Un team di ricercatori, finanziato dai National Institutes of Health (Nih), ha sviluppato un nuovo test del sangue in grado di rilevare i biomarcatori della malattia di Alzheimer. Lo studio, pubblicato su Nature Aging, evidenzia come la biologia dell’Alzheimer possa variare tra uomini e donne, offrendo nuove prospettive per la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione della malattia. Un approccio innovativo basato sul sangue "Questo lavoro introduce un…
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Un nuovo test per rilevare i biomarcatori della malattia di Alzheimer. E' il risultato di uno studio finanziato dai National Institutes of Health (Nih), con cui i ricercatori hanno identificato un ...
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Venerdì 27 febbraio 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Tutti la conoscono come la ‘malattia della memoria’. Ma in realtà la malattia di Alzheimer comincia molto prima che si comincino a dimenticare i nomi di cose o persone o… Link alla notizia
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La relazione tra salute vascolare cerebrale e rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer rappresenta uno dei fronti più attivi della neurologia contemporanea. Per decenni, la ricerca si è concentrata quasi esclusivamente sui depositi di proteina amiloide e sulla proteina tau come marcatori primari della malattia, trascurando il ruolo che il sistema circolatorio del cervello potrebbe svolgere nelle fasi precoci della neurodegenerazione.
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Un recente studio clinico pubblicato sul Journal of Neurology dimostra che un semplice esame del sangue può aumentare l’accuratezza della diagnosi di Morbo di Alzheimer fino al 94,5%. I ricercatori spagnoli hanno seguito 200 pazienti sopra i 50 anni con sintomi cognitivi, confrontando la diagnosi basata sulla sola valutazione clinica con quella integrata dai risultati di un biomarcatore ematico: la proteina p-tau217.
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L’assemblea di Aic Umbria evidenzia l’aumento dei casi e l’importanza di percorsi diagnostici e assistenziali adeguati per tutte le età, con interventi di esperti e supporto della Regione (Perugia) “Abbiamo superato la quota di 5mila celiaci presenti nella nostra regione, un numero che è quasi raddoppiato rispetto 15 anni fa. Ce ne aspettiamo almeno altri 3mila, perché stimiamo anche almeno l’1% della popolazione possa avere questa malattia autoimmune.
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