In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, come il recente conflitto USA-Israele-Iran iniziato recentemente, gli investitori retail devono distinguere tra guerre brevi (pochi giorni/settimane) e prolungate per allocare il capitale adeguatamente. I mercati reagiscono con volatilità iniziale, ma settori specifici emergono come opportunità. Guerre brevi: guadagni rapidi e risk-off Una guerra che si risolve velocemente limita le disruption globali, favorendo un "risk-off" con fughe verso asset sicuri e…
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La guerra in Iran sta pesando sempre più sui mercati finanziari globali e sull’attività economica. Riflettendo l’aumento del rischio macroeconomico, i principali indici azionari statunitensi sono scesi in territorio negativo per l’anno. Tuttavia, un’analisi più approfondita dei titoli azionari mostra che la maggior parte dei fattori di rischio azionario continua a godere di rendimenti positivi nel 2026, sulla base di una serie di ETF alla chiusura di lunedì…
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La Volatilità come Termometro: Perché il picco della paura potrebbe essere già alle spalle Il Paradosso della Resilienza: Cosa ci dicono i dati di Carson e Goldman Sachs Conclusione: Oltre il rumore di fondo “Miliardi bruciati in borsa”. È il titolo che puntualmente domina i telegiornali e i feed social non appena i venti di guerra soffiano più forti. Oggi, con l’escalation in Iran che ha segnato l’inizio di questo marzo 2026, la tentazione di premere il tasto “sell” e rifugiarsi nella liquidità è…
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Nei primi dieci giorni di guerra in Medio Oriente e nei primi sei giorni di contrattazioni sui mercati, il Vix non ha mai raggiunto i picchi toccati nelle settimane successive all’annuncio dei dazi statunitensi contro tutti i partner commerciali. L’indice della paura, come viene definito dagli operatori, si è fino a ieri tenuto sotto la soglia dei 30 punti. Anche le borse europee sono ben sopra i livelli della scorsa primavera quando furono affossate dal Liberation Day.
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