Antonio Decaro cita Antonio Scurati per celebrale il 25 aprile a Bari: “Finché quella parola antifascismo non sarà pronunciata da chi ci governa lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana”. Queste le parole pronunciate dal sindaco Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Japigia, dove ha aggiunto: "È nostro…
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Il 25 aprile mi permette di scrivere con libertà queste parole su un giornale. Il 25 aprile offre l’occasione di fare girare altrove, o di leggere a voce alta, anche nelle piazze, il monologo di uno scrittore censurato da qualche zelante dirigente della televisione pubblica. Il 25 aprile consente a chi contesta il 25 aprile di farlo senza conseguenze. Il 25 aprile rende possibile ogni annuale – e…
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“La ricorrenza del 25 aprile è stato quasi sempre un giorno di divisione. La Resistenza invece fu un grande momento di unità del Paese: le Brigate Garibaldi e le Brigate Bianche ( costituite da oltre 65000 cattolici in 180 Brigate) e gli altri Movimenti scacciarono i nazi-fascisti dal Paese. Il ricordo della liberazione dal nazi-facismo,della conquista delle libertà civili disperse negli anni della dittatura, si è sbiadito.
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Sarà davvero una festa, il 25 aprile, quando avverrà sul serio la Liberazione dal fascismo. Definitiva, irreversibile, generale. A ottant’anni meno uno dalla sua fine, sogno una cosa che ci è stata finora negata: la cessazione di questa gogna permanente, di questo discrimine perenne e manicheo, di questa divisione ideologica dell’umanità in giudicanti e giudicati che ci portiamo addosso da quattro ventenni nel nome di uno, con un accanimento via via crescente con gli anni, anziché decrescente, come sarebbe naturale con la…
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La sindaca Chiara Frontini affida ad un post il suo particolare pensiero in ricordo del 25 aprile 1945. ' Cos'è lo spirito... Leggi tutta la notizia
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A Paestum una tre giorni ricchissima di contributi e proposte concrete che hanno posto le basi di un balzo in avanti dell’associazione dei partigiani nei territori meridionali. Per lottare al passo delle realtà del Centro e del Nord, a cominciare dalla battaglia contro il progetto governativo di un nuovo Frankenstein istituzionale, rimpinzato di autonomia differenziata e premierato. Il programma c’è già, si chiama Costituzione e ha come motore inesauribile la memoria.
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«La Liberazione è patrimonio di tutti, perché tutti, di ogni parte politica, ne furono protagonisti: sinistra, centro e destra. Ecco perché questo giorno dovrebbe unire tutti gli italiani, e non essere vissuto come divisivo». Ne è convinto Mario Avagliano, saggista e storico da poco in libreria con “Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine” (Einaudi). Anche quest’anno il 25 aprile arriva tra le polemiche.
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Seconda metà di Aprile 1945, 79 anni fa. L’insurrezione scoppia in Italia dopo venti mesi di occupazione nazista e cinque anni di guerra: da allora, l’Italia antifascista festeggia con il 25 aprile la liberazione dal nazifascismo e la fine della guerra. Una guerra che aveva visto il territorio del nostro Paese essere campo di battaglia per lungo periodo lasciando l’Italia quasi completamente distrutta, e causando circa 472.000 morti, fra militari (319.000) e…
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Anche quest'anno la solita solfa sulla Liberazione: il fascismo è morto 80 anni fa, quindi non può esserci in giro nemmeno un fascista. È giusto festeggiare il 25 Aprile, ma non significa andare addosso a qualcosa che non c'è. Il commento del direttore Vittorio Feltri
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Il problema del 25 aprile è che poi arriva il 26. E si parla d’altro, come si era fatto fino alla settimana prima. Se si affronta il tema di cosa significhi oggi celebrare il 25 aprile, si aprono innumerevoli temi e suggestioni. Qui voglio proporre una riflessione su un aspetto che mi pare però degno di nota. Dicono: se non sei antifascista sei fascista. Di base sono ovviamente d’accordo, ma non è questo il punto.
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Nel suo libro 45 milioni di antifascisti. Il voltafaccia di una nazione che non ha fatto i conti con il Ventennio Gianni Oliva affronta le verità ignorate sulla guerra e sullo scontro tra fascisti e antifascisti che ogni 25 aprile torna a infiammare l'opinione pubblica
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Nella storia italiana sono diversi i temi divisivi, ma negli ultimi anni a fomentarsi maggiormente ce n'è uno in particolare, ed è quello legato al 25 aprile. Come sempre accade, a pochi giorni dalla ricorrenza che celebra la Liberazione dal nazifascismo, è scontro aperto tra fautori e detrattori, soprattutto da quando al governo c'è Giorgia Meloni e il suo esecutivo si è spostato più a destra. Ultimo, solo in ordine di tempo, il caso Scurati.
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Marco Cuzzi, docente di Storia contemporanea alla Statale di Milano, ancora l’ennesima festa del 25 aprile fra le polemiche. Né aiuta lo scenario internazionale, i filopalestinesi, il caso Scurati, Salvini. Che ne pensa? "Sconcertante. Non è, e non sarà la festa patriottica che vorrei, come quella che si svolge a Parigi, il 25 agosto, un tripudio di colori. Un 25 aprile come un tripudio di Tricolori, una festa familiare come il 4 luglio negli Stati Uniti, con fuochi…
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In occasione del 25 Aprile proponiamo in dialetto brani del libro di Enrico Cipelletti che racconta la guerra vista da un ragazzo Incö 25 aprìl se célebra, tàme ògni an, l’aniversàri d’la liberasiòn d’Italia nel 1945. L’è una fèsta nasiunàl vursüda per cumemurà la liberasiòn d’l’Italia dal nazifascismo, la fin de 5 àni de guèra, d’l’ocupasiòn nazista e del regìme fascìsta. I èn stài àni de tànta suferénsa per tüta l’Italia che la stòria la gh’à da ricurdà sémpor per fà ripét no i stési erùri.
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“Io c’ero, mi ricordo che... Le ragazze del ‘45”. Questa l’iniziativa promossa per oggi, 25 Aprile, nei locali del Centro socio culturale Chiavi d’oro, dall’Atvl-associazione toscana Volonati per la Libertà. Nel punto di accoglienza e di riferimento per la popolazione anziana e per chiunque vuol condividere il proprio tempo con altri, si terrà un pomeriggio per ricordare la liberazione del nostro paese e la fine del secondo conflitto mondiale con un momento di incontro, confronto.
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I testimoni di quella memoria rappresentano la verità diversa dall’odierno revisionismo, che non dovrebbe tradirla per rappresentare e cementare l’unità nazionale. L’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò in un solo giorno. La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio, guidato da Alcide De Gasperi, l’ultimo del Regno d’Italia, stabilì, con un decreto, che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”.
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A dichiararlo è il segretario generale della Uila Viterbo, il sindacato degli operai agricoli : Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “25 aprile, in Italia c’è ancora una guerra da combattere, una resistenza da fare e una Liberazione da realizzare. Ed è quella dalle morti sul lavoro”. A dichiararlo è il segretario generale della Uila Viterbo, il sindacato degli operai agricoli, Antonio Biagioli. Antonio Biagioli “La festa della…
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Marco Praticelli 25 aprile 2024 Trasferire la Resistenza dal piano morale a quello militare, come elemento decisivo della Campagna d’Italia, non rende giustizia né alla verità né alla Storia. E con buona pace delle riletture apparse sulla Stampa. Il fascismo non nasce razzista ma lo diventa sino alle estreme conseguenze, così come il comunismo non nasce dalla libertà ma è stato piuttosto liberticida.
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C'è un solo modo per affrontare il 25 aprile nell'Italia meloniana Le ultime parole di Ignazio Vian (da "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana") Sempre questione di scelte. Si può decidere di festeggiare il 25 aprile facendo l'analisi (spesso tocca partire dall'analisi logica) delle "opinioni" sull'antifascismo di Meloni, Gasparri, Lollobrigida e compagnia cantante, tra strani equilibrismi dialettici dal sapore missino e interpretazioni al limite del TSO del…
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Ci sarà oggi da qualche parte il sole? Sarebbe bene che ci mettesse un po’ di buona volontà anche lui oggi, sarebbe bello se ritornasse ad aver voglia di far festa, di far festa con noi. Noi, i figli, i nipoti, i pronipoti della Repubblica. E sarà bello se avremo davvero voglia della festa, se ci va di tornare a ballare e lo farà anche chi non se ne ricorda più di quanta allegria ci sia nel ballo…
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Molte cose si possono dire sulla ricorrenza del 25 aprile, festa di una liberazione che alcuni vorrebbero senza padri (allora è finita la guerra e basta), altri se ne vorrebbero appropriare per attribuire a sé soli i meriti della liberazione. Di fare una riflessione profonda su come e perché l’Italia arrivò a liberarsi da una fase della propria storia poco gloriosa, ma soprattutto che aveva portato il paese alla catastrofe, non è che ci sia una grande voglia.
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Il presidente del Senato della nostra Repubblica nata dalla Resistenza dice di essere arrossito di orgoglio, quando gli hanno dato del fascista. A me la parola fascista, oltre un sussulto ineliminabile di paura, ricorda in modo quasi automatico due momenti della mia scoperta della Resistenza. Il primo è a Torino, nella portineria della mia casa, rione Crocetta. Eravamo in tre o quattro ragazzi di…
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Buongiorno. Oggi è il 25 aprile, giorno che celebra la Liberazione dal regime fascista e dall’occupazione nazista. Il 25 aprile del 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia, con sede a Milano, proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, invitando tutte le forze partigiane ad attaccare i presìdi fascisti e tedeschi. Una festa che dovrebbe unire tutti gli italiani, e che dovrebbe essere il nucleo…
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Dal 22 ottobre del 2022, giorno di insediamento del governo Meloni, in Italia è accaduto che un ministro della Repubblica abbia detto durante una trasmissione televisiva pomeridiana che l’antifascismo è colpevole di molti morti nella storia d’Italia. In 550 giorni è accaduto che l’antifascismo sia divenuto la costola vincente del comunismo in una guerra tra fazioni, distorcendo le origini della nostra democrazia e dimostrando un’abissale ignoranza della nostra Costituzione e della nostra storia.
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La vigilia della Festa del 25 Aprile è, come sempre, caratterizzata da considerazioni e valutazioni da parte dei politici locali. A maggior ragione quest'anno con le elezioni amministrative alle porte e con un clima politico e nazionale e locale particolarmente accesso. "Mai come quest’anno il 25 Aprile è festa divisiva e lo sarà fintanto che ci saranno fascisti, e di fascisti ce ne saranno sempre di più se a governare il Paese ci sono uomini e donne che non riescono a dirsi…
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Il problema del 25 aprile è che poi arriva il 26. E si parla d’altro, come si era fatto fino alla settimana prima. Se si affronta il tema di cosa significhi oggi celebrare il 25 aprile, si aprono innumerevoli temi e suggestioni. Qui voglio proporre una riflessione su un aspetto che mi pare però degno di nota. Dicono: se non sei antifascista sei fascista. Di base sono ovviamente d’accordo, ma non è questo il punto.
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Il 25 aprile del 1945 la mia Patria fu liberata dall’esercito nazista e dal regime fascista che gliel’aveva asservita. Il Nord dell’Italia, occupato dai tedeschi e dai repubblichini, fu ricongiunto al resto del Paese, che tornò ad essere unito, libero e indipendente, come lo vollero e costruirono gli artefici del Risorgimento. L’anno della Liberazione nazionale fu anche l’anno della liberazione personale di mio padre Guido, che tornò a casa nell’agosto del 1945.
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M5s sulla ricorrenza di domani : Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 25 aprile non è un giorno festivo che ci consente un “ponte”! Il 25 aprile ricorda a tutti noi che 79 anni fa l’Italia fu liberata dalla morsa del nazifascismo, la fine dell’occupazione nazista e la definitiva caduta del regime fascista. Ricorda a tutti noi che la libertà è un bene fondamentale che troppo spesso viene violata in ogni modo.
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Il pensiero di molti è già al ponte del 25 aprile e 1° maggio. Consigli e suggerimenti per tutti coloro che rimanendo in prossimità vogliono godersi il sole, ma anche l’intrattenimento con i tanti eventi programmati a disposizione anche per gli altri che nella Tuscia arriveranno: arte, cultura, musica, spettacolo ed enogastronomia sono i protagonisti del ponte del 25 aprile e 1° maggio. La primavera è un’occasione per stare all’aria aperta e numerose sono le occasioni rese da questo ponte per coloro che desiderano…
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I media italiani sono adesso scossi dal gran rifiuto della Rai a consentire che Antonio Scurati leggesse sulla “terza rete” un piccolo monologo sul 25 aprile (1 min. circa) che si concludeva alludendo a una conseguenzialità tra i crimini del Ventennio e l’attuale governo in carica. Mentre salivano verso il cielo le urla di chi gridava alla censura, ecco la presidente Giorgia Meloni – sulla sua pagina Facebook – postare l’intervento del romanziere.
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Il caso Scurati è emblematico perché rivela che quanti oggi governano l’Italia non hanno ancora risolto il loro rapporto con il fascismo e, di conseguenza, con l’antifascismo. Ciò è grave per due ragioni. Anzitutto dimostra che la presidente del Consiglio e Fratelli d’Italia hanno compiuto dei passi indietro rispetto a quelli fatti tra il 1994 e il 1995 da Fini, insieme con il decisivo contributo…
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Com’è possibile, 79 anni dopo, trovarci ancora a questo punto? Perché mai non siamo riusciti a fare i conti con il nazifascismo, con la guerra, con la Liberazione? Com’è possibile che ogni 25 aprile, anno dopo anno, puntuali quanto l’influenza a gennaio, ci si trovi a dibattere sulla festa fondante della nostra democrazia e della nostra Repubblica? Stavolta tocca al discorso di Antonio Scurati censurato da Rai Tre, ma la letteratura in merito è lunga, ormai esausta di argomentazioni plausibili, e spesso francamente imbarazzante.
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COLLEFERRO – Nel tardo pomeriggio dello scorso Lunedì 15 Aprile si è spento, dopo una breve malattia, all’età di 93 anni, Agostino Bentivoglio. Le esequie si si sono svolte Mercoledì 17 e le sue ceneri ora riposano a Castelnuovo di Porto. Agostino Bentivoglio, pezzo di storia della Democrazia Cristiana, per amore si era trasferito a Colleferro, sposato con Elisabetta Cappella. Quattro anni fa pubblicammo un articolo, qui su…
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