È deceduto in un ospedale in Louisiana, negli Stati Uniti, il primo paziente affetto da una forma grave di influenza aviaria H5N1. L'uomo di 65 anni è morto dopo aver sviluppato gravi sintomi respiratori e, come riferito dalle autorità sanitarie, aveva un quadro clinico complicato da patologie preesistenti. Aviaria, il primo decesso negli Usa La morte del 65enne è stata confermata dal Dipartimento della Salute della Louisiana e dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc).
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Il dipartimento della Salute della Louisiana ha annunciato che il paziente ricoverato in ospedale per il primo caso umano di influenza aviaria ad alta patogenicità negli Stati Uniti è morto. Lo riferiscono i media americani. Il paziente aveva più di 65 anni e presentava patologie preesistenti. Il rischio trasmissione all’uomo resta basso Il rischio che l'influenza aviaria provocata dal virus H5N1 si diffonda all'uomo resta, però, basso.
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L’uomo aveva più di 65 anni ed era stato ricoverato in un ospedale della Louisiana con gravi sintomi respiratori: il suo quadro clinico è stato complicato da condizioni mediche preesistenti, secondo quando riferito dalle autorità sanitarie.
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Roma, 7 gen. – Negli Stati Uniti è stato registrato il primo decesso umano collegato all’influenza aviaria, hanno annunciato ieri le autorità sanitarie della Louisiana, specificando che la vittima è un paziente anziano che soffriva di altre patologie. Il paziente, di età superiore ai 65 anni, è stato il primo caso umano grave rilevato nel Paese. Era stato infettato dal virus H5N1 tramite pollame e uccelli selvatici.
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È un 65enne ricoverato per patologie pregresse la prima persona morta negli Stati Uniti per l'influenza aviaria. Lo ha reso noto il dipartimento della Sanità della Louisiana, secondo cui il paziente era stato ricoverato in ospedale dopo aver contratto l'H5N1 in seguito a esposizione a uccelli da cortile e uccelli selvatici. I funzionari sanitari della Louisiana hanno dichiarato che le indagini non hanno rilevato altri casi umani collegati all'infezione di questa…
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Si tratterebbe di un 65enne ricoverato per patologie pregresse. Lo ha reso noto il dipartimento della Sanità della Louisiana, secondo cui il paziente era stato ricoverato in ospedale dopo aver contratto l'H5N1 in seguito a esposizione a uccelli da cortile e uccelli selvatici. I funzionari sanitari della Louisiana hanno dichiarato che le indagini non hanno rilevato altri casi umani collegati all'infezione di questa persona Il dipartimento della Salute della Louisiana ha annunciato che il paziente ricoverato…
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Il dipartimento della Salute della Louisiana ha annunciato che il paziente ricoverato in ospedale per il primo caso umano di influenza aviaria ad alta patogenicità negli Stati Uniti è morto. Lo riferiscono i media americani. Il paziente aveva più di 65 anni e presentava patologie preesistenti. .
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Nelle ultime ore si è tornato a parlare di aviaria. La nota virologa e ricercatrice Ilaria Capua, attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha invitato tutti quanti a non sottovalutare il virus, in grado di mutare in maniera significativa. Questa sua caratteristica gli ha permesso di compiere il “salto della specie” dal mondo degli uccelli a quello dei bovini e ormai da diverso tempo stanno crescendo i timori per la sua diffusione, soprattutto…
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato lo stanziamento di 306 milioni di dollari per contrastare la possibile pandemia da aviaria che minaccia il Paese. I soldi serviranno a finanziare il monitoraggio, a livello locale e statale, e la ricerca di contromisure del virus H5n1. I soldi verranno distribuiti nelle prossime due settimane e si aggiungeranno a più di un miliard…
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L’influenza aviaria è più vicina all’uomo? In America si sono verificati due casi di mutazione del virus dell'influenza aviaria. Sia un uomo negli Stati Uniti che un adolescente in Canada hanno presentato una forma grave della malattia, facendo temere che il virus possa già essere più facilmente trasmissibile. Ecco cosa dicono gli esperti Lo scorso novembre un adolescente del Canada, che ha cercato assistenza medica per congiuntivite e tosse, è stato messo sotto ventilazione artificiale ed è rimasto in terapia intensiva per…
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L'influenza aviaria continua a far paura agli scienziati e le notizie in arrivo dagli Stati Uniti, dove il virus H5N1 responsabile dell'aviaria è sempre più diffuso anche tra i bovini da latte, lasciando ipotizzare che il temuto salto di specie sia molto vicino, una mutazione che potrebbe rendere il virus una vera minaccia anche per gli esseri umani. Ad oggi il rischio che il virus si trasmetta da uomo a uomo è considerato basso, ma due casi specifici registrati in questi ultimi giorni tra Stati…
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"Non c'è nessun allarme", spiega la virologa al Corriere della Sera ROMA – Nessuna emergenza, nessun allarme. Sebbene ci siano dei segnali che non andrebbero trascurati dalle autorità sanitarie mondiali. Il punto sul ceppo africano dell’influenza aviaria (l’H5N1) lo fa la virologa Ilaria Capua, che da trent’anni monitora il virus. Intervistata dal Corriere della Sera, ha infatti spiegato: “Il salto di specie è già avvenuto”.
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Il virus ha cambiato completamente faccia negli ultimi trent’anni e le scarse azioni preventive hanno favorito una serie di “spillover” (salti di specie) che oggi preoccupano anche gli esseri umani. L’evoluzione dei ceppi di influenza aviaria è favorita dalla natura del virus, che tende a subire frequenti mutazioni. Questi cambiamenti genetici possono aumentare la sua capacità di infettare nuovi ospiti, incluso l’uomo È stata la prima, quasi 20 anni fa, a…
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L’influenza aviaria H5N1, riconosciuta come uno dei virus più letali per gli animali, sta mostrando una pericolosa capacità di adattamento. Negli ultimi mesi, nuovi casi umani, salti di specie e mutazioni genetiche hanno sollevato preoccupazioni crescenti. Questo virus, che tradizionalmente colpisce gli uccelli, si è ora diffuso anche tra i bovini e gli animali domestici, aprendo scenari inquietanti per la salute globale.
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Il virus è mutato e si avvicina sempre più al salto di specie. Il virus dell’influenza aviaria si sta preparando al contagio tra umani, lo testimoniano le analisi dei campioni prelevati dal primo paziente, negli Stati Uniti, a cui è stata riscontrata una forma grave della malattia: hanno mostrato che il patogeno presentava mutazioni osservate in precedenza in casi di infezioni da H5N1 registrate in altri Paesi e spesso caratterizzate da particolare gravità.
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