Nel giro di dodici mesi, i Paesi europei hanno impresso un’accelerazione che non ha precedenti alle spese militari, raggiungendo e addirittura superando obiettivi che fino a poco tempo fa apparivano molto distanti. Lo certifica il Rapporto annuale della NATO, pubblicato il 26 marzo del 2026, che spiega come, per la prima volta nella storia dell’Alleanza, tutti i 32 Paesi membri abbiano raggiunto la soglia del 2% del PIL in spesa per la difesa.
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Approfondimenti:
Centrato per un soffio l'obiettivo del 2% investito in spese militari e per la sicurezza. Il punto è che gli obiettivi Nato fissati al 5% del Prodotto interno lordo per il nostro Paese significano altri 100 miliardi da qui al 2035. In Europa dell'Est, intanto, gli investimenti bellici corrono Nel 2025, tutti i Paesi Nato hanno centrato l’obiettivo del 2% del Pil in spese per la difesa. Compiti fatti anche per l'Italia che ha speso un filo sopra, il 2,01%, circa 45…
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Donald Trump continua a lamentarsi della Nato. Ancora giovedì scorso, il presidente americano si è detto «molto deluso» degli alleati atlantici, che «non hanno fatto assolutamente nulla». A far infuriare Trump è stato il rifiuto dei Paesi del Patto di unirsi a Stati Uniti e Israele nel conflitto contro l’Iran, con la motivazione «non è la nostra guerra»: «Era un test per la Nato – ha scritto il capo della Casa Bianca su Truth –, ci potete aiutare.
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Il rapporto annuale della Nato fotografa un’Alleanza sempre più orientata a trasformare la pressione geopolitica in una strategia stabile, con deterrenza verso la Russia, sostegno all’Ucraina, più investimenti e rilancio dell’industria della difesa. La sicurezza viene letta come un sistema che unisce capacità militari, resilienza civile e tenuta produttiva, con l’obiettivo di rendere più solida la risposta occidentale 27/03/2026 Il documento con cui la Nato fa il punto sull’ultimo anno restituisce…
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Un obiettivo di politica economica è stato raggiunto dal governo Meloni: spostare sempre più soldi dalla spesa sociale alla produzione di proiettili e armi e gonfiare i bilanci delle imprese che li fabbricano. Dodici miliardi di euro in più per il settore della «difesa» in un solo anno. Lo ha attestato il rapporto annuale della Nato presentato ieri dal segretario generale Mark Rutte. L’Italia è passata dall’1,52% al 2,01% del Pil: circa 45 miliardi nel 2025, con un aumento di 12 miliardi rispetto al 2024.
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L’Italia nel 2025 – sulla base delle stime preliminari della Nato – ha speso per la difesa il 2,01% del Pil (calcolato sui prezzi del 2021). Lo afferma il rapporto annuale dell’Alleanza. L’Italia, nel 2024, era all’1,52%. Tutti gli alleati ora centrano l’obiettivo del 2% anche se alcuni per il rotto della cuffia. Sull’obiettivo raggiunto dall’Italia eloquente ci pare la nota di Stefano Patuanelli. “Dodici miliardi in più per la difesa, in un solo anno.
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Tutti gli alleati della Nato nel 2025 hanno finalmente centrato l'obiettivo del 2% del Pil - concordato nel lontano 2014 al vertice del Galles - colmando un divario storico con gli Stati Uniti. Che comunque sono oltre il 3%. Europa e Canada, in 12 mesi, hanno aumentato le spese staccando un assegno da 94 miliardi di dollari, che si sommano agli aumenti già sostanziosi del 2024. Il segretario generale Mark Rutte, presentando il rapporto annuale, ha espresso soddisfazione sottolineando che, il 2025, per…
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Nel 2025 la Nato ha cambiato passo e ha deciso di misurarsi con una realtà più dura senza abbassare il livello delle ambizioni. Il rapporto annuale presentato a Bruxelles dal Segretario Generale Mark Rutte fissa questa linea con pochi punti molto concreti: più spesa per la difesa, più produzione industriale, più presenza militare sul fianco orientale, più sostegno all’Ucraina. Il dato politico più visibile è quello che Rutte ha rimarcato anche in conferenza stampa: tutti gli…
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Non è più tempo di «dividendi della pace», dice il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il 2025 segna il punto di non ritorno per l’Alleanza Atlantica, che sotto la guida di Rutte archivia definitivamente l’era del 2% del Pil come tetto massimo della spesa nazionale per la sicurezza per proiettarsi verso una nuova, ambiziosa e costosa frontiera: il 5% del prodotto interno lordo entro il 2035.
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A guidare la classifica dei Paesi che spendono di più in rapporto al loro prodotto interno lordo c’è la Polonia, con il 4,30% nelle stime del 2025. A seguire si trovano poi la Lettonia, con il 3,74%, e l'Estonia, con il 3,42%. Gli Stati Uniti invece spendono in difesa il 3,19% del loro Pil. Gli unici altri membri dell’alleanza a superare la soglia del 3%, sono la Danimarca e la Norvegia. Per approfondire su Insider: Qual è il tasso di gradimento della leadership Usa tra i Paesi Nato?
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L'incremento della produzione nel settore della difesa sarà "uno dei temi principali del prossimo vertice Nato ad Ankara", in quanto elemento fondamentale della deterrenza complessiva. Sebbene la produzione di munizioni "sia aumentata di sei volte rispetto a qualche anno fa" sono necessari "ulteriori sforzi". L'attuale base industriale della difesa negli Stati Uniti, in Canada e in Europa "non produce abbastanza" e l'implementazione delle…
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Sulla base delle stime preliminari della Nato - ha speso per la difesa il 2,01% del Pil (calcolato sui prezzi del 2021). Lo afferma il rapporto annuale dell'Alleanza. Tutti gli alleati ora centrano l'obiettivo del 2% anche se alcuni per il rotto della cuffia. Il Belgio, che nel 2024 era fermo all'1,27%, ora si attesta al 2,00% secco. Come la Spagna: nel 2024 segnava 1,42%, ora è al 2,00%. Gli altri alleati che marcano il minimo indispensabile sono Albania, Canada e Portogallo
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