È stata una settimana difficile per l’indice CE 100, che ha perso il 4,3% in cinque giorni di contrattazioni, superando le perdite registrate da tutti gli altri benchmark, dal NASDAQ al Dow, come riporta pymnts.com. Le preoccupazioni macroeconomiche hanno pesato sui mercati in generale, poiché i dazi sono entrati in vigore all’inizio della settimana e poi sono stati modificati, offuscando, parzialmente, la visibilità sulla pianificazione delle imprese attraverso le catene di…
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Approfondimenti:
ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI TVIWEB PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO CLICCA Umberto Baldo Chissà, può anche darsi che alla fine la Presidenza Trump passi alla storia come la “nuova età dell’oro”, ed il Tycoon come un novello Re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca. Come può anche essere che le politiche economiche del neo Presidente, alla prova dei fatti, si trasformino in Trumpnomics, a metà fra il tragico ed il comico, capaci di fare più male che bene all’economia degli Usa.
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Uno sguardo alla giornata sui mercati europei e globali, di Kevin Buckland Quello di oggi è stato un avvio di settimana nervoso per i mercati, scandito soprattutto da un calo insolitamente significativo per i futures di Wall Street. Il presidente Donald Trump è ancora al centro dell'attenzione degli investitori: ieri, in un'intervista a Fox News, ha evitato di rispondere a una domanda sulla possibilità che i dazi possano innescare una recessione negli Stati Uniti
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L’avvio ufficiale oggi della guerra dei dazi tra Cina e Usa è destinata a lasciare un primo pesante segno sulla traiettoria della crescita americana. L’onda lunga si sentirà al supermercato, sugli acquisti di tecnologia, ma anche sui costi per la difesa e sulla transizione green. Prezzo del caffè, aumento del 20%: «Nei prossimi mesi crescerà ancora». Dal cambiamento climatico ai dazi di Trump: le cause Più che uno spettro, l’inflazione diventerà il nuovo incubo per gli americani.
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L'iperattivismo della presidenza Trump, l'atteso taglio dei tassi della Bce e l'annuncio di un programma di spesa da 500 miliardi in dieci anni da parte del cancelliere tedesco in pectore Friedrich Merz hanno cambiato l'assetto dei mercati nel giro di pochi giorni. Ripensare le strategie di investimento in uno scenario così mutevole diventa quasi un obbligo visto che al rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato europei fa da contraltare l'ottima performance delle Borse nel Vecchio Continente.
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Prima ancora dell’insediamento di Donald Trump, l’economia statunitense presentava criticità sottovalutate. L’elevata inflazione post-pandemica, l’aumento del costo del credito e il rallentamento della crescita dei consumi hanno ridotto la solidità del sistema. Molti consumatori si sono trovati a fronteggiare debiti crescenti, con i tassi di interesse sui saldi delle carte di credito che hanno toccato livelli record negli ultimi 13 anni.
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Carlo Pelanda ha insegnato in università americane ed italiane e oggi è professore straordinario di Economia all’università Guglielmo Marconi di Roma. È presidente di Stratematica dal 2010 e vice presidente di Quadrivio Group Italy, entrambe società di servizi per investitori. Scrive come editorialista per La Verità, Milano Finanza e Il Sussidiario. Sui recenti dibattiti innescati dall’andirivieni di decisioni della presidenza Trump sui dazi e dalle risposte europee ha idee chiare e originali.
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L’avvio ufficiale oggi della guerra dei dazi tra Cina e Usa è destinata a lasciare un primo pesante segno sulla traiettoria della crescita americana. L’onda lunga si sentirà al supermercato, sugli acquisti di tecnologia, ma anche sui costi per la difesa e sulla transizione green. Più che uno spettro, l’inflazione diventerà il nuovo incubo per gli americani. Forse non sarà la recessione tanto impronunciabile per Trump, ma una decisa frenata dell’economia, transitoria o no, è ormai da mettere in conto per gli Stati…
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La guerra commerciale avviata da Donald Trump, non appena si è insediato alla Casa Bianca, promette di cambiare gli equilibri dell’economia mondiale. La strategia dei nervi scelta da Washington ha già colpito Canada, Messico e Cina ma a breve sarà il turno dell’Unione Europea. Vale allora la pena chiedersi quale sarà l’impatto del neo protezionismo americano sul già debole prodotto interno lordo del Vecchio continente e quali saranno i Paesi esportatori a pagare il prezzo più alto alla…
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Trump porterà l’America in recessione? Gli ultimi dati economici Usa, i fondamentali dell'economia americana, le decisioni di Trump e gli scenari. Il punto di Steven Bell, chief economist Emea di Columbia Threadneedle Investments. I dati economici degli Stati Uniti hanno recentemente subito un’inversione di tendenza: la fiducia dei consumatori è crollata, la spesa per i consumi è stata debole a gennaio e l’indice composito dei responsabili degli acquisti, attentamente monitorato, è passato dal 55,4 di dicembre al 50,4 di gennaio.
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Due forze uguali e contrarie stanno muovendo i mercati nelle turbolente sedute di inizio marzo. Da una parte i continui annunci di dazi ripetuti da Donald Trump: presentati come il cavallo di battaglia dell’America first, e accolti positivamente dal mercato al momento dell’elezione del tycoon, stanno scatenando ora il loro effetto nefasto, nel momento in cui l’inquilino della Casa Bianca è passato dalla teoria alla pratica.
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Si chiude una settimana all’insegna della debolezza per i mercati finanziari mondiali, da un lato all’altro dell’oceano, con la Borsa di Francoforte che ha beneficiato della creazione di un fondo speciale per le infrastrutture da 500 miliardi di euro per rafforzare difesa ed economia del Paese. L’attenzione degli investitori si è focalizzata anche sul meeting della BCE e sullo slittamento dei dazi USA sulle auto per Canada e Messico, che ha attenuato i timori di una aspra guerra commerciale…
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A quanto pare, fu Lenin, il padre dell’Unione Sovietica, a dire: “Ci sono decenni in cui non accade nulla e settimane in cui accadono decenni”. Dopo l’ultimo mese, ci chiediamo se stiamo vivendo una di quelle “settimane”. Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump si è rivolto al Congresso per ribadire che la sua amministrazione ha appena iniziato il suo percorso. In Europa, i politici tedeschi si sono impegnati ad aumentare significativamente la spesa per infrastrutture e difesa, chiedendo modifiche…
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PILLOLE DI GEOPOLITICA I dazi di Trump saranno un boomerang per gli Usa? di Ettore Sequi Fin dai primi giorni della sua presidenza Trump ha usato i dazi come un'arma economica e politica. Gli ha imposti e revocati più volte e solo pochi giorni fa ha nuovamente sospeso quelli su Canada e Messico dopo averli appena introdotti. Gli Stati Uniti giustificano i dazi con il principio di reciprocità, arrivando perfino a considerare l'Iva europea come un dazio mascherato.
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Commento settimanale del vecchio Grim Macro / Micro Game changer, Usa e il duo Europa/Cina agli antipodi: chi l’ avrebbe detto! Operativamente, expect the unexpected, prima che diventi consenso totale, perciò stay: Lungo bonds Usa corto Euro bonds, con future per ridurre currency risk usd; Lungo S&P 493 contro M7 , at the best ; Lungo azioni europee – finanziari, ciclici in primis – e cinesi /Hk – Alibaba, Tencent, Byd , tra gli altri Lungo euro / yen contro…
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