MeteoWeb Nella tranquilla mattina del 9 giugno, l’avvocato Gaetano Laghi ha lanciato una pesante accusa riguardante la gestione dei soccorsi nel caso di Cristian Molnar, il giovane di 25 anni disperso nelle acque del Natisone da venerdì scorso. Secondo Laghi, se i soccorsi fossero stati attivati tempestivamente, come richiesto dalla madre di Cristian, Patrizia, i ragazzi coinvolti nell’incidente sarebbero oggi vivi e a casa con le loro famiglie.
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"Se i soccorsi fossero partiti tempestivamente, ovvero nel momento in cui la povera Patrizia li ha richiesti, oggi i ragazzi sarebbero vivi e a casa con i loro genitori". E' la durissima accusa lanciata in alcune interviste rilasciate questa mattina dall'avvocato Gaetano Laghi, legale della famiglia di Cristian Molnar, il 25enne disperso da venerdì scorso, dopo essere stato travolto dalle acque del Natisone
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L’immagine dei tre ragazzi abbracciati sull’ultimo lembo di terra rimasta nel fiume Natisone prima di essere spazzati via dalla piena è ormai fissata nella mia mente dal giorno dell’accaduto. L’angoscia, la tristezza che porta con sé mi accompagna da allora, perché pensare a tre ventenni morti in quel modo che a prima vista appare inverosimile, e alle loro famiglie sconvolte, è qualcosa di veramente inquietante.
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C'è una nuova immagine che testimonia come anche due operai, che transitavano in zona, siano immediatamente scesi dal ponte Romano - quello su cui altri passanti hanno realizzato i video - e si siano prodigati per cercare di portare in salvo i tre ragazzi travolti dalla piena del fiume Natisone. La fotografia - pubblicata da Gazzettino e Messaggero del gruppo Caltagirone - immortala i soccorritori occasionali nel bosco accanto al torrente.
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Il telefono era nella borsa di una delle ragazze annegate nel fiume. Al vaglio degli investigatori le chiamate tra Patrizia Cormos e il 112: "Era agitata". Continuano le ricerche di Cristian Molnar, ancora disperso
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Il cellulare di Patrizia Cormos, quello da cui è stato lanciato l'allarme, era ancora acceso dentro la sua borsetta. Ora la speranza degli inquirenti è che si possa recuperare totalmente il contenuto per avere nuovi dettagli utili alle indagini dei carabinieri di Udine. I militari sperano di riuscire a risalire a video, fotografie e soprattutto messaggi di quella tragica giornata al…
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Viviamo in una società imbellettata. Sangue, merda e morte non le scorgiamo più. E allora giriamo video, viviamo in una bolla virtuale Giriamo i video al Natisone durante la tragedia perché non sappiamo più che esiste la morte La morte arriva e non ti fa affatto bella. Sotto le sembianze di un fiume (il Natisone) in improvvisa piena. Circonda e inghiotte tre giovani che restano abbracciati ad aspettarla.
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Vi mostriamo integralmente la parte del video girato dal ponte del Natisone, durante i momenti del tentato salvataggio da parte dei soccorritori. Dopo i tentativi non andati a buon fine dai lati delle sponde, con un Vigile del Fuoco eroe che ha provato a raggiungere i tre ragazzi a nuoto, la situazione è degenerata.I giovani ragazzi sono stati improvvisamente trascinati via dalla corrente del fiume Natisone, e l'unico tentativo è stato quello di lanciare delle…
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I Carabinieri della Stazione di San Giorgio Jonico hanno arrestato, in flagranza di reato, un 51enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, per presunti maltrattamenti nei confronti della sorella convivente. L’arresto è scaturito a seguito dell’attività investigativa, che è iniziata dopo la denuncia da parte della donna, che, preoccupata per la propria incolumità ed esasperata per l’ennesimo episodio di violenza, stanca di subire le continue vessazioni, umiliazioni e violenze fisiche, a sua detta…
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