A Kathmandu, in Nepal, le autorità hanno imposto il coprifuoco in seguito alle proteste scoppiate nel Paese. Gli scontri hanno provocato almeno 30 morti e 1033 feriti e sono stati animati soprattutto dalla Generazione Z, critica verso l’incapacità del governo di combattere la corruzione e promuovere le opportunità economiche.
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«O ci buttiamo o moriamo bruciati». Urla di disperazione, quelle di una famiglia di Parma nell'inferno di Kathmandu. Una città in fiamme per la rivolta della cosiddetta Generazione Z, che in poche ore...
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Nepal, le voci della Gen Z in rivolta: "Ho visto uccidere 19 ragazzi come me" Matteo Colombo, Eleonora Ferro e Samuele Mereu Il giorno dopo la rivolta degli studenti che ha incendiato Kathmandu le strade della capitale nepalese sono quasi deserte. Gli occhi sono puntati sulla generazione Z e sull’esercito, i due attori che nelle prossime ore decideranno in che direzione andrà questa storia.Video di Matteo Colombo, Eleonora Ferro e Samuele Mereu 02:23
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Le principali notizie che troverete sulla Gazzetta di Parma in edicola domani (giovedì 11 settembre): ecco le anticipazioni del direttore Claudio Rinaldi. Il giornale apre con una drammatica testimonianza dal Nepal, in cui è in corso la sanguinosa rivolta. In un albergo avvolto dalle fiamme c’era una famiglia parmigiana. A causa dell'incendio si sono dovuti buttare dal quarto piano, dove avevano allestito dei materassi.
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In Nepal la situazione è sempre più critica. Non si placano le proteste anti governative che hanno fin qui provocato 25 morti e 633 feriti. L'esercito ha imposto da oggi in tutto il Paese misure di sicurezza restrittive e il coprifuoco serale a partire dalle 5 del pomeriggio. Ogni forma di manifestazione, vandalismo, incendio o assalto a persone o proprietà verrà considerato dalle autorità alla stregua di un'attività criminale.
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Katmandu – Eleonora Uda non si sarebbe mai immaginata che – non appena atterrata a Katmandu – si sarebbe trovata nel bel mezzo di una rivolta. La giovane genovese, 28 anni, infatti, aveva scelto di trascorrere le sue due settimane di ferie per fare volontariato e aveva scelto il Nepal proprio perché nell’immaginario comune era ricordato come un luogo di templi e montagne. E così era prima che nel…
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Il Nepal è nel caos. Il 9 settembre il primo ministro K.P. Sharma Oli si è dimesso dopo che alcuni giorni di proteste sono culminati nell’assalto al parlamento, al palazzo del governo e a quello della Corte suprema. I manifestanti, principalmente giovani, senza una vera leadership e concentrati soprattutto a Kathmandu, contestano le precarie condizioni economiche, la corruzio…
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Quella che era iniziata lunedì 8 settembre a Kathmandu come una protesta pacifica contro la chiusura da parte del governo di 26 piattaforme social si è presto trasformata in uno scontro violento con le forze dell’ordine, che ha causato almeno 19 morti e numerosi feriti (le prime fonti ONU riportano più di 100, ma osservatori della regione scrivono anche fino a 500). La protesta ha poi gradualmente acquisito una dimensione sempre maggiore, con un aumento dei disordini nelle principali città e manifestanti…
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Il Nepal si è svegliato in mezzo al fumo degli incendi, alle strade pattugliate dall’esercito e a un Parlamento carbonizzato. Una ventina di morti, centinaia di feriti, il coprifuoco nazionale e il governo in frantumi. Tutto è partito dal divieto imposto dal governo sull’uso dei social media come Facebook, X e YouTube, giustificato ufficialmente con la necessit&agra…
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