tempo di «fare un bilancio», scrive Marine Le Pen su X; «i risultati non sono quelli che speravo», ammette Jordan Bardella. Che l’ora del delfino sia scaduta? Qualcuno già lo pensa, voci interne al Rassemblement national raccolte da Politico immaginano una resa dei conti in cui è il giovane volto di queste legislative a pagare il prezzo della mancata vittoria. A gennaio la grande madre del partito dichiarava di aver voluto dargli «un’occasione» affidandogli la presidenza della sua…
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– Professor Marc Lazar, sociologo della politica all’istituto parigino di Sciences Po e alla Luiss di Roma, il voto francese allontana lo spettro del Rassemblement national che allarmava l’Europa? "Attenzione a non parlare di sconfitta delle destre. Non hanno raggiunto la maggioranza perché la desistenza ha funzionato e due terzi dei francesi di ogni opinione hanno indifferentemente votato i candidati del fronte repubblicano
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La Francia ha dato il proprio verdetto. O almeno l’ha fatto il voto dei francesi, coniugato con un sistema elettorale diverso da quello di molti altri paesi. Il risultato è curioso: Rassemblement National di Marine Le Pen è arrivato primo tra i partiti ottenendo il 37,1% dei voti al secondo turno. Tuttavia ad avere più seggi è il Nuovo Fronte Popolare. Il sistema elettorale francese si basa infatti su un sistema uninominale a doppio…
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Il 'delfino' ammette errori nella campagna per le elezioni legislative. Per Politico, la convivenza tra i due big di RN potrebbe diventare complessa Jordan Bardella, delfino di Marine Le Pen, ammette "errori" nella campagna elettorale per le elezioni legislative 2024 in Francia e si assume la sua "parte di responsabilità" all'indomani della "sconfitta" del Rassemblement National. "I risultati non sono stati quelli che speravo", ha detto…
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FRANCIA L'epilogo delle elezioni legislative in Francia è stato sorprendente. I dati che emergono sono la sconfitta della destra nazionalista del Rassemblement National, la vittoria dell'eterogenea coalizione di sinistra del Nouveau Front Populaire e, soprattutto, l'assenza di una maggioranza. Il voto restituisce quindi un paese assai diviso. Nei prossimi giorni inizieranno difficili negoziati tra i partiti per costruire una coalizione che possa sostenere un nuovo governo.
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Gli esperti sostengono che il baluardo anti-destra abbia protetto l'Unione europea da uno shock politico PUBBLICITÀ Quando gli exit poll hanno rivelato la vittoria a sorpresa dell'alleanza di sinistra francese nelle elezioni legislative di domenica, in molti angoli d'Europa si è tirato un sospiro di sollievo. I centristi avevano temuto che l'eventuale ascesa dell'estrema destra al governo in Francia - la seconda economia più potente dell'Ue - avrebbe…
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Da un lato, a destra, il silenzio assordante rotto soltanto da una apparizione in tv di Marine Le Pen. Dall'altro, a sinistra e oltre, le urla di gioia e il frastuono dei fuochi d'artificio per le vie di Parigi. La Francia ieri ha deciso dove stare: al centro, anzi a sinistra, di certo non a destra, non in quella estrema destra dove ha relegato i sogni coltivati soltanto per pochi giorni da Le Pen e amici vari.
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Comunque vada, hanno già vinto, ancora prima di scendere in campo contro la Spagna per la semifinale dell'Europeo in programma domani. Sono i giocatori della Francia che temevano il trionfo dell'estrema destra xenofoba e razzista, lontana dai valori di fraternità e eguaglianza propagati dalla nazionale vice-campione del Mondo, multietnica e vincente. Così, tra i primi a felicitarsi del successo del Nuovo Fronte Popolare delle sinistre è stato Marcus Thuram che si era…
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L’analisi Le elezioni di Parigi danno nuovo slancio al centrosinistra italiano. La stella della segretaria Pd brilla sempre di più, in difficoltà la Lega ma anche Fdi. Forza Italia si sente sempre più ago della bilancia politica Alla fine la vera underdog è lei, Elly Schlein. Non l’hanno vista arrivare, come ama dire lei stessa, come segretaria nazionale del Pd dove tutti puntavano su Bonaccini. Non l’hanno…
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