(Adnkronos) – Donald Trump prende tempo e congela l’ingresso degli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Il presidente americano fa sapere che deciderà entro 2 settimane. Israele, quindi, potrebbe optare per il piano B e provare quasi da solo a sferrare il colpo decisivo al cuore del sistema nucleare di Teheran. L’intervento degli Usa consentirebbe di utilizzare la bomba GBU-57, l’unico ordigno che può puntare a distruggere il sito di Fordow.
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Donald Trump non vuole rischiare flop in caso di intervento degli Stati Uniti nella guerra tra Israele e Iran. Il presidente, che ha già approvato i piani d'attacco, non ha ancora dato il via libera definitivo alle operazioni. Nel frattempo, ha chiesto ai militari garanzie che le bombe bunker-buster negli arsenali americani siano effettivamente in grado di distruggere i siti per l'arricchimento dell'uranio in Iran, in particolare a Fordow.
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Tutti ne parlano come della “pallottola d’argento” in grado di sconfiggere gli scrigni dei segreti atomici iraniani dilaniando i laboratori nascosti nel ventre delle montagne, ma sulla sua reale efficacia persino Donald Trump è scettico. La colossale bomba GBU-57 MOP non è mai stata provata in azione e gli americani hanno sempre avuto pessime esperienze nei duelli con i rifugi sotterranei. La sua…
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Gli Stati Uniti avrebbero un’arma progettata per distruggere i bunker più inaccessibili al mondo: la Gbu-57, bomba penetrante capace di esplodere a decine di metri sotto terra. L’obiettivo, in caso di attacco contro l’Iran, sarebbe il centro per l’arricchimento dell’uranio di Fordow, scavato sotto 90 metri di roccia. I bombardieri B-2 che possono trasportarla sono già stati schierati a Diego Garcia
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Se c’è in Italia un esperto di operazioni speciali, è il generale Marco Bertolini, ex comandante della Brigata paracadutisti Folgore e del 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”. Che però è scettico sul fatto che Israele possa davvero impiegare le forze speciali per distruggere il sito nucleare iraniano di Fordo, 90 metri sottoterra. «Una missione impossibile, non credo che ci pensino seriamente. Non siamo nei film di James Bond
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Le dimensioni esatte dell'impianto di arricchimento dell'uranio di Fordow non sono chiare. L'emittente americana stima che i suoi locali si trovino a una profondità compresa tra gli 80 e i 90 metri sottoterra. Un think tank con sede nel Regno Unito, il Royal United Services Institute, ha affermato che la «superbomba» potrebbe non essere in grado di raggiungere Fordow, affermando in un recente rapporto che «probabilmente richiederebbe impatti multipli nello stesso punto per…
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Fordow non è solo un impianto. È un simbolo. Costruito in segreto a partire dal 2006 in una base militare delle Guardie rivoluzionarie dismessa, il sito è venuto alla luce solo nel 2009, quando i servizi segreti statunitensi ne hanno scoperto l’esistenza e hanno capito che il nucleare iraniano non avrebbe avuto soltanto scopi civili. Da allora, è sorvegliato speciale. E per buone ragioni: nel 2023, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha rilevato tracce di uranio arricchito tra il 60% e…
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Per colpire il sito nucleare di Fordow serve l'ordigno da 13 tonnellate, ma non è detto che funzioni Donald Trump non ha ancora deciso se gli Stati Uniti attaccheranno l'Iran. Israele punta sulla collaborazione degli Usa per sferrare il colpo più duro ai siti nucleari di Teheran. L'aiuto a stelle e strisce, però, potrebbe non essere sufficiente. Nel mirino c'è soprattutto la 'fortezza' di Fordow, protetta da una montagna e irraggiungibile da armi e munizioni in dotazione all'esercito israeliano.
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Nel cuore della montagna Kuh-e-Dokhtar, a sud di Teheran e a 90 metri di profondità si trova Fordow, il sito nucleare iraniano più inaccessibile. Israele non riesce a colpirlo, per farlo servirebbe l’intervento delle armi statunitensi. Cosa deciderà Trump? Nelle viscere della montagna di Kuh-e-Dokhtar, a quasi 90 metri di profondità e a 20 chilometri dalla città santa di Qom, si nasconde uno degli obiettivi militari più ambiti, e finora…
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Se c’è in Italia un esperto di operazioni speciali, è il generale Marco Bertolini, ex comandante della Brigata paracadutisti Folgore e del 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”. Che però è scettico sul fatto che Israele possa davvero impiegare le forze speciali per distruggere il sito nucleare iraniano di Fordo, 90 metri sottoterra. «Una missione impossibile, non credo che ci pensino seriamente. Non siamo nei film di…
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Era tutto pronto. Gli aerei in volo, i Tomahawk armati, le navi USA in posizione nel Golfo Persico. L’Iran aveva superato la linea rossa: arricchimento dell'uranio oltre il 90%, attacchi alle petroliere, missili partiti da territori sciiti. Donald Trump, tornato sulla scena da protagonista, voleva fare quello che non aveva fatto nel 2020: colpire. Forte. Prima che lo facciano loro. Ma poi, una chiamata.
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Da un certo punto di vista Trump resta coerente nella vicinanza tradizionale allo Stato di Israele, verso il quale non si sono mai applicati i tagli al flusso di finanziamento esteri statunitensi proprio del nuovo Governo Usa. Dall'altra le drammatiche preoccupazioni di Steve Bannon sono realistiche e giuste e questo per due fattori: uno interno agli Usa e uno esterno. Internamente Trump dimostra oggi di contraddire…
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