Milano – La mamma di Pan An è arrivata a Milano dalla Cina, dalla città di Suzhou, per abbracciare la salma del suo unico figlio, morto all’età di 24 anni. Aveva dedicato a lui la vita, investendo i risparmi e vendendo anche una casa per farlo studiare in Italia e per aiutarlo a costruirsi un futuro come designer. La mamma della 18enne Dong Yindan e del fratello Liu Yindjie, che sarebbe diventato maggiorenne il 25 ottobre, vive invece…
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A cura di Simone Giancristofaro Fiori, lumini a formare un cuore e uno striscione nero con i volti di Pan An, Dong Yandan e Liu Yanjie (24, 18 e 17 anni), giovanissime vittime dell'incendio di via Cantoni: Milano e la comunità locale cinese hanno ricordato domenica pomeriggio i tre ragazzi che hanno perso la vita asfissiati nella notte tra il 12 e il 13 settembre in uno showroom dove dormivano. I tre ragazzi "erano arrivati a Milano da pochi…
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La disperazione di due madri che anche ieri, al presidio in piazza Gramsci, non riuscivano a trovare pace per la morte improvvisa di tre figli uccisi dalle esalazioni dell'incendio di via Cantoni.... Leggi tutta la notizia
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" MILANO, 22 SET " La comunità cinese di Milano ricorda le vittime dell'incendio di via Cantoni, dove la sera del 12 settembre le fiamme hanno avvolto lo showroom nel quale dormivano... Leggi tutta la notizia
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Un momento di cordoglio e riunione, per esprimere il dolore per quanto accaduto pochi giorni fa e, inevitabilmente, per quello che emerso dalle indagini. La comunità cinese di Milano ha ricordato le tre vittime morte nell'incendio scoppiato la sera del 12 settembre in via Cantoni. Quella sera ha preso fuoco uno showroom, dentro c'erano Pan An, 24 anni, Yinjie Liu, 17, e Yindan Dong, 18 anni. Dormivano e, quando è scoppiato il rogo, hanno cercato di fuggire.
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È di origine dolosa il rogo che nella tarda serata di giovedì 12 settembre si è originato dentro un magazzino in via Cantoni a Milano. Nell'incendio hanno perso la vita tre ragazzi di 17, 19 e 24 anni che dormivano abusivamente al piano terra.
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Prima si sarebbe arrampicato sulle impalcature del palazzo in costruzione, accanto all'emporio, prive del sistema anti-intrusione. Una volta raggiunto il tetto avrebbe lanciato da un lucernario l'innesco, probabilmente benzina o alcol. Appiccato il fuoco ha ripercorso il cammino a ritroso e si è allontanato a piedi in direzione opposta rispetto a viale Certosa. Le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona avrebbero ripreso il volto del piromane, la notte di giovedì 12 settembre.
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La presenza indubbia di una o più sostanze acceleranti è stata segnalata dal pastore belga specializzato nella ricerca di acceleranti di fiamma, usato stamane, durante il sopralluogo nello showroom cinese, andato a fuoco giovedì della scorsa settimana a Milano. Incendio a Milano, trovate tracce di sostanze acceleranti nello showroom cinese Nel rogo sono morti tre giovani, Dong Yindan di 18 anni, la sorella Liu Yinjie di 17 anni e il ventiquattrenne Pan An.
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Le fiamme appiccate dall’alto, da un punto in cui il responsabile pensava di non essere visto. La fuga sul tetto, poi in strada e il fumo, che ha ucciso i tre giovani, due ragazzi e una ragazza. È questa l’ipotesi riguardante la dinamica dell’incendio che la sera del 12 settembre scorso ha distrutto lo showroom cinese ‘Li Junjun’ in via Cantoni, a Milano. Il rogo, che è quasi certo abbia origine dolose, è costato la…
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Il rogo appiccato dall'alto, da un punto in cui probabilmente pensava di non essere visto. La fuga dalla stessa via d'accesso utilizzata per arrivare lassù e poi, inevitabilmente, in strada. Quindi le fiamme, che divampano altissime, e il fumo. Che uccide. Continuano le indagini sull'incendio avvenuto la sera del 12 settembre nello showroom cinese "Li Junjun" di via Ermenegildo Cantoni a Milano, costato la…
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La presenza indubbia di una o più sostanze acceleranti è stata segnalata dal pastore belga specializzato nella ricerca di acceleranti di fiamma, usato stamane, durante il sopralluogo... Leggi tutta la notizia
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Un’ombra che si muove sul tetto dell’emporio «Li Junjun». Poi si avvicina al lucernario e da lì fa partire le fiamme. Forse gettando liquido infiammabile e un innesco, o addirittura entrando nello showroom per poi fuggire lungo la stessa finestra dopo aver appiccato il rogo. È questa l’ormai probabile ricostruzione degli investigatori dei carabinieri e di vigili del fuoco che indagano sull’incendio — la sera di giovedì 12 settembre — del magazzino di via Ermenegildo Cantoni che…
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