Manca un ultimo piccolo passo poi, al netto degli interessi che il Paese paga sul suo debito, i conti pubblici saranno in perfetto ordine. Anzi, di più. La differenza tra quanto lo Stato incassa e quanto spende, sarà positiva. È quello che in gergo tecnico si chiama «avanzo primario». Dopo il triennio terribile iniziato con la pandemia e proseguito con la crisi energetica, e nonostante le spese folli del superbonus, l’Italia è riuscita a rimettere in ordine il suo bilancio.
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Nei primi nove mesi del 2024 la pressione fiscale in Italia è aumentata: le tasse e i contributi raccolti sono stati pari al 39,6% del Pil, un +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. A farlo sapere è l'ultimo rapporto Istat sui conti pubblici, che sottolinea anche come sia calato il deficit delle pubbliche amministrazioni e sia aumentato potere d'acquisto delle famiglie.
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"Il dato sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche italiane, che scende, nel terzo trimestre dello scorso anno, al -2,3% del pil rispetto al -6,3% dello stesso trimestre del 2023, rappresenta un risultato straordinario, frutto di politiche economiche responsabili e di un'efficace gestione delle risorse pubbliche. Il miglioramento è la testimonianza concreta di come il nostro Paese sia sulla giusta strada per un consolidamento strutturale…
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