Anche la morte potrebbe non essere più eterna in futuro. Non nella carne, quanto nello spirito. Su questa previsione si è mossa la ricerca della dottoressa Jenny Kidd che ha concentrato i suoi studi sui chatbot post mortem. Possono essere un modo per ricordare o scappatoie per un conforto perenne, il limite è sottile. Ecco perché Kidd ha voluto studiarne funzionamento e struttura sperimentandoli sulla sua persona e trasformandosi in uno di loro.
Leggi
Approfondimenti:
Postare sui social oltre la morte. Postare per sempre. Meta sta esplorando nuove frontiere nell'intelligenza artificiale generativa che potrebbero portare alla creazione di "cloni digitali" di utenti social. Cloni in grado di interagire con amici e follower anche dopo la loro morte, su Facebook, Instagram e Whatsapp. O durante lunghi periodi di assenza dalla piattaforma. Un brevetto concesso al colosso tecnologico statunitense alla fine di dicembre, la società guidata da Mark…
Leggi
In Breve (TL;DR) Meta ha ottenuto un brevetto per un sistema di AI capace di simulare l’attività social di un utente dopo la morte o in caso di lunga inattività. Il modello, basato su un large language model, potrebbe generare post, commenti e risposte ai messaggi analizzando lo storico dell’account. Si tratta di un brevetto esplorativo: Meta ha chiarito che non esistono piani concreti per trasformarlo in una funzione attiva.
Leggi
Ci sono profili social che continuano a vivere. Anche quando i loro proprietari sono morti da mesi: il solito «buongiorno» al mattino, un commento sotto una foto intorno a mezzogiorno, poi una risposta in chat nel pomeriggio. Tutto coerente con lo stile di chi non c’è più. Ma come è possibile? Non è fantascienza, ma lo scenario descritto in un brevetto ottenuto da Meta, la holding che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp
Leggi
A fine dicembre dello scorso anno Meta (la multinazionale di Facebook) ha ottenuto un brevetto nel quale descrive un LLM (modello linguistico di grandi dimensioni) che può essere addestrato su dati storici dell’attività di una persona deceduta, tenendo conto di commenti, like e contenuti pubblicati, per tenere i suoi account in vita dopo la morte. Andrew Bosworth, CTO di Meta, è indicato come autore principale nella richiesta di registrazione del brevetto, avvenuta nel 2023.
Leggi
Cosa succede ai nostri profili social una volta che abbandoniamo le mortali spoglie? Al netto dell’importanza che questa cosa possa avere o meno nella nostra vita, c’è chi si è veramente posto la domanda. Meta avrebbe infatti depositato uno strano brevetto relativo a un software di intelligenza artificiale che posta, commenta, scrive sulle piattaforme, dopo la morte dell’utente. “Il modello può essere utilizzato per simulare l’utente sui social network quando è assente per un periodo o è deceduto” si…
Leggi
