Quattro giorni dopo la rivelazione della morte di Yossi Sharabi e Etai Sabirski, due degli ostaggi ancora nelle mani dei palestinesi, i terroristi che controllano la Striscia hanno diffuso la notizia del decesso di un altro prigioniero. Le brigate Al-Nasser Salah al-Din, braccio armato dei Comitati di resistenza popolare allineati con Hamas, hanno condiviso sui social un video in cui si afferma che Ohad Yahalomi è stato ucciso a seguito di un bombardamento delle Idf.
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Ancora orrori inenarrabili, stavolta le immagini trasmesse dalla Cnn in cui uno dei terroristi di Hamas taglia la testa degli abitanti del kibbutz Nir Oz. Notizie rivoltanti circondano queste immagini. Ma prima di tutto: la guerra non è finita dopo 104 giorni, e non può esserlo, qualsiasi cosa desiderino e vogliano pianificare gli amanti della pace: non lo è perché i missili seguitano a piovere su Israele (50 su Netivot solo due giorni fa tutti insieme, e ogni poche ore una pioggia minore che deve dimostrare che Sinwar è vivo…
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Di Redazione Il sito web del governo israeliano che mostra gli orrori del massacro del 7 ottobre del gruppo terroristico Hamas nel sud di Israele ha ricevuto un traffico online significativo nella settimana successiva al suo lancio. Il sito web – https://saturday-october-seven.com/ –, che ha già raccolto più di 43 milioni di visualizzazioni, include video e immagini inquietanti dei crimini commessi.
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Noa è viva. La 26enne ostaggio a Gaza, volto simbolo della mattanza del 7 ottobre, apparsa proprio nelle scorse ore in tre video pubblicati da Hamas, per l'esercito israeliano continua a resistere dopo oltre cento giorni di prigionia nelle mani degli aguzzini di Hamas. La notizia si sovrappone
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Di Alessandra Muglia La moglie di Yossi si era mobilitata fino all’utimo La speranza è durata meno di 24 ore: Noa, Itay e Yossi erano vivi e imploravano aiuto in quelle drammatiche immagini rilasciate domenica da Hamas. Ieri il nuovo macabro video che mostrava i due uomini morti e Noa costretta a raccontare la loro tragica fine. Noa Argamani, la ragazza del rave dai lunghi capelli neri, è ancora una volta simbolo della tragedia.
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