Un addio sobrio come desiderava. Un funerale privato nel borgo che amava e la sepoltura nella tomba di famiglia. Ma alcune decine di persone ieri si sono ugualmente assiepate - assieme a giornalisti, fotografi e operatori - attorno all’ingresso transennato dell’antico complesso fortificato e al passaggio del feretro qualcuno ha lanciato petali bianchi. Sul sagrato decine di corone, sempre di rose bianche.
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«Per il suo ultimo viaggio, Armani ha scelto Rivalta». Lo ha spiegato bene il conte Orazio Zanardi Landi, proprietario del castello arroccato su una ripida scarpata a picco sulla riva sinistra del fiume Trebbia. Al centro del borgo fortificato — che fa parte dell’omonima frazione del comune di Gazzola, sulle prime colline della Valtrebbia, a 16 chilometri dalla città, e che ha ospitato per alcune estati la…
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Poche entità ci sono familiari e al tempo stesso sconosciute come la bellezza. È al centro dei nostri pensieri, dei nostri discorsi, delle nostre più intime aspirazioni. Permea le nostre vite, è un concetto fondamentale della comprensione umana - «Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza», dice Oscar Wilde. Crediamo di conoscerla o di riconoscerla, spesso perfino di afferrarla. Eppu…
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In questi giorni, per la prima volta, l’attenzione si è concentrata sugli uomini dietro la Giorgio Armani Spa, finora rimasti volutamente nell’ombra dell’imprenditore scomparso giovedì scorso. Con l’ultimo saluto al fondatore, presidente, amministratore delegato e responsabile dello stile del marchio che lo scorso anno ha registrato 2,3 miliardi di fatturato, già ieri tutti si chiedevano chi pren…
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«Il primo incontro? Non mi guardò nemmeno. Avevo i capelli lunghi, ricordavo un po’ Silvana Mangano. Sfogliò il book, poi disse: “grazie, arrivederci”. Avevo 21 anni». Antonia Dell’Atte, storica modella di Giorgio Armani e sua musa, ricorda ancora con emozione l’inizio del legame con lo stilista. Come reagì a quel “no”? «Fu un colpo. Andai via mortificata. Pensai di lasciare la moda. Facevo…
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«Se n’è andato in pace e sereno. Ringraziando tutti quelli che lo hanno aiutato». Sale commosso e prende la parola. È l’uomo che per trent’anni ha lavorato con Giorgio Armani, nella casa di Milano di via Borgonuovo. È lui, che per volontà della famiglia, racconta quegli ultimi istanti di una immensa vita. Non un parente, non un dirigente, non un personaggio ma il dipendente discreto e silenzioso che si è sempre occupato della cura personale dello stilista.
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Si dovrà attendere ancora qualche giorno prima che il testamento di Giorgio Armani venga aperto. Si tratta di tempi tecnici o, per meglio dire, burocratici. Il documento che ancora manca è il documento per riassunto dell’atto di morte: lo deve redigere il Comune di Milano, dove lo stilista 91enne è morto il 4 settembre. Giorgio Armani, morto giovedì scorso a 91 anni, in uno scatto di qualche anno faAGENZIA ALDO LIVERANI SAS I…
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Dopo la scomparsa del fondatore, il gruppo si prepara a una nuova governance. I manager storici e i familiari più vicini garantiranno continuità e ridistribuzione degli incarichi chiave. Ma con l’apertura del testamento si chiarirà la distribuzione definitiva dei poteri.
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Il Salone di Monaco 2025 è appena iniziato e già catalizza l’attenzione del settore con novità elettriche e concept avveniristici. Nello stesso giorno l’Italia ha salutato in silenzio uno dei suoi simboli più riconosciuti nel mondo: Giorgio Armani. Lo stilista si è spento pochi giorni fa all’età di 91 anni, e oggi, a Rivalta di Gazzola, si sono svolti i funerali in forma privata, come da sua volontà.
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Le immagini della chiusura del negozio Armani in centro a Roma nella storica via Condotti a pochi passi da Piazza di Spagna per onorare il fondatore scomparso pochi giorni fa. La chiusura dei negozi avviene in contemporanea in tutto il mondo. L'ultimo saluto allo stilista morto il 4 settembre
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GALLARATE – Molto si è detto e molto si è scritto di Giorgio Armani e del suo rapporto speciale con lo sport. L’attualità racconta di come abbia rilevato, salvato e rilanciato l’Olimpia Milano, che versava in pessime acque prima del passaggio di proprietà datato 6 giugno 2008. Ma c’è un pezzo di cuore che lega Re Giorgio allo sport del territorio, più precisamente ai Frogs. Una sponsorizzazione che fece epoca.
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Dopo la celebrazione, la salma sarà cremata e riposta nella cappella di famiglia. Proprio quella che qualche anno fa Armani aveva fatto restaurare La chiesetta di Rivalta di Gazzola, piccolo borgo nel Piacentino, era praticamente semivuota quando il feretro di Giorgio Armani è entrato per le esequie. Lì a pochi passi dal luogo dove 91 anni fa, l’11 luglio 1934, il re della moda era nato e…
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"Il desiderio del maestro Giorgio era senz'altro ritornare vicino ai suoi cari. Qui c'è la cappella che custodisce le spoglie della mamma Maria, del fratello Sergio e di papà Ugo e credo che sia una cosa meraviglia quella di unirsi qui sulla terra per essere uniti incielo". Così Don Giuseppe Busani, il parroco che celebrerà oggi le esequie di Giorgio Armani nella Chiesa di San Martino a Rivalta di Gazzola, nel Piacentino, ai microfoni di “Storie Italiane” su Rai1
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Spalle dritte, punti invisibili, tende che cadono giuste: quando il lessico della moda entra in casa, la casa risponde, fino a valicare i confini dell'ago e filo diventando prodotto di design e struttura dell'architettura. Per Giorgio Armani lo spazio non era un accessorio. Lo trattava con la disciplina, risalendo le scale del progetto dal millimetro dell’arredo alla stanza, dal negozio all’albergo, passando dalla regia di interni e oggetti firmati Armani/Casa.
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Gabriele Muccino, regista «Per 25 anni Giorgio Armani mi ha vestito. In realtà mi ha insegnato a guardarmi, a riconoscermi, a capire che la semplicità è la forma più rara ed elegante della verità. Oggi non se ne va solo un gigante della moda: se ne va un uomo che ha vestito le nostre vite di bellezza e rigore. La sua assenza pesa, ma il suo segno resta cucito addosso a noi per sempre»…
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