Guerra in Iran e mercati nervosi: le strategie per difendere davvero i risparmi Quando scoppia un conflitto in Medio Oriente i mercati reagiscono quasi sempre nello stesso modo. Petrolio che corre, oro che torna protagonista e borse che diventano improvvisamente più nervose. Anche la guerra in Iran sta riaccendendo queste dinamiche e molti risparmiatori iniziano a chiedersi come proteggere il proprio portafoglio.
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Approfondimenti:
Quando scoppia o si allarga un conflitto, il primo istinto di molti piccoli risparmiatori è sempre lo stesso e spesso coincide con una domanda molto concreta: ha ancora senso investire oppure è meglio fermarsi e aspettare. Per chi ha accumulato negli anni un capitale piccolo o medio, magari dopo una vita di lavoro, la volatilità dei mercati non viene percepita come un normale movimento finanziario ma come una minaccia diretta ai propri sacrifici.
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Contano più i dati negativi sul mercato del lavoro Usa, con una flessione di 92 mila posti di lavoro registrati in febbraio, oppure il Brent che tocca i 90 dollari al barile? Quel che sorprende della reazione di Wall Street alla guerra in Iran e nel Medio Oriente è quanto sia stata finora contenuta. Soprattutto se confrontata a quanto osservato su altri mercati, soprattutto asiatici, nei quali ha pesato in misura imponente l’aumento del prezzo del greggio e il blocco dello…
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