NOVI LIGURE. Erano più di 2 mila le presenze, stamattina in piazzale Partigiani a Novi, per dire stop alla legge Finanziaria del Governo che riduce gli assegni pensionistici e penalizza l’intero mondo del Lavoro. La manifestazione organizzata da Cgil e Uil, aveva carattere provinciale, portando in città i rappresentanti di tutte le categorie del lavoro a cominciare da Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, per rivendicare la lotta contro una crisi industriale senza precedenti.
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NOVI LIGURE — Circa 2 mila persone hanno preso parte questa mattina a Novi Ligure alla manifestazione provinciale indetta da Cgil e Uil. I due sindacati hanno proclamato per oggi uno sciopero nazionale del settore privato, per protestare contro la manovra economica che il Governo si appresta a varare. Il corteo, guidato dai lavoratori dell’ex Ilva, ha preso le mosse dallo stabilimento di strada Boscomarengo per terminare nei giardini pubblici di viale Saffi, dove si sono alternati gli interventi dei…
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NOVI LIGURE – Per l’ex Ilva e per “un’altra politica economica, sociale, industriale e contrattuale” per tutti i lavoratori. Dopo lo sciopero dei lavoratori pubblici, questo venerdì hanno incrociato le braccia insieme a Cgil e Uil tutti i settori del privato contro una manovra finanziaria che non stanzia sufficienti risorse neppure per i pensionati e per assicurare stabilità ai giovani e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro.
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Dall'assemblea dei soci di Acciaierie d'Italia soltanto un altro rinvio, un fatto scontato e atteso, che avevamo annunciato già qualche giorno fa. Sappiamo che il Governo si è già subordinato all'azienda, ora è partita la melina perché il regalo per i lavoratori è previsto in prossimità delle feste, che solitamente abbassano i toni della protesta. Noi di sicuro non ci fermiamo. A…
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“Il rinvio è frutto dello stallo tra governo e Arcelor Mittal perché il punto è sempre lo stesso: chi mette le risorse finanziarie. Questo perdere tempo è scaricato sulla pelle dei lavoratori e fa danno alla stessa azienda, all’ambiente e alla produzione. L’assemblea dei soci del più grande impianto siderurgico di Europa discute di 320 milioni della bolletta e non trova una soluzione quando servirebbero 5 miliardi per rilanciare…
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NOVI LIGURE. I dipendenti dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, tornano a incrociare le braccia oggi, per uno sciopero definito «d’altri tempi» con corteo e manifestazione di piazza. Il programma I lavoratori dello stabilimento di strada Boscomarengo si raduneranno sul piazzale alle 8,30. Alle 9 partenza del corteo verso i giardini, dove alle 10,30 è previsto l’intervento del sindaco Rocchino Muliere.
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Bernabè ha accettato la richiesta dei soci e almeno fino a martedì 28 novembre (quando l’assemblea si riaggiornerà) le dimissioni restano congelate. Sulle risorse resta il nodo della partecipazione pro quota dei soci di Acciaierie d’Italia
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NOVI LIGURE — Nulla di fatto ieri all’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia: la riunione del gruppo che è subentrato all’Ilva nella gestione degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure è stata aggiornata a martedì prossimo, 28 novembre. I sindacati si aspettavano un qualche tipo di decisione sul rilancio dell’azienda, che invece non è arrivata. Davanti alla sede di AdI, in viale Certosa a Milano, ieri Fiom, Fim e Uilm hanno dato vita a un presidio a cui hanno partecipato anche diversi…
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Sindacati sul piede di guerra per difendere il lavoro e fermare ogni tentativo di ulteriore riduzione del perimetro siderurgico targato Acciaierie d’Italia. L’assemblea degli azionisti, svoltasi a Milano, non ha dato indicazioni precise sul futuro. «Resta aperta e si aggiorna a martedì prossimo» si apprende da fonti vicine alla società che aggiungono che «sono stati fatti passi avanti». Ma è ogge…
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Nulla di fatto e nuovo rinvio a martedì 28 novembre. L'assemblea di Acciaierie d'Italia che avrebbe dovuto partorire una definitiva soluzione per l'ex Ilva resta aperta. Dopo oltre 3 ore di confronto, il nuovo faccia a faccia tra i soci - Invitalia (38%) e Arcelor Mittal (62%) - non ha prodotto risultati se non quello di prolungare l'uscita di scena del presidente di AdI, Franco Bernabè. Secondo fonti vicine al dossier, nel corso dell'assise andata in scena nella sede milanese del gruppo (presenti l'amministratore delegato di…
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Ora è ufficiale. Franco Bernabé si è dimesso dalla presidenza di Acciaierie d’Italia Holding, l’ex Ilva. Bernabè - insediatosi a metà 2021 - nell’assemblea dei soci svoltasi ieri ha formalizzato quanto aveva annunciato tempo addietro e comunicato alla Camera nell’audizione di metà ottobre («Ho rimesso il mandato nelle mani del Governo perché decida in piena libertà»). Tuttavia i soci di Acciaierie (principalmente Arcelor Mittal) gli avrebbero chiesto di restare.
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“Il rinvio è frutto dello stallo tra governo e Arcelor Mittal perché il punto è sempre lo stesso: chi mette le risorse finanziarie”. Questo il commento di Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia Fiom Cgil, all’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia, che si è tenuta giovedì 23 novembre a Milano. In concomitanza con il vertice, i lavoratori hanno anche svolto un presidio. “Questo perdere tempo è scaricato sulla pelle dei lavoratori e fa danno alla stessa azienda, all’ambiente e alla produzione”…
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«Il rinvio è frutto dello stallo tra governo e ArcelorMittal perché il punto è sempre lo stesso: chi mette le risorse finanziarie. Questo perdere tempo è scaricato sulla pelle dei lavoratori e fa danno alla stessa azienda, all’ambiente e alla produzione». Lo dichiara in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom Cgil. «L'assemblea dei soci del più grande impianto siderurgico di Europa - aggiunge - discute di 320 milioni della bolletta e non trova una…
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Ex Ilva, l’assemblea si aggiorna a martedì ArcelorMittal e governo prendono ancora tempo per decidere il destino dell’ex Ilva. L’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia di oggi, giovedì 23 novembre, ha deciso di aggiornarsi a martedì prossimo. Tra le due parti si sarebbero registrati “passi avanti”, secondo quanto si apprende. Il nodo principale è quello della dotazione finanziaria della società, che è in forte sofferenza dal punto di vista delle risorse e necessita di una iniezione di…
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L’assemblea di Acciaierie d’Italia Holding apertasi oggi a Milano, tornerà a riunirsi la prossima settimana, probabilmente già martedì prossimo, per continuare la discussione e il confronto sul piano industriale e le misure di rafforzamento finanziario della società. Sarebbero state inoltre congelate, almeno sino a quando non verranno prese le decisioni definitive, anche le dimissioni di Franco Bernabé da presidente di Acciaierie d’Italia Holding spa.
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L’assemblea di Acciaierie di Italia “resta aperta e si aggiorna a martedì” prossimo, oggi sono stati “fatti passi avanti”. Lo si apprende da fonti vicine alla società che ha riunito l’assemblea in viale Certosa a Milano. Non filtra molto sull’ordine del giorno di oggi. Poche notizie, mentre sono molti i nodi da sciogliere al vaglio dell’assemblea sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, in mano al gruppo, che fa capo per il 62% ad Arcelor Mittal e per il 38% a Invitalia, società del ministero del Tesoro.
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Ci sarebbero dei «passi avanti» rispetto alla situazione di Acciaierie d'Italia. È quanto trapela da fonti aziendali, anche se è previsto un nuovo aggiornamento a martedì. Questo quanto sarebbe emerso dall’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia, terminata nel tardo pomeriggio di oggi. Presenti l’amministratore delegato di Acciaieria d’Italia, Lucia Morselli, i vertici di Mittal e i rappresentanti di Invitalia
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Un lungo consiglio di amministrazione da parte dei vertici di Acciaierie d'Italia a Milano, ma la decisione se rilanciare la produzione siderurgica slitta di qualche giorno, almeno a martedì quando le parti si incontreranno nuovamente. Fonti del gruppo vicine ad Acciaierie d'Italia si limitano a dire "Fatti passi avanti". L'assemblea resta aperta. All'ordine del giorno ci sono misure urgenti di sostegno finanziario all'azienda siderurgica.
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BARI – Fumata grigia per l’ex Ilva. Chiamata a decidere sul piano industriale e sulla ricapitalizzazione, l’assemblea degli azionisti di Acciaierie d’Italia, su richiesta del socio privato, si aggiorna a martedì 28 novembre, dopo aver discusso per alcune ore. Anche le dimissioni del presidente Franco Bernabè vengono congelate su richiesta di ArcelorMittal e Invitalia. Non si tratta, comunque, di un semplice rinvio.
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Ancora niente di deciso nel dossier ex-Ilva. L’assemblea che si è tenuta oggi, 23 novembre, resta aperta ed è stata aggiornata a martedì 28 novembre. Anche se, stando a fonti dell’azienda costituita dal socio privato ArcelorMittal (che possiede il 62% delle quote) e dal socio pubblico Invitalia (al 38%), si sono compiuti dei passi avanti. Restano quindi sospese le richieste di chiarezza e di rassicurazioni sul futuro del sito avanzate dai principali sindacati del settore (Fim, Fiom e Uilm) che hanno…
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Servono subito 300 milioni per mantenere in movimento la macchina di Acciaierie d’Italia. Poi altri 4,6 miliardi in 8 anni per decarbonizzare e ripartire. tutti i nodi che il dimissionario presidente Franco Bernabè e l’ad Lucia Morselli devono sciogliere
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