La tassa sugli extraprofitti delle banche spacca il governo: Forza Italia non la voterà, per Tajani è un concetto "da Unione Sovietica". Ogni volta che si vuole screditare una proposta, torna di moda l’Unione Sovietica. Se una proposta non piace, Antonio Tajani evoca l’Urss e lo “spauracchio” berlusconiano del comunismo. L’ha fatto sul salario minimo e ora torna a farlo sulla tassa sugli extraprofitti delle banche.
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Scontro nella maggioranza di centrodestra a sostegno di Giorgia Meloni. Il tema centrale è la manovra finanziaria, legge di bilancio da approvare entro la fine del 2025. Forza Italia è fortemente contraria ad una ipotetica tassa sugli extraprofitti alle banche perché “spaventa i mercati e gli investitori italiani e stranieri”, ribadisce una nota del partito. Iscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA Forza…
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Due miliardi e 900mila euro dalle banche e un miliardo e mezzo dalle assicurazioni. A tanto ammonta il “contributo” dei due settori finanziari alla copertura della manovra. Quattro miliardi e 400 milioni di euro per il 2026, 11 miliardi in tutto fino al 2028. Si tratta dello 0,19% del Pil, percentuale che verrà replicata anche nel 2027 e che nel 2028 scenderà allo 0,10%. È scritto nel Documento programmatico di bilancio inviato all’Unione europea.
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