Il dibattito sulla salute mentale di Donald Trump torna al centro della scena politica americana, alimentato da un’analisi del The New York Times che raccoglie episodi, dichiarazioni e testimonianze maturate nel corso del suo mandato. Tra attacchi istituzionali, minacce estreme e uscite pubbliche controverse, si rafforza l’interrogativo che da anni accompagna la sua figura: comportamento calcolato o segnale di instabilità.
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So bene che quasi tutto è stato già detto sulla folle minaccia di Trump di far sparire un’intera civiltà in una notte. E mi rendo anche conto che tutto sommato – visto che all’alba del giorno dopo per fortuna ci siamo svegliati senza civiltà scomparse – sia meglio per tutti soprassedere, ignorare, far finta di nulla. Tutt’al più derubricare la faccenda alla psicopatologia del singolo. È quello che fa il governo italiano, in fondo.
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“I Repubblicani saranno massacrati alle elezioni di metà mandato”. A dirlo non è un esponente democratico, ma Marjorie Taylor Greene, per anni tra le fedelissime di Donald Trump e oggi tra le sue critiche più dure. La rottura con il tycoon si è consumata dopo lo scontro sulla pubblicazione degli Epstein files, fino a sfociare nelle dimissioni di Greene…
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L’attualità geopolitica: Iran, Ucraina, ma soprattutto le elezioni in Ungheria che si svolgeranno domani, in cui il premier Orban, per la prima volta dal 2010, parte da sfavorito nei sondaggi, e dopo il forte sostegno ricevuto dall’amministrazione Trump. Temi che verranno trattati stasera (sabato) a “24minuti”, lo spazio di approfondimento di CR1 condotto da Simone Bacchetta in onda alle 19:30. Ospite, per parlare anche di Trump dal punto di vista del linguaggio e dello stile politico, lo storico e antropologo della Luiss di…
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Finché ad attaccarlo e ridicolizzarlo erano nemici storici dell’America, attori, rockstar, comici e vignettisti la tradizione poteva dirsi rispettata. In fondo, quale inquilino della Casa Bianca non è stato criticato con durezza? Persino gli attacchi degli ex collaboratori rientravano nel canone secolare dei cortigiani caduti in disgrazia, finalmente liberi di dire quello che avevano sempre pensato dell’Imperatore.
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Dalle minacce apocalittiche all'Iran alla tregua, in poche ore. Anche stavolta (come fu per i dazi annunciati e poi tolti gradualmente) per Donald Trump si può scomodare la "teoria del pazzo". Sofia Mauri per l'Istituto Germani ha realizzato un dossier accurato e approfondito che rivela da parte del presidente
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C’è un paradosso che attraversa la politica internazionale contemporanea e che raramente viene nominato con chiarezza: chi fa il “lavoro sporco” del sistema globale — quello che nessuno vuole fare ma da cui tutti beneficiano — finisce spesso per essere trattato come il colpevole di turno. È il destino dello spazzino: indispensabile, ma invisibile; necessario, ma criticato; responsabile di mantenere l’ordine, ma accusato di ogni disordine.
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Trump sulla sua salute mentale: Servirebbero più persone come me 7 aprile 2026 "Non mi importa dei critici. Non ho sentito nulla del genere, ma se fosse così, avranno bisogno di più persone come me. Perché il nostro Paese è stato truffato sul commercio, su tutto, per molti anni, finché non sono arrivato io", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una conferenza stampa alla Casa Bianca
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