I commercialisti che decidono di aderire al concordato preventivo biennale continuano a versare la contribuzione previdenziale sulla base del reddito effettivamente prodotto. È quanto ricorda la Cassa dottori commercialisti con la newsletter 4/2024 pubblicata il 21 ottobre. Il decreto 13/2024, che ha introdotto il concordato preventivo biennale, all’articolo 30 prevede che: «Gli eventuali maggiori o minori redditi ordinariamente determinati, rispetto a quelli oggetto…
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Il n. 4/2024 della Newsletter pubblicata dalla Cassa Dottori Commercialisti, per i propri iscritti, contiene un chiarimento interessante in tema di concordato preventivo biennale. Relativamente agli effetti, per i Commercialisti iscritti alla Cassa, sulla contribuzione da versare a seguito dell’adesione al CPB, viene infatti precisato che la contribuzione soggettiva dovrà essere calcolata e versata anche per gli anni oggetto di concordato (PCE2025 e PCE2026) sul reddito effettivamente prodotto…
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L’Agenzia delle Entrate questa volta si muove in anticipo e detta le regole del ravvedimento speciale, la sanatoria strettamente legata al concordato preventivo biennale. Con un’apposita risoluzione ha messo a disposizione i codici tributi ai contribuenti che hanno intenzione di usufruire di questo particolare strumento. Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire in cosa consiste il ravvedimento speciale e come debbano essere utilizzati i codici tributo.
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I soggetti che hanno applicato gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che aderiscono, entro il 31 ottobre 2024, al concordato preventivo biennale possono accedere allo speciale regime di ravvedimento (ex art. 2-quater del D.L. n. 113/2024) versando l’imposta sostitutiva inerente alle imposte sui redditi e relative addizionali nonché all’Irap. Il meccanismo di funzionamento della speciale sanatoria richiede la determinazione della base imponibile considerando l’incremento del…
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A dieci giorni dal D-day del concordato preventivo biennale, il dibattito tra detrattori e sostenitori dell’opportunità dell’accordo con il Fisco si fa sempre più acceso. In quanti cederanno alla tentazione di blindare un reddito predefinito? E in quanti, invece, opteranno per un no o, magari, per la scelta di rimandare la decisione al prossimo anno? Da febbraio scorso, quando è stato varato il concordato con il Dlgs 13/2024, di cose ne sono cambiate parecchie.
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Tra i contribuenti che, a ridosso della scadenza, stanno sicuramente valutando con maggiore attenzione l’accesso al concordato preventivo vi sono i soggetti in regime forfettario. Le particolarità insite nella proposta “sperimentale” rivolta a questi soggetti possono infatti renderla molto accattivante, considerato che: il concordato riguarda solo il periodo d’imposta 2024, senza quindi costringere a fare previsioni sul 2025; la decisione assunta a fine ottobre e l’applicazione del principio di cassa…
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L’AdE ha pubblicato una nuova serie di risposte alle FAQ in tema di concordato preventivo fiscale biennale, in vista del termine perentorio di adesione fissato al 31 ottobre 2024. I chiarimenti si aggiungono a quelli già diffusi nel documento di prassi n. 18/E/2024 e alle prime FAQ dello scorso 8 ottobre. I tecnici del fisco tornano sull’argomento dell’imposta sostitutiva incrementale di cui all’art.
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Il contribuente forfettario che per scelta o per perdita dei requisiti passa ai regimi “ordinari” nel 2024 può accedere al concordato preventivo biennale (Cpb) in qualità di neo soggetto Isa ma per una sola annualità.
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Per i contribuenti forfetari, il reddito proposto ai fini dell’adesione al concordato preventivo biennale (Cpb) deve essere valorizzato al lordo dei contributi previdenziali. La decadenza dal patto per effetto delle modifiche societarie non vale per le società di capitali trasparenti ma l’esclusione scatta nelle ipotesi di recesso e di esclusione del socio o dell’associato di società o associazione trasparente.
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Con il varo della definizione per gli anni pregressi riservata ai contribuenti che aderiranno al concordato preventivo biennale entro il prossimo 31 ottobre, operato dal DL 113/2024, conv. L. 143/2024 (decreto “Omnibus”), il legislatore ha disposto ulteriori “incroci”, che raddoppiano da due a quattro, con la disciplina dei reati tributari. Ne deriva uno scenario in cui gli effetti dell’incidenza del DLgs.
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DD Ipotizzando che un'impresa abbia accettato la proposta di concordato preventivo biennale e per l'esercizio 2024 il reddito da concordato sia pari a 100mila euro, se la stessa impresa conseguisse un reddito di 120mila euro come dovrebbe comportarsi per la parte eccedente quanto concordato?
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DS Ai fini del concordato preventivo biennale, il credito di imposta energia e gas, concesso alle imprese non energivore e non gasivore, per l'anno 2023, è considerato sopravvenienza attiva e va indicato nel prospetto per normalizzare il reddito?
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