Torino Torna a salire la pressione sui costi per il sistema delle micro e piccole imprese piemontesi. Dopo una fase di relativa stabilità, nelle ultime settimane si registra infatti una nuova crescita dei prezzi dell’energia e di numerose materie prime utilizzate nei processi produttivi. A lanciare l’allarme è Cna Piemonte, che ha realizzato un monitoraggio su un campione…
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L’energia elettrica guida la classifica degli aumenti con un balzo del 60% rispetto alle settimane precedenti al conflitto: 143 euro per megawattora contro i 48 della Spagna e i 63 della Francia. È il dato più pesante emerso da un monitoraggio della CNA di Ascoli Piceno su un campione di imprese locali, condotto a due settimane dall’inizio delle ostilità in Iran. Dopo l’energia, i rincari più significativi riguardano il rame (+40%), l’alluminio e il ferro (entrambi…
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È l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari registrati nelle ultime settimane, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti, mentre si registrano aumenti più contenuti per l’acciaio e prezzi sostanzialmente stabili per le farine. È quanto emerge da un monitoraggio realizzato dal sistema CNA su un campione di imprese, che evidenzia un generalizzato incremento dei prezzi dei materiali, le prime tensioni sugli…
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Guerra in Iran e rincari a Rimini Ad aprile le bollette Sgr segneranno un +14% per la luce e un +25% per il gas. Ma nonostante il blocco di Hormuz, Lorenzo Pastesini (Sgr) rassicura sulla continuità. “Stoccaggi sicuri, l’Italia ha riserve al 51%”. L’impennata dei prezzi è dovuta alla volatilità emotiva dei mercati. La luce passerà da 60 a 69 euro medi, il gas da 100 a 125 euro. Per le utenze in difficoltà confermate rateizzazioni e tutele.
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«La bolletta della luce che i riminesi riceveranno ad aprile sarà più cara del 14%, mentre quella del gas lieviterà del 25%». Lorenzo Pastesini, direttore commerciale Sgr, società riminese che da oltre 60 anni opera nel mercato dell’energia, a quindici giorni dall’inizio della guerra in Iran fa il punto sulla situazione dei costi dell’energia. Confermando un aumento dei prezzi per famiglie e imprese.
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È l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari a due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti, mentre si registrano rialzi più contenuti per l’acciaio e restano stabili i prezzi delle farine. Questo il quadro che emerge da un monitoraggio realizzato da CNA presso un campione di imprese, che rileva un aumento diffuso dei prezzi dei materiali, l’inizio di tensioni sull’approvvigionamento e un forte incremento dei costi di spedizione…
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– Non è un’onda improvvisa come quella che travolse famiglie e imprese quattro anni fa, ma il caro energia torna a bussare con insistenza anche alle porte di Ferrara. I numeri elaborati dall’ufficio studi della Cgia sono molto eloquenti: nella provincia estense l’aggravio complessivo per luce e gas potrebbe raggiungere i 57,2 milioni di euro, segnale tangibile di come le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stiano già producendo effetti concreti sui bilanci domestici.
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Le conseguenze della crisi in Medio Oriente sulla nostra economia. Con il greggio al barile poco sotto i 100 dollari e il caro-carburanti, la preoccupazione per le piccole e medie imprese che si stavano riprendendo dall'ultima crisi energetica del 2022 causata dall'aggressione della Russia all'Ucraina. Ora a incidere è l'attacco di Usa e Israele all'Iran con le difficoltà degli spostamenti delle petroliere nello stretto di Hormuz
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Preoccupazione e fibrillazione si percepiscono in tutti i settori economici per i forti rincari di questi giorni a causa della guerra in corso in Iran. In testa a tutto il prezzo dei carburanti che nella provincia di Bolzano si attesta in cima alla classifica. Significative le ricadute di questo aumento su tutte le filiere e, purtroppo, anche sulle tasche dei privati cittadini, per i quali si fanno sentire concretamente.
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Rischia di essere la tempesta perfetta quella che si va delineando per le piccole e medie imprese del territorio. L’aumento dei prezzi determinato dalla guerra in Iran, infatti, va ad aggiungersi alla delicata situazione della nostra economia, almeno per come questa è stata fotografata dall’Ufficio Studi di Cna attraverso l’indagine congiunturale elaborata assieme alla Camera di Commercio. Ordini in calo per il 40% delle imprese del campione ed in aumento per solo il…
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Il caro carburanti e l’aumento dei costi energetici provocati dalla guerra in Oriente preoccupano il mondo cooperativo bolognese. Confcooperative Terre d’Emilia, che nel territorio rappresenta 185 aziende con quasi 19 mila occupati e un fatturato complessivo di 5,2 miliardi, chiede interventi di tutte le istituzioni, come spiega il vicepresidente Daniele Ravaglia. Qual è la situazione? «I dati ci…
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Un po' tetris, un po' mattoncini Lego. Le ripercussioni economiche del conflitto nel Golfo Persico sono tutte nel colpo d'occhio del porto di Ancona. File e file di container accatastati sul molo testimoniano la paralisi dell'export verso oriente e lo choc sul commercio globale. Se le merci in partenza sono bloccate, i contenitori di quelle in arrivo, una volta scaricati, non ripartono e rimangono parcheggiati nei pochi spazi ancora liberi.
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"Le tensioni internazionali e il conflitto in Medio Oriente stanno già producendo effetti sui mercati energetici, con il petrolio tornato oltre i 100 dollari al barile e nuovi segnali di crescita per gas ed elettricità. Una dinamica che preoccupa anche il mondo del commercio e delle piccole imprese". A sottolinearlo è Confesercenti Lamezia, che invita "a mantenere alta l’attenzione per evitare nuove ripercussioni sull’economia locale".
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Guerra in Iran, non si fermano gli aumenti: l’Alto Adige tra i più colpiti con un conto da 84 milioni di euro per le famiglie Rincari altissimi non solo per i carburanti, ma anche per la fornitura di gas BOLZANO. L'attuale scenario geopolitico, scosso dalle recenti tensioni in Iran, sta avendo conseguenze pesanti sui bilanci delle famiglie italiane e altoatesine in particolare, delineando un quadro economico…
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Il costo del gas è aumentato del 59,4% dopo l'esplosione della guerra in Medio Oriente. E quello del petrolio del 42%. Sono questi i principali numeri che porteranno le oltre 375mila famiglie residenti nella Marca a spendere complessivamente oltre 131 milioni di euro in più all'anno per far fronte alle bollette. Il conto è stato fatto dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, sulla base delle stime di Nomisma Energia.
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Minuti per la lettura Gasolio oltre la soglia dei 2 euro e bollette in aumento: l’effetto del conflitto in Iran si fa sentire anche in Calabria IL GASOLIO in Calabria è ormai stabile sopra la soglia dei 2 euro a litro. Due euro e 7 centesimi, al self, uno dei prezzi più alti del paese: il gasolio è più caro solo in Valle d’Aosta, Trentino, Friuli, Sicilia. Per fare un pieno di diesel, ormai, si superano i 100 euro.
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Quando arriva la bolletta o si fa rifornimento, ormai la sensazione è sempre la stessa: ogni giorno si paga qualcosa in più, anche se in casa e in auto si cerca di risparmiare su tutto. Il nuovo scatto dei prezzi di luce, gas e carburanti sta comprimendo ancora il potere d’acquisto delle famiglie, già provate da anni di rincari e salari fermi. Secondo le simulazioni di associazioni dei consumatori e centri studi, tra caro-energia e aumenti alla pompa la spesa aggiuntiva nel 2026 può sfiorare gli 890 euro…
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Centotrentasei milioni. È l’aumento che potremmo pagare per luce e gas a causa della guerra in Iran. La stima l’ha fatta Nomisma Energia che ha calcolato come ogni famiglia umbra in questo 2026 potrebbe pagare 350 euro in più rispetto all’anno scorso per le bollette. In provincia di Perugia ci sono circa 286mila famiglie, mentre 102mila sono quelle del ternano: le prime pagheranno 100milioni in più, le seconde 36.
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La buona notizia è che la tenuta generale delle materie prime è piuttosto solida. Niente a che vedere con quanto accaduto dopo l’invasione dell’Ucraina. Tiene il nickel, restano bassi zinco e stagno, si difendono il rame e il piombo. Il problema è che ci sono due eccezioni: il petrolio, salito del 45,8%, e il gas, esploso del 62%. E questo potrebbe comportare un rincaro complessivo delle bollette degli italiani di ben 9,3 miliardi di euro con Bari al sesto…
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“I dati delle prime due settimane indicano che l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui mercati delle materie prime è rimasto finora limitato, interessando soprattutto petrolio e gas. Un segnale incoraggiante per l’economia internazionale. Una dinamica che si riflette anche nel sistema produttivo della provincia di Rovigo: almeno in questa prima fase del conflitto la situazione appare sotto controllo”.
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Il conflitto in Medio Oriente rischia di trasformarsi in una nuova ondata di rincari per imprese e famiglie italiane, con effetti che si estendono anche al settore agricolo. Le tensioni nell’area del Golfo, in particolare i timori legati a possibili restrizioni ai transiti energetici nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per petrolio e gas, potrebbero tradursi in un ulteriore aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.
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ANCONA L’energia elettrica è saldamente in testa alla classifica dei rincari a due settimane dall’inizio del conflitto in Iran. Seguono a ruota rame, ferro, alluminio e carburanti, mentre si registrano rialzi contenuti per l’acciaio. Stabile invece il prezzo delle farine. È questo l’esito del monitoraggio realizzato da Cna Marche su un campione di imprese, che rileva anche un forte…
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I prezzi alle stelle di carburanti, luce e gas hanno finito per spremere quello che restava nella maggior parte delle case dei calabresi. Difficile immaginare il futuro davanti a uno scenario che dilata le diseguaglianze sociali. Prima la pandemia, poi l’economia di guerra hanno alzato i muri e alimentato il fiume del disagio. E oggi si è costretti a sceglie tra il pieno all’auto e tutto il resto. L’impennata del costo dell’energia, trascinata dalle tensioni…
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Ne hanno parlato i costruttori, tra i primi. Ma i riflessi della corsa verso l’alto dei prezzi e dei costi stanno finendo per raggiungere tutti i settori e tutti i comparti produttivi. A lanciare l’allarme, ultime in ordine di tempo, sono le piccole e medie imprese per voce di Cna Piemonte. La sigla di categoria ha cominciato a fare i conti di quanto la crisi in Medio Oriente (Iran, ma non solo)…
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