I Precari Uniti Cnr dell’Umbria hanno lanciato un appello urgente alle istituzioni locali e territoriali e ai rappresentanti politici regionali: chiedono un intervento immediato per evitare la dispersione di competenze e investimenti strategici che la regione non può permettersi di perdere. In Umbria operano sei istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Ibbr, Isafom, Irpi, Iret, Scitec e Iom – impegnati in settori strategici quali protezione idrogeologica, gestione degli ecosistemi, bioeconomia, biodiversità…
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Altre informazioni:
Un piano straordinario di reclutamento di ricercatori nelle Università statali e non e negli enti pubblici di ricerca vigilati dal Mur (tra i quali Cnr, Inaf, Infn, Ingv, Ogs, Inrim). E' quanto prevede un emendamento del pacchetto dei riformulati presentati ieri in commissione Bilancio alla manovra. Il testo prevede per le assunzioni un cofinanziamento al 50% da parte del ministero e al 50% a carico dei bilanci dei singoli enti.
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Le tende da campeggio a forma di igloo sono ormai un simbolo universale. Anche quella dozzina piantata davanti all’ingresso del Consiglio nazionale dalle Ricerche significa precarietà e tanta voglia di liberarsene. Le tende le hanno piantate i «Precari Uniti Cnr», la sigla che riunisce i vari lavoratori a termine che ormai rappresentano un terzo del personale totale. Sono 4mila circa, tanti per un ente con circa 9mila dipendenti stabili, quasi tutte direttamente impegnate nei progetti di ricerca.
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“Le cifre sull’espulsione dei precari dall’università italiana ultimamente sono spaventose. Sappiamo tutti che il reclutamento del personale della ricerca e dell’università in Italia da molto tempo è un problema gravissimo, affrontato senza nessuna sistematicità dalle classi dirigenti che si sono succedute in questo paese”. Anche lo storico Alessandro Barbero prende posizione a favore dei precari dell’università italiana con un video messaggio pubblicato sulla pagina social…
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