Un convoglio delle forze di sicurezza siriane si è diretto verso Hasakah, nel nord-est del Paese. Il dispiegamento avviene nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco con i curdi, annunciato a fine gennaio. L’intesa prevede l’integrazione graduale delle aree curde con Damasco. Le forze dovrebbero insediarsi negli edifici statali della zona di sicurezza.
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Quanto accaduto nell’ultimo mese nella regione dell’Amministrazione autonoma della Siria del Nord e dell’Est, diretta dalle Forze democratiche siriane (Fds) a guida curda, può essere letto in due modi opposti, a seconda del soggetto con cui inizia la frase: i curdi, per realizzare la loro strategia, cercano alleanze tattiche che si rivelano perdenti; oppure, Stati guidati da leadership ciniche usano alleanze tattiche con i curdi per realizzare le loro strategie e vincono.
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Un piccolo sasso scagliato nel mare dell’indifferenza. Le forze curde (Sdf) e il governo siriano hanno annunciato il primo accordo per il cessate il fuoco e una «integrazione graduale», anche militare, dell’esperienza curda nel nuovo stato post Assad. A Kobane e in questa area a nord est della Siria, solo fino a una settimana fa si sparava, con l’ennesima piaga di oltre centomila profughi. È un accordo molto debole, ma è l’unica novità da anni a questa parte.
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