"L'uccisione di cinque giornalisti, quattro operatori sanitari e diversi civili" di ieri a Gaza "è del tutto inaccettabile. Civili e giornalisti devono essere protetti dalle leggi internazionali". "Ribadiamo la richiesta a Israele di rispettare il diritto internazionale umanitario e di garantire che questi attacchi siano indagati, e prendiamo atto delle dichiarazioni delle autorità israeliane secondo cui verrà condotta un'indagine approfondita".
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Gaza, 26 ago. Attacchi israeliani sono proseguiti questa mattina in diverse aree di Gaza, causando finora almeno 20 morti. Tra le vittime più recenti ci sono sette persone uccise in un'abitazione a Gaza City nel quartiere di Sabra. "Non ci sono militanti qui. Bambini e donne vengono uccisi nel sonno e li abbiamo recuperati a pezzi", racconta un uomo. Altre sei persone - tra cui bambini - sono rimaste uccise in una tenda nei pressi di Khan Yunis.
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Esplosioni all’alba di martedì nella Striscia di Gaza, mentre Israele prosegue la sua offensiva nel territorio. Lunedì, un attacco israeliano ha colpito il complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis: almeno 20 persone sono morte e decine sono rimaste ferite. Tra le vittime figurano cinque giornalisti, tra cui Mariam Dagga, 33 anni, fotoreporter freelance che aveva collaborato con Associated Press e altri media internazionali.
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Adesso sono 249. Leggete bene quel numero. È il bilancio aggiornato dei giornalisti e dei cameraman uccisi a Gaza nei 690 giorni di attacchi condotti da Israele dopo i massacri del 7 ottobre. In pratica un giornalista ogni due o tre giorni di guerra ad Hamas. Basterebbero queste cifre per dire "basta". Per gridare "vergogna". Ma al peggio non sembrano esserci limiti. E neppure al feroce cinismo di chi ha trasformatola la guerra ai terroristi di Hamas in un…
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LA GIORNATA Double tap strike. Si definisce così, in inglese, il bombardamento israeliano di ieri mattina sull’ospedale Nasser di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Doppio colpo. Prima un drone causa un’esplosione al quarto piano. Urla strazianti, morti, feriti, sangue. Accorrono i soccorritori per i primi aiuti, i giornalisti, i fotografi e i cameramen per documentare quanto successo.
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Un attacco israeliano ha ucciso una famiglia palestinese. Lo riporta Al Jazeera, precisando che le vittime sono cinque: padre, madre e tre bambini. Il raid è avvenuto a Mawasi al-Qarara, a nord di Khan Younis. In un altro attacco a Jabalia, nel nord di Gaza, una persona è stata uccisa e diverse altre sono rimaste ferite. .
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GERUSALEMME – Il massacro della stampa in mondovisione. Il sangue cola sulla scritta press, ancora una volta. Giornalisti, soccorritori e medici palestinesi ammazzati con la tecnica militare più subdola, quella del double tap, il doppio proiettile: il primo per far accorrere la gente, il secondo per farne strage. Il filmati registrati da chi era lì, sulle scale esterne dell’ospedale Nasser di Kha…
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Il complesso del Nasser di Khan Younis è l’unica struttura ospedaliera ancora attiva nel sud di Gaza, affiancata solo da cliniche da campo e strutture d’emergenza. Ieri mattina migliaia di persone si trovavano nel complesso e nell’area esterna. Nelle sale operatorie decine tra medici, personale sanitario e studenti tirocinanti erano occupati nella lunga lista di interventi previsti. ANCHE TANTI GIORNALISTI erano presenti per seguire la disperata situazione umanitaria, i decessi per fame, i…
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Alla fine, è una questione di priorità. A metà luglio, Hala Arafat è sopravvissuta a un raid che ha distrutto casa sua a Tuffah, quartiere della vecchia Gaza City, a nord est. Era intrappolata sotto le macerie, suo cognato, accorso sul posto, ha girato un video che ha postato sui social: la testa incastrata tra …
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Un altro cratere, un altro ospedale colpito, un’altra fila di corpi avvolti nei teli. Ma questa volta, sotto le macerie, ci sono anche le voci che raccontavano la guerra: almeno cinque giornalisti sono morti in un attacco israeliano contro l’ospedale Nasser, nel sud della Striscia di Gaza. Tra le
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Altri cinque giornalisti sono stati uccisi a Gaza, per un bilancio che sale drammaticamente a 300 operatori dell’informazione morti tra le bombe mentre raccontavano il dramma della Striscia. «Una strage mai vista nella storia contemporanea. Bisogna fermare tutti i massacri a Gaza. Uccidere chi porta la verità significa tentare di cancellare ogni testimonianza dei crimini di guerra e contro l'umanità che Israele continua a commettere», ha commentato Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde e esponente di…
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Sono decine le vittime del duplice attacco lanciato questa mattina dall’Esercito israeliano (Idf) sull’ospedale Nasser di Khan Yunis. “Il bilancio provvisorio delle vittime è di 20 morti tra personale sanitario, pazienti, giornalisti e membri della protezione civile, oltre a decine di feriti, mentre i bombardamenti hanno causato panico e caos, interrompendo il lavoro del reparto operatorio e privando i pazienti e i feriti del loro diritto alle cure”, si legge in un comunicato…
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Nelle immagini, il raid aereo israeliano che stamattina – lunedì 25 agosto - ha colpito il quarto piano dell'ospedale Nasser di Khan Younis, uccidendo almeno 8 persone. Il bilancio è del ministero della Salute dell’enclave. La trasmissione televisiva di un’emittente che stava in quel momento mostrando l’ospedale ha colto in diretta video il momento in cui le bombe hanno bersagliato l’edificio. Il ministero della Salute ha…
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In Israele proseguono le proteste dei parenti degli ostaggi tenuti prigionieri nella Striscia di Gaza, mentre nell’enclave palestinese vanno avanti le operazioni militari israeliane contro Hamas avviate in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele. Alle 15 riunione del Gabinetto di sicurezza israeliano
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Eseguito nei giorni scorsi il 30° autotrapianto di cellule staminali emopoietiche presso il reparto di Ematologia dell’ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ di Frosinone, diretto dalla dottoressa Antonella Ferrari. L’intervento, effettuato nei giorni scorsi su un paziente classe 1957 affetto da linfoma di Hodgkin, rappresenta un importante traguardo clinico e organizzativo per la sanità provinciale. Il paziente, già sottoposto a un secondo ciclo di…
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