È stato il benchmark, il punto di riferimento, di una F1 che non c’è più. Ancora oggi, però, a 30 anni dalla sua scomparsa, Ayrton Senna resta una pietra miliare con cui in Formula 1 devono confrontarsi tutti: da chi ne ha battuto record e cifre, a chi sta segnando l’epoca attuale, cercando di emularne gesta e stile semplicemente inarrivabili. Senna era infatti un pilota completo, veloce e ruvido, con il guizzo della genialità e doti di controllo fuori dal comune.
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Correre, vincere e vivere: Ayrton Senna amava descriversi con questi verbi. Tre azioni che l'hanno accompagnato fino all’1 maggio 1994, la data in cui il fuoriclasse brasiliano morì dopo un incidente del GP di F1 in scena a Imola. Il Circus perse il re delle pole, ben 65, il vincitore di 41 gare e tre titoli iridati, ma anche una garanzia di spettacolo. Infatti ci sono Gran Premi entrati nella memoria grazie alle prodezze di Senna, soprannominato non a caso "Magic".
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Erano le 14.17 del 1° maggio del 1994 quando Ayrton Senna si schiantò al Tamburello, andando incontro alla fine della sua esistenza e cambiando per sempre la Formula 1. Nei trent’anni passati da quel momento, si è raccontato così tanto dell’incidente, delle responsabilità e delle conseguenze. Ma oggi, a 30 anni da quel weekend nero, vogliamo ricordare Senna per l’uomo e il pilota che è stato, non per la conclusione della sua esistenza.
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La ventunesima puntata della storica trasmissione 'Speed' , giunta alla sua 16a stagione, in diretta tutti i martedì dalle 23:00 a 00:10 su Icaro TV (canale 18) e in streaming su... Leggi tutta la notizia
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