Dopo oltre un mese dalle elezioni europee, questa settimana dal 16 al 19 luglio si è tenuta a Strasburgo la prima sessione plenaria del nuovo Parlamento europeo, che ha eletto le nuove presidenti della Commissione europea e dello stesso Parlamento.Di novità però si può parlare fino a un certo punto, perché queste due presidenti sono le stesse che hanno concluso la scorsa legislatura e anche la nuova maggioranza parlamentare, formata da popolari, socialisti e liberali con l’aggiunta dei verdi, è praticamente quasi identica a quella…
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All’indomani del voto europeo l’Italia scopre di essere isolata dai paesi che contano. Il voto per la presidenza della Commissione europea ci ha relegato in un ruolo di comprimari. La presidente del Consiglio, giocando su due tavoli, ha mancato gli obiettivi che contano. Uno smacco per l’Italia che da protagonista diventa una comparsa. Ne parliamo con il segretario del Psi Enzo Maraio partendo proprio dalla elezione bis della Von der Leyen alla guida della commissione.
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Di Vittorio Lussana Ecco come si è svolto, in forma ovviamente romanzata, il tentativo di portare l’Ecr nell’alveo delle culture democratiche europee. Italia: “Allora, Giorgina: guarda chi c’è. Vieni avanti, Ursula”. Ursula: “Salve Giorgina, ti presento alcuni amici: i socialisti, i liberali e ci sono pure i Verdi…”. Italia: “Ma questi vostri amici sono immigrati di seconda generazione”? Ursula: “No, sono solo democratici”.
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LEGGI – Von der Leyen resta e raddoppia: Meloni si sfila, bis grazie a FI, Pd e Verdi Alla fine è andata sul sicuro: meglio farsi eleggere dalla maggioranza europeista. Con il paradosso di un programma, sostanzialmente finalizzato a sostenere la competitività europea – “Making business easier” più il nuovo commissario per la sburocratizzazione – …
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Lʹesito delle elezioni europee ha lanciato chiari segnali che i responsabili politici non dovrebbero ignorare; ma non ha cambiato il problema di fondo dellʹUnione europea (UE), ossia lʹinsostenibilità a medio termine del modello europeo di crescita e il rischio di una sua marginalizzazione nel nuovo (non‐)ordine geopolitico. Le istituzioni europee, che governeranno nei prossimi cinque anni, non possono esimersi dal ripensare radicalmente il ruolo della UE allʹinterno e allʹesterno dell’area.
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Il Parlamento Europeo ha visto così la sua decima alba, nella nuova composizione sancita dal voto a giugno di circa 180 milioni di cittadini europei. Quante inevitabili differenze da quel lontano 1979, la prima volta, che accese tante speranze. Ci ritroviamo con un’assemblea offuscata dai “franchi tiratori” ai quali è appeso il bis di Ursula von der Leyen alla Commissione, impelagata troppo spesso nel varo di micro-norme più che di grandi progetti (dopo la promettente “parentesi” del Recovery plan post…
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Domani, nell’Europarlamento, si potrà finalmente passare, sia pure per alcune ore, dagli schemi delle alleanze e delle eventuali intese “non strutturali” per il voto a Ursula von der Leyen - candidata alla presidenza della Commissione Ue - ai contenuti del programma per il quinquennio che la stessa candidata esporrà. Quando poi si valuterà il risultato delle votazione, si vedrà se von del Leyen sarà stata in grado non solo di superare il rischio dei “franchi tiratori” ma anche di raccogliere i voti delle adesioni non…
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Benifei a Strasburgo: "Parlamento Ue con nuovo equilibrio. Forze progressiste siano unite" 16 luglio 2024 ”È sempre un'emozione, anche se per me è la terza esperienza a Strasburgo. Il Parlamento Ue ha un nuovo equilibrio, con forze politiche diverse. Le destre sono forti, è vero, ma sono divise, quindi spetta alle forze progressiste di restare coese e unite". Così Brando Benifei a Strasburgo. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Tutto, fra oggi e giovedì, nelle mani dei 720 eurodeputati recentemente eletti. In rapida successione: incontro di Ursula von der Leyen con i Conservatori e Riformisti (Ecr) capeggiati da Giorgia Meloni; elezione del Presidente del Parlamento (appare sicura la conferma della maltese Roberta Metsola, 45 anni, eletta nel gennaio 2022 dopo la morte dell’italiano David Sassoli); voto sul secondo mandato per Ursula in carica dal dicembre 2019.
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La BCE discuterà sui tassi di riferimento, mentre in Francia si voterà per la presidenza dell'Assemblea Nazionale. Il 18 luglio von der Leyen terrà un discorso chiave sulla transizione ecologica e l'integrazione comunitaria, temi cruciali per il futuro dell'Unione
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Ispi / Ipsos – Manca ormai meno di una settimana al probabile voto del Parlamento europeo (18 luglio) per confermare la nomina di Ursula von der Leyen a Presidente della Commissione europea. Come cinque anni fa, sembra si tratterà di una lotta all’ultimo voto. Ma mentre l’attenzione resta puntata sulla delicata fase di transizione delle istituzioni europee, la politica internazionale corre veloce. Con questo sondaggio ISPI realizzato da IPSOS abbiamo cercato di capire proprio questo…
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Quando Ursula Von der Layen si sarà insediata al vertice della Commissione Ue per il suo secondo mandato, inizieranno i dolori. Al momento in cui questo viene scritto questo editoriale i giochi non sono ancora fatti: ma la nomina sembra scontata. Quel che scontata non è affatto è la governabilità di un’Unione Europea sempre più vaso di coccio tra i vasi di ferro degli Stati Uniti e della Cina, ma anche dei Brics che – per quanto siano un’accozzaglia eterogenea, unita solo dall’astio verso Washington – sono proprio per questo a dir…
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