TORINO — Nei primi nove mesi dell’anno la produzione nelle fabbriche italiane di Stellantis è calata di oltre il 31%. Le auto non si vendono, come dimostrano i dati, e gli effetti si fanno sentire sulle linee di montaggio. A dare i numeri è la Fim con il suo report periodico. I metalmeccanici della Cisl parlano di «profondo rosso»: dopo tre anni di crescita il dato è negativo con 387.600 auto e furgoni realizzati.
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Altro che un milione di autoveicoli entro il 2030: Stellantis rischia intanto di chiudere il 2024 con una produzione complessiva pari a meno della metà, e addirittura sotto i 300 mila per quanto riguarda l’auto. La previsione, negativissima, è della Fim Cisl, che ha presentato un dettagliato report sullo stato dell’arte nei vari stabilimenti del gruppo torinese (nella sezione documentazione del Diario pubblichiamo il…
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Nel giro di un anno, Stellantis ha perso quasi 200mila veicoli prodotti, 48mila dei quali soltanto a Torino. Lo calcola la Fim-Cisl, nel suo report sulla produzione nei primi nove mesi del 2024 e mettendola a confronto con quella dell’anno prima. Per la prima volta, indica il report, tutti gli stabilimenti sono in negativo e perdono sia le auto (-40,7%) sia i veicoli commerciali (-10,2%). Anche i due siti in positivo nel primo semestre…
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Fermo produttivo e cassa integrazione che si allunga a novembre. Prosegue la situazione difficile allo stabilimento Stellantis Atessa. Nella riunione di oggi, 2 ottobre, la direzione aziendale ha illustrato al comitato esecutivo di Fim-Uilm-Fismic-Uglm-Aqcf, l'attuale situazione di mercato e ha comunicato la necessità di fare ricorso, precauzionalmente e in modo preventivo (è questa ormai la formula adoperata dallo scorso giugno), ad una ulteriore settimana di cassa…
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I dati della Fim-Cisl certificano i timori: nei primi nove mesi del 2024 il gruppo guidato da Carlos Tavares ha prodotto in Italia 387.600 veicoli (-31,7%). In rosso tutti gli stabilimenti italiani, compresi Pomigliano e Atessa. Le sole auto giù del 40,7%, -10,2% per i veicoli commerciali. Proiettando i dati a fine anno, non si arriverà a 500 mila veicoli prodotti
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