Fino al 2011 si poteva andare in pensione anticipata con 40 anni di contributi, oppure a 60 anni con la quota 96. L’età per la pensione di vecchiaia variava tra uomini e donne, oscillando tra i 60 e i 65 anni. Sembra passato un secolo, e invece sono trascorsi appena quindici anni. Oggi lo scenario è completamente diverso – e per molti, decisamente peggiorativo. La pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutti, senza più differenze di genere.
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Analizzando i dati della spesa pensionistica indicati dall’Istat e dalla Ragioneria dello Stato, valori che poi vengono comunicati a Eurostat e alla Commissione europea per le valutazioni sui singoli Paesi, emerge una spesa per pensioni molto alta. Dove trovano spazio, però. molte prestazioni che sono di natura assolutamente assistenziale e non previdenziale. Prendiamo ad esempio le ex pensioni sociali che la riforma Dini ha…
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