Roma, 4 gen – Si parla tanto dei sedicenti “settant’anni della Rai”, seguendo uno schema abbastanza triste già evidenziato nel caso di altri istituti di ordine diverso (si pensi alla previdenza, con l’Inps) volto ad escludere categoricamente il famigerato “ventennio fascista” da qualsiasi ruolo nella storia d’Italia. Gli inventatissimi “70 anni di Rai” Se l’Inps è magicamente nata nel 1898 (con tanto di modifica nella descrizione del sito ufficiale) perché non inventarsi che la Rai sia nata 70…
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Era il 3 gennaio del 1954 quando la Rai iniziava a trasmettere le sue trasmissioni ufficiali. Questa sera per celebrare tale importante anniversario, il palinsesto prevede una puntata speciale di un programma che ha fatto davvero la storia. Quando iniziarono le trasmissioni, 70 anni fa, i primi titoli furono La Domenica Sportiva e Arrivi e Partenze. Quest’ultimo i n particolare fu il debutto di un giovane Mike Bongiorno e proprio per celebrare l’anniversario e lo stesso storico…
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Nel 2024 la Rai compie 70, così come Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani). Proprio in questa occasione, quest’ultima vuole inviare un messaggio alla televisione pubblica: “Auguri alla Rai. Ma l'impegno della Rai per le Montagne italiane deve crescere. Non troppo è stato fatto in questi sette decenni dal servizio pubblico. E molto dobbiamo costruire per i territori montani italiani”, scrive Marco Bussone, presidente Uncem.
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La tivù è pubblica è settantenne. Sì, proprio oggi. Il 3 gennaio 1954: «La Rai, Radiotelevisione italiana inizia il suo regolare servizio di trasmissioni televisive», spiegò l’annunciatrice Fulvia Colombo ai novanta abbonati privati. In un anno diventarono 24 mila. Negli anni Cinquanta i cittadini “non artisti” se ne stavano nei bar a vedere “Lascia o Raddoppia?” mentre quelli benestanti si “div…
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Auguri alla Rai che oggi compie 70 anni – proprio come Uncem – e ha un grande futuro davanti. Ma l’impegno della Rai per le Montagne italiane deve crescere. Non troppo è stato fatto in questi sette decenni dal servizio pubblico. E molto dobbiamo costruire per i territori montani italiani. A partire a questi 10 punti che Uncem propone come base di lavoro. Copertura del segnale radiotelevisivo Troppe persone in Italia non vedono la Rai.
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“Settant’anni fa la vita degli italiani cambiava radicalmente. Nelle loro case di lì a poco avrebbero cominciato a entrare i primi televisori e le prime trasmissioni radiofoniche. Era nata la Rai Radiotelevisione Italiana. A tutti coloro che ne fanno parte rivolgo un sentito e grato augurio di buon compleanno”. Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, “festeggia” i settant’anni della Rai, rivolgendo uno sguardo al passato e uno, non meno significativo al futuro.
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“Settant’anni fa la vita degli italiani cambiava radicalmente. Nelle loro case di lì a poco avrebbero cominciato a entrare i primi televisori e le prime trasmissioni radiofoniche. Era nata la Rai Radiotelevisione Italiana. A tutti coloro che ne fanno parte rivolgo un sentito e grato augurio di buon compleanno”. Così il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, “festeggia” i settant’anni della Rai, rivolgendo uno sguardo al passato e uno, non meno significativo al futuro.
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Città del Vaticano “La Rai, Radiotelevisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”. Sono le ore 11 del 3 gennaio 1954. È domenica. L’annunciatrice Fulvia Colombo scandisce le parole con dizione perfetta. Illustra il palinsesto della giornata, dalle inaugurazioni degli studi di Milano e dei trasmettitori di Roma e Torino, allo sport, poi un film diretto da Mario Soldati, "Le miserie del signor Prevet", e ancora "Le avventure dell’arte” sul pittore…
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In occasione dell'anniversario delle trasmissioni ufficiali della Rai, che iniziarono il 3 gennaio del 1954, va in onda stasera su Rai 1 "Rischiatutto 70", una versione inedita e aggiornata del celebre telequiz condotto da Mike Buongiorno. Stasera in tv, cosa vedere? Film, serie e programmi in onda oggi mercoledì 3 gennaio su Rai, Mediaset, La7 (e non solo) Un vero e proprio omaggio, in un appuntamento che…
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Marcello Cecconi Modifica articolo 14.29 ATF La neonata televisione fu adottata dagli italiani il 3 gennaio 1954, una data che cambierà lentamente ma per sempre la storia della famiglia Italia. Il trascorrere delle giornate, delle settimane e dei mesi sarà sempre più scandito dai tiggì e dai programmi di varietà partoriti da quell’ingombrante suppellettile, originariamente, di legno e vetro. All’inizio trovò posto nel tinello buono di poche famiglie medio-borghesi.
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Da oggi la Tv è un servizio pubblico . Così titola il Corriere della Sera di domenica 3 gennaio 1954. Intanto la pubblicità Rai promette ogni giorno un viaggio intorno al mondo dell’arte, della scienza, dell’attualità. Arte, scienza, attualità. Non una parola sullo spettacolo o sull’intrattenimento. E d’altra parte il messaggio deve in qualche modo rassicurare chi teme già l’atmosfera avvelenata di materialismo e di edonismo che troppo sovente si respira in tante sale cinematografiche.
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“Settant’anni di Rai, settant’anni di storia della nostra televisione. Da Presidente del Servizio pubblico auspico un 2024 in cui celebrare la nostra tradizione proiettandoci verso nuove sfide. Innovazione, transizione digitale, sostenibilità, inclusione e parità sono i nostri obiettivi per una Rai di tutti, orgogliosa del proprio passato e capace di parlare anche ai giovani”. Così Marinella Soldi, Presidente della Rai.
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Lo stile Rai e l'eleganza all'italiana, tra costumisti e stilisti, così nascono le icone tv È la prima fredda domenica dell'anno 1954, il 3 gennaio, e dopo 5 anni di lunghe sperimentazioni da Torino e 2 da Milano, la televisione nazionale - la Rai, Radiotelevisione Italiana - è pronta a entrare nelle case italiane: il volto è quello dell'annunciatrice Fulvia Colombo. Vestita da grand soirée, secondo la moda dell'epoca, espone il programma della giornata - ore 11:00…
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Esiste ancora una domanda vetusta e ingenua: è quel «Che c'è oggi in Tv?», che era un refrain degli anni passati. Oggi la parola televisione è un concetto molto più ampio: Tv è video, Tv è l'insieme immenso delle reti e delle piattaforme di cui ci nutriamo. Un'offerta che va ben oltre la quantità che un ominide pensante (ma non troppo...) può vedere e assimilare nell'intera durata della sua vita. Vale la pena ricordarlo oggi, giornata che segna il «compleanno» di mamma…
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Auguri alla Rai che oggi compie 70 anni – proprio come Uncem – e ha un grande futuro davanti. Ma l’impegno della Rai per le Montagne italiane deve crescere. Non troppo è stato fatto in questi 7 decenni dal servizio pubblico. E molto dobbiamo costruire per i territori montani italiani. A partire a questi 10 punti che Uncem propone come base di lavoro. _____________________________ Copertura del segnale radiotelevisivo Troppe persone in Italia non vedono la Rai.
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Rischiatutto 70, Rai festeggia l’anniversario con Conti e tanti ospiti vip: anticipazioni Per l’occasione, ritorna lo storico programma della tv di Stato con una puntata speciale tra ricordi, emozioni, curiosità e volti noti. Ecco qualche anteprima. Debora Manzoli Scrittrice ed editor Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.
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Fu alle 11.30 di domenica 3 gennaio 1954 che iniziarono le prime trasmissione televisive nella storia del nostro Paese: ma sarà alla sera, alle 20.30, che la Rai offrirà un format capace di segnare i successivi settant’anni della storia del nostro Paese. A cavallo tra la fine degli anni Cinquanta ed i primi anni Sessanta, tra missione unificatrice della Nazione e pedagogia della comunicazione, sviluppo tecnologico e curiosità per una scatola che non è azzardato definire “magica”, partiva la storia delle trasmissioni…
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Il pubblico in una sala TV Luigi Scanagatta di Varenna Mike Bongiorno alla Moto Guzzi di Mandello Lario La fuga in barca La fuga in barca Deborah Bettega, una monaca di Monza Le Noci d'Oro a Lecco con Lello Bersani I magnifici 7 di Valmadrera Renato Corbetta, primo corrispondenza RAI TV da Lecco Settant’anni di RAI TV in Italia. Era domenica 3 gennaio 1954 quando la televisione nazionale dava inizio ad una regolare trasmissione di programmi, su unico canale e con orari limitati nelle fasce tardo pomeridiane ed in quelle serali.
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