Buongiorno. Nel giorno dello sciopero generale proclamato da Cgil e Usb e della grande mobilitazione di piazza per Gaza e la Palestina libera, è arrivato (a tarda sera), con un post su Telegram, un primo sì di Hamas al piano di pace proposto da Donald Trump (e accettato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu). «Al fine di raggiungere un cessate il fuoco e un ritiro completo israeliano dalla Striscia di Gaza» l’organizzazione estremista islamica macchiatasi dell’atroce…
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Alle origini dello Stato ebraico d'Israele
Israele si sta preparando ad attuare la prima fase del piano in 20 punti del presidente Donald Trump per far tornare gli ostaggi e mettere fine alla guerra a Gaza. Lo afferma l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu citato dai media israeliani. "Continueremo a lavorare in piena collaborazione con il presidente e il suo staff per terminare la guerra in conformità con i principi stabiliti da Israele che sono coerenti con la visione del presidente Trump", afferma Tel Aviv
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«Hanno tempo fino alle 18.00 di domenica. L’accordo deve essere accettato in modo definitivo da Hamas entro domenica sera». È questo l’ultimatum (non il primo ma certo il più pressante) che Donald Trump ha lanciato ieri al gruppo terroristico palestinese per mettere fine alla guerra a Gaza accettando il piano proposto dagli Stati Uniti. Ancora due giorni per scegliere, entro il termine fissato per la sera di domani a Washington, quando in Italia sarà mezzanotte.
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”È un grande giorno, concretamente stiamo ponendo fine alla guerra in medio oriente, stiamo riportando a casa gli ostaggi israeliani, è un giorno davvero speciale, grazie a tutti quelli che stanno lavorando a questo accordo, siamo davvero vicini alla pace", così il Presidente Usa Donald Trump dopo che Hamas ha accettato il suo piano di pace per Gaza. Truth
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Il presidente degli Stati Uniti, con un video diffuso dai suoi profili social, festeggia il passo avanti nel dialogo per ottenere la liberazione degli ostaggi "E' un giorno speciale, senza precedenti". Donald Trump celebra il 'quasi accordo' con Hamas per porre fine alla crisi di Gaza. Il presidente degli Stati Uniti, con un video diffuso dai suoi profili social, festeggia il passo avanti nel dialogo per ottenere la liberazione degli ostaggi rapiti in Israele il 7 ottobre 2023.
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"Siamo molto vicini a raggiungere la pace in Medio Oriente": lo ha detto Donald Trump in un videomessaggio postato su Truth, dopo la risposta di Hamas al suo piano per Gaza. "Vediamo cosa succede, dobbiamo avere la parola definitiva in concreto", ha aggiunto. "E' importante che gli ostaggi ritornino a casa", ha sottolineato. .
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Il segretario generale dell'Onu "accoglie con favore e si dice incoraggiato dal comunicato rilasciato da Hamas, che annuncia la propria disponibilità a liberare gli ostaggi e a impegnarsi sulla base della recente proposta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump". Antonio Guterres esorta inoltre "tutte le parti a cogliere l'opportunità per porre fine al tragico conflitto a Gaza" e ringrazia il Qatar e l'Egitto "per il loro prezioso lavoro di mediazione".
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Hamas ha detto di aver accettato alcuni elementi del piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tra cui il rilascio di tutti gli ostaggi rimasti, ma ha aggiunto che altri punti richiedono ulteriori negoziati. Il movimento Islamico ha detto di voler consegnare l'amministrazione di Gaza «ad un organismo palestinese di tecnocrati indipendenti», anche se nella proposta di Trump si parla invece di un'amministrazione temporanea…
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Donald Trump fissa l'ultimatum per Hamas e chiede l'ok al suo piano per Gaza entro le 18 di domenica 5 ottobre. La risposta arriva nel giro di qualche ora: è un sì parziale, con la disponibilità a rilasciare tutti gli ostaggi e con una serie di condizioni che Hamas mette sul tavolo chiedendo ulteriori negoziati. Ai termini perentori posti dal presidente americano, che punta all'approvazione integrale dei 20 punti illustrati lunedì, si replica in maniera positiva ma tutto sommato…
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Questo è il testo diffuso da Hamas sul proprio canale Telegram. "Spinti dal desiderio di porre fine all’aggressione e al genocidio perpetrati contro il nostro popolo saldo nella Striscia di Gaza, e partendo da una responsabilità nazionale, nonché in difesa dei principi, dei diritti e degli interessi superiori del nostro popolo, il Movimento di Resistenza Islamica Hamas ha condotto consultazioni approfondite all’interno delle proprie istituzioni di leadership, ampie consultazioni con le forze e le…
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Il testo integrale inviato da Hamas e condiviso da Donald Trump su Truth Dichiarazione importante Sulla risposta di Hamas alla proposta del Presidente degli Stati Uniti Trump Spinti dal desiderio di porre fine all’aggressione e al genocidio perpetrati contro il nostro popolo saldo nella Striscia di Gaza, e partendo da una responsabilità nazionale, nonché in difesa dei principi, dei diritti e degli interessi superiori del nostro popolo, il Movimento di Resistenza Islamica…
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A tarda sera e rispettando così l'ultimatum lanciato dal presidente Usa, Hamas ha annunciato ufficialmente di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi, secondo quanto previsto dal piano dettagliato in 20 punti proposto da Donald Trump, e di essere disponibile ad avviare "immediatamente" negoziati sui dettagli della proposta americana. L'organizzazione ha inoltre espresso consenso a trasferire il controllo della Striscia di Gaza a un ente palestinese, sulla base di un sostegno arabo e islamico, precisando che rimangono…
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Un progetto in 20 punti per la pace a Gaza. La Casa Bianca ha pubblicato il piano di Donald Trump e Hamas, stando a una nota diffusa su Telegram, ha accettato pur chiedendo di trattare «con ulteriori negoziati». Nei primi due si legge che la Striscia «sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non rappresenterà una minaccia per i suoi vicini» che «sarà…
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PUBBLICITÀ Hamas ha risposto all’ultimatum di Donald Trump circa l’accordo di pace. Il presidente statunitense aveva promesso di "scatenare l’inferno" se il gruppo militante non avesse accettato la proposta entro domenica. Ma poche ore dopo la richiesta di Trump, il gruppo militante palestinese si è detto pronto "a discutere i dettagli del piano" del presidente statunitense. Hamas ha dichiarato di aver "accettato…
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Il gruppo, secondo Al Jazeera, ha accettato anche di affidare l’amministrazione di Gaza ai funzionari palestinesi. I Paesi arabi stanno esercitando pressioni per attuare il piano di pace anche senza il consenso
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Il movimento palestinese annuncia su Telegram la disponibilità a negoziare i dettagli dello scambio Hamas ha consegnato la propria risposta alla proposta di piano di pace annunciata dal presidente americano Donald Trump per porre fine al conflitto a Gaza. Il movimento palestinese afferma che, per fermare le operazioni militari israeliane nell’enclave e ottenere il completo ritiro delle forze di Tel Aviv, sarebbe disposto a rilasciare tutti i prigionieri…
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Hamas ha dichiarato di aver accettato alcuni elementi del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tra cui il rilascio di tutti gli ostaggi rimasti, ma ha aggiunto che altri punti richiedono ulteriori negoziati. Questo è il testo che il movimento islamico ha diffuso sul proprio canale Telegram in arabo: "Nel nome di Dio, la più graziosa, la più misericordiosa dichiarazione importante riguardo alla risposta di Hamas alla proposta del presidente degli Stati Uniti…
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Gaza attende con il fiato sospeso la risposta di Hamas al piano di pace A Gaza si attende con il fiato sospeso che arrivi la risposta di Hamas alla proposta di pace avanzata da Trump, che avverte: accordo entro domenica o sarà l’inferno. Servizio di Alessandra Buzzetti
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Il piano di pace in 20 punti siglato dal presidente statunitense Donald Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu a Washington a favore di telecamera «direi che ha il 50% di possibilità di riuscire a mettere davero fine al conflitto in Medio Oriente». Lo ha dichiarato a MF-Milano Finanza l’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, già segretario generale della Nato. A suo favore gioca molto che per la prima volta…
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Secondo quanto riportato da Al Arabiya, il piano di pace promosso da Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza sta incontrando resistenze non soltanto a livello regionale, ma soprattutto all’interno di Hamas. L’organizzazione appare spaccata e incapace di assumere una posizione definitiva, nonostante le forti pressioni esercitate da Washington e dalla maggior parte delle capitali arabe. Per non perdere la scadenza fissata dall’ex presidente statunitense, i…
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Sono almeno 63 le persone uccise nelle ultime 24 ore, 227 i feriti. Il tycoon ai civili: "Evacuate in zone sicure". Onu e Unicef: "Una farsa, non esistono. Ci sono solo luoghi di morte". Oms: "Situazione sanitaria al collasso. Almeno un quarto dei sopravvissuti ha lesioni gravi" Mentre Hamas studia il piano di pace per Gaza presentato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Israele continua a prendere di mira la…
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Il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che la fine degli attacchi da parte di Israele è "cruciale" affinché abbia successo il piano di pace per Gaza di Donald Trump. Durante una telefonata al presidente americano, il leader turco "ha sottolineato che la fine degli attacchi da parte di Israele è fondamentale per il successo delle iniziative volte a stabilire la pace nella regione", riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara
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Secondo fonti media arabe, Hamas ha trasmesso ai mediatori questa sera la risposta al piano Trump per la liberazione degli ostaggi e la conclusione della guerra chiedendo chiarimenti su alcuni paragrafi del documento. Il canale qatariota Al-Arabi riferisce che nella risposta consegnata ai mediatori, Hamas ha elogiato gli sforzi del presidente Trump.
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Gli Stati del Golfo pronti ad attuare il piano Trump con o senza Hamas L'ultimatum di Trump ad Hamas sta tutto in un post su truth, il social del presidente Usa. Hamas dica sì al piano di pace entro domenica o sarà un inferno. E ancora una minaccia: sappiamo chi siete e dove siete. Sarete uccisi. Rendete gli ostaggi. "Un accordo deve essere raggiunto con Hamas entro domenica sera alle 18:00, ora di Washington", ha scritto su Truth.
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Il presidente degli Stati Uniti, che ha presentato un piano in 20 punti per porre fine alla crisi di Gaza, fissa un termine perentorio "Hamas ha tempo fino alle 18 di domenica per accettare l'accordo. Poi sarà l'inferno". Donald Trump invia l'ultimatum finale a Hamas. Il presidente degli Stati Uniti, che ha presentato un piano in 20 punti per porre fine alla crisi di Gaza, pone un termine perentorio: il sì di Hamas deve arrivare entro le 18 americane di…
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Questa settimana il dibattito politico si è concentrato sul viaggio della Global Sumud Flotilla, il gruppo di imbarcazioni di attivisti che hanno provato a forzare, senza successo, il blocco navale israeliano sulle acque di Gaza e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha criticato la missione, sostenendo che abbia mentito sui suoi veri obiettivi.
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La carenza non riguarda solo le zone rurali: i dati mostrano che un bambino su tre vive in povertà e uno su cinque si reca a lezione affamato, e durante la giornata questa condizione non cambierà A livello geopolitico, la Turchia è una potenza, non solo nell’area mediorientale ed europea, tanto che non applica le sanzioni dell’Unione alla Russia e continua ad acquistare il gas russo nonostante durante l’incontro a palazzo…
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Il Partito di Azione e Solidarietà (PAS) della presidente Maia Sandu ha vinto le elezioni parlamentari che si sono tenute domenica in Moldavia. Con oltre il 99 per cento delle schede scrutinate il PAS, molto filoeuropeo, ha ottenuto circa il 50 per cento dei voti. Il Blocco Patriottico, un’alleanza di partiti filorussi che negli ultimi mesi era molto cresciuta, si è invece fermato poco sopra il 24.
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L'ultimatum di Trump a Hamas sta per scadere, ma gli islamisti chiedono più tempo. Dalla Casa Bianca dicono che il presidente americano stia fremendo, che sia pronto a concedere più giorni ma traccerà presto una nuova linea rossa. In queste ore i media arabi riportano le dichiarazioni di diversi esponenti di Hamas: alcuni parlano di accordo vicino, altri di un deal impossibile da raggiungere. Sono dichiarazioni contraddittorie che rispecchiano le divisioni all'interno del movimento islamista.
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Il Piano in 20 punti per mettere fine al conflitto in Palestina redatto dagli Usa (con il pieno sostegno israeliano) è stato presentato dal presidente Trump, davanti ai giornalisti, come il prodotto di «una grande giornata e potenzialmente uno dei più grandi eventi mai visti dalla nascita della civiltà». La devastazione e i massacri compiuti ai danni della popolazione civile in Palestina, accanto alla consapevolezza della impotenza sostanziale di poterli fermare, ha indotto le Cancellerie europee e gli Stati arabi ad avallare ciò che…
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Nel piano di pace in 20 punti promosso da Trump, Blair e Netanyahu il nodo centrale è Hamas. Dopo aver vinto le elezioni palestinesi nel 2006 il movimento islamista è rimasto il protagonista militare e ideologico della Striscia. Ora, però, la richiesta è chiara: deporre le armi, uscire di scena e accettare la propria fine politica. Dopo anni di guerra e terrore, l’unica via d’uscita sarebbe un pensionamento forzato.
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ROMA (ITALPRESS) – Quale futuro per Gaza? Nella nuova puntata di Realpolitik si parla di Medioriente e del piano di Donald Trump. L’ambasciatore Giampiero Massolo analizza le opzioni sul tavolo e il possibile ruolo dei Paesi arabi per un nuovo assetto del Medioriente più virtuoso. abr/azn Riproduzione riservata
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Rosy Bindi ha sostenuto la scelta delle opposizioni di astenersi sul piano per Gaza. “Sì, sicuramente fa una differenza e io credo che abbiano fatto bene ad astenersi, perché se questo piano riesce anche soltanto a salvare una vita, a liberare un ostaggio, una vita dei bambini palestinesi, dei medici, dei giornalisti, delle donne e a liberare gli ostaggi, è già un passo avanti molto importante che ovviamente va accompagnato.
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Quale futuro per Gaza? Nella nuova puntata di Realpolitik si parla di Medioriente e del piano di Donald Trump. L'ambasciatore Giampiero Massolo analizza le opzioni sul tavolo e il possibile ruolo dei Paesi arabi per un nuovo assetto del Medioriente più virtuoso. abr/azn]
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Hamas ha ancora bisogno di tempo per studiare il piano di pace per Gaza proposto da Donald Trump. Un alto funzionario del movimento ha detto all'Afp che "Hamas sta continuando le sue consultazioni sul piano e ha informato i mediatori che le consultazioni in corso necessitano di ancora un pò di tempo"
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Il limite del piano di Trump è che vuole riunire due problemi, di uguale importanza ma di differente urgenza. Da un lato c’è il qui e ora: vale a dire terminare la guerra a Gaza, ripristinare un flusso di aiuti sufficienti e, in generale, fermare lo stillicidio dei massacri. Dall’altro c’è il poi, vale a dire, l’assetto che avrà Gaza quando il primo obiettivo, riassumibile nel cessate il fuoco, sarà raggiunto.
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Si moltiplicano le pressioni di Egitto, Qatar e Turchia sulla dirigenza di Hamas perché accetti il piano di pace messo sul tavolo da Donald Trump. Anche la Russia insiste per la mediazione. È lo stesso Vladimir Putin, dal Valdai Club di Sochi, a parlare di «luce in fondo al tunnel», segnale che Mosca vuole legittimare la proposta americana e guadagnare un margine politico sul fronte mediorientale per cementare il rapporto riavviato con Washington sulla guerra in Ucraina
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GERUSALEMME. Tra chi in Israele è vicino alle trattativa, proposta lunedì dal presidente americano e sostanzialmente accettata da Netanyahu, la convinzione che Hamas sia in corner e che prenda tempo per rinviare il momento della resa è forte. Dice una fonte di Gerusalemme: «La strada è senza uscita, devono scegliere se accettare e morire politicamente da soli andandosene o rifiutare e morire fisi…
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«Un elemento determinante per il successo del piano di pace a Gaza sarà la capacità americana di rendere la sconfitta di Hamas meno clamorosa sul piano politico e simbolico, e di convincere Israele a ritirarsi, rinunciando a territori anche in Cisgiordania». Raffaele Marchetti, docente di Relazioni internazionali presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, analizza i punti di forza e di debolezza della proposta del presidente americano Trump: «Sarà un percorso lungo, pieno di insidie, ma se dovesse riuscire segnerebbe una…
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Se non c’è stata ancora una risposta da parte di Hamas, è perché Hamas sta cercando un modo per non dire no e per non dire sì. Non è la più semplice delle operazioni. I miliziani responsabili del pogrom del 7 Ottobre sanno fin troppo bene che sottoscrivere quel piano, approvato da Trump e modificato da Netanyahu, significa firmare la propria fine, perché, in base ai 20 punti del testo, non avrann…
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Il valore della diplomazia si misura nella capacità di fare i conti con la realtà. Non nell’inseguire desideri impossibili, nello specchiarsi nei sogni dei mediatori, o nell’alimentare l’illusione di chi, magari da lontano, immagina di chiudere un conflitto secolare con un tratto di penna e una stretta di mano. La diplomazia, quella vera, prende atto delle condizioni sul terreno, per quanto brutali, e da lì comincia a costruire.
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Rabbiosa e in difficoltà per la Flotilla di fronte all’opinione pubblica interna che scende in piazza a tutte le ore in solidarietà, e dei sindacati che scioperano bloccando i porti, Giorgia Meloni è passata alle spicce contro l’iniziativa non-violenta, per la quale «forse la sofferenza dei palestinesi non era l’obiettivo» e che «ora che c’è un piano di pace per Gaza» avrebbe rischiato di comprometterlo in modo «irresponsabile» – ma Mattarella invece ne ha riconosciuto il valore – per essersi «inoltrata in un…
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Più garanzie e maggior tempo. Sarebbero queste le richieste di Hamas per dire sì al piano di Donald Trump per la pace a Gaza. Secondo l’agenzia di stampa palestinese “Ma’an“, Hamas sarebbe “aperto al piano presentato dal presidente degli Stati Uniti, Trump, per la pace a Gaza, ma esige garanzie prima di accettarlo”. Avrebbe infatti “richiesto garanzie sull’impegno di Israele a fermare la…
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Il piano statunitense per la pacificazione di Gaza ha un forte potenziale stabilizzante anche qualora Hamas rifiutasse la resa e l’esilio grazie alla vasta convergenza delle nazioni arabe e musulmane sunnite ottenuta da Washington. Il motivo è che l’America a conduzione Trump ha fornito vere garanzie – in protocollo riservato – assumendo il ruolo di mediatore tutoriale e garante per tutta la regione, con ingaggio di responsabilità diretta per il futuro di Gaza.
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Giovedì 2 ottobre 2025 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) La Russia è pronta a sostenere la proposta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di risolvere il conflitto nella Striscia di Gaza se questo porta alla creazione di due Stati separati, ha dichiarato il Presidente Vladimir Putin alla sessione plenaria del Valdai Discussion Club…
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Hamas si sta riorganizzando in Pakistan di Redazione ETI/Epoch Israele Gaza è sempre più inospitale per Hamas. I suoi miliziani sanno bene che, se restano lì senza arrendersi (cosa improbabile), per loro non c’è speranza: Netanyahu ha più volte ribadito che i soldati israeliani li uccideranno tutti. E il capo del governo israeliano dimostra di essere più che determinato a mantenere fede a questo impegno.
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“Il piano per la pace di Donald Trump non risolve i veri problemi di Gaza e della Palestina, ma è una soluzione temporanea. I gazawi vogliono solo la fine della guerra e la possibilità di vivere. E vogliono che Hamas se ne vada definitivamente da Gaza: il suo governo ha portato solo guerre, distruzione e sofferenza. Nessuno più a Gaza sostiene Hamas”. Kareem Jouda…
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Quando, il 13 settembre 1993, Yitzhak Rabin e Yasser Arafat si strinsero la mano nei giardini della Casa Bianca sotto lo sguardo di un sorridente Bill Clinton, un fremito di speranza attraversò la Terra: gli Accordi di Oslo, o meglio ancora la Road map per un processo di pace arabo-israeliano individuata da quella stretta di mano, erano un atto pubblico. Che poi, in questi 30 anni e più, quel processo politico si sia arenato o addirittura sia deragliato è una triste evidenza che non serve commentare.
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