Il settore automobilistico europeo è al centro di una trasformazione epocale, e una delle notizie più significative riguarda la scelta di Dacia di abbandonare definitivamente il GPL entro i prossimi anni. Questa decisione, che coinvolge uno dei marchi più popolari per chi cerca vetture economiche e funzionali, si inserisce in un contesto di forti pressioni normative e cambiamenti strutturali imposti dall’Unione Europea.
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Finisce la pacchia del GPL? Le auto alimentate a gas di petrolio liquefatti mantengono volumi solidi nel mercato europeo, soprattutto in Italia, e attirano automobilisti attenti a costi di gestione e autonomia elevata. Nel 2025 le immatricolazioni segnano un incremento del 10%, con un contributo determinante del Gruppo Renault e soprattutto di Dacia. Il carburante gassoso rappresenta una scelta pragmatica per famiglie e pendolari, grazie a listini accessibili e rifornimenti diffusi lungo reti urbane ed extraurbane.
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Il mercato automobilistico italiano si trova oggi al centro di una rivoluzione senza precedenti, trainata da numeri che raccontano molto più di un semplice aumento delle immatricolazioni. Nel gennaio 2026, le nuove targhe sono state ben 141.980, segnando un incremento del 6,18% rispetto allo stesso mese del 2025. Tuttavia, dietro questa crescita apparente si cela una trasformazione profonda: le alimentazioni tradizionali stanno cedendo terreno alle tecnologie più innovative e sostenibili…
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Il primo mese del 2026 ha visto risultati positivi per le auto elettriche (9.446 immatricolazioni, +40,6%) e addirittura eccellenti per le plug-in (12.502, +152%). Male invece è andata per le bifuel a Gpl, che hanno registrato 9.345 nuove targhe, contro le 13.907 dello stesso mese del 2025. Un calo del -32,8%, che porta la quota di mercato dal 10,3% al 6,5%. È sicuramente presto per parlare di difficoltà strutturale del Gpl, ma si tratta di…
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