IL CONSIGLIO EUROPEO DI DICEMBRE E L'UCRAINA di Cosimo Risi È scontato: ogni qualvolta si riunisce il Consiglio europeo la reazione dei media italiani, e non solo, riguarda solo di sfuggita l’esito come certificato nelle conclusioni del Presidente e molto il punteggio conseguito dai singoli leader. La sindrome del campionato di calcio fa parte del bagaglio interpretativo. Stavolta ad uscire sconfitto dal vertice è il Cancelliere federale
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«Siamo molto soddisfatti, e anche sollevati, della decisione del Consiglio europeo sul finanziamento all’Ucraina», dice al Corriere da Bruxelles il presidente di Euroclear, Francesco Vanni d’Archirafi, nella prima intervista dopo la maratona negoziale chiusa alle 3 del mattino di venerdì 19 dicembre. E aggiunge: «Tutti vogliamo una pace di lunga durata, sostenibile, per l’Ucraina». L’Europa assicurerà a…
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Bill Browder, già a capo del fondo di investimento Hermitage, padre del “Magnitsky Act” e nemico pubblico numero uno di Vladimir Putin, è tra i protagonisti della battaglia per congelare 200 miliardi di euro di attività alla Banca centrale russa, e utilizzarli per finanziare la resistenza ucraina e la futura ricostruzione del Paese. Come legge la duplice decisione presa stanotte dal Consiglio eur…
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Per i prossimi due anni, l’Ucraina otterrà dall’Unione europea un prestito da 90 miliardi di euro a tasso zero. Ma si tratta di un prestito particolare perché Kiev non avrà alcun obbligo di restituire quella somma fino a quando non sarà stata ricompensata dalla Russia per i danni di guerra. Qual è la differenza principale tra questo schema e quello basato sugli asset russi? Per reperire i 90 mi…
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Persino a un passo dalla fine nessuno aveva osato chiamarli eurobond. Li hanno chiamati così solo dopo che qualcuno ha avuto il coraggio di pronunciare la parola proibita. Emmanuel Macron lo ha fatto con la solita spregiudicatezza francese, rivendicando apertamente ciò che a Bruxelles si cercava di camuffare. Novanta miliardi di debito comune, garantiti dal bilancio Ue, per finanziare l’Ucraina. Traduzione brutale: l’Europa emette debito per comprare armi.
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Se fosse andata come voleva il cancelliere tedesco Merz, i “porcellini europei”, come li chiama Putin, avrebbero costretto lui, l’aggressore dell’Ucraina a finanziare con i propri capitali sopravvivenza, difesa e resistenza dell’aggredito. Ma il patto da 90 miliardi che lega Ue e Kiev non è poco: suggella il cambio di rotta e la ferma volontà comune di non soccombere a minacce e giochi di potenza altrui.
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Che sarebbe stato un summit difficile, il più complicato della nuova legislatura iniziata un anno fa e del nuovo mondo incarnato da Donald Trump, è stato evidente la scorsa settimana quando l’Italia ha firmato una dichiarazione con il Belgio, la Bulgaria e Malta per invitare la Commissione europea e il Consiglio a continuare a esplorare opzioni alternative al prestito di riparazione per l’Ucraina…
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