Che il presidente Zelensky fosse un eroe lo sapevamo. Ora sappiamo anche che è un santo. Di santità ne ha avuta, infatti, per affrontare quello che ha dovuto affrontare la settimana scorsa nell’ufficio di Donald Trump. Abbiamo un’idea della scena che vi si è svolta grazie al resoconto che ne ha dato il serissimo Financial Times. Il presidente americano era fuori di sé, inveiva al limite dell’insu…
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Roma, 25 ott. – “Dopo il Consiglio informale di Copenaghen avevo detto che oggi sarebbe stato il momento delle decisioni e ce l’abbiamo fatta, su tutti i fronti”. Antonio Costa si è presentato in conferenza stampa dopo il Consiglio europeo del 23 ottobre aprendo così, con toni trionfalistici, il proprio intervento. La realtà è diversa: se l’Ue ha approvato, superando le difficoltà, il diciannovesimo pacchetto di sanzioni alla Russia, per una volta in coordinamento con gli Stati Uniti, sul…
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Il Consiglio europeo rimanda la decisione sulla confisca di 140 miliardi di asset russi per sostenere l'Ucraina in guerra. Ecco perché è meglio così Alla fine il Belgio ce l’ha fatta a bloccare tutto. I leader europei volevano incaricare formalmente la Commissione di Ursula von der Leyen di disegnare uno schema per prestare 140 miliardi di euro all’Ucraina utilizzando i fondi russi immobilizzati a Bruxelles nella società di servizi finanziari Euroclear
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L'Unione europea si sta affrettando a trovare il modo di sostenere le finanze dell'Ucraina, mentre la guerra non sembra avere fine e i costi aumentano. L'urgenza è aumentata quando l'amministrazione Trump ha chiarito che spetterà all'Europa pagare il conto per la sicurezza del continente. Con gli Stati Uniti che si ritirano, gli europei stanno ora considerando un piano audace per utilizzare i beni immobilizzati della Russia per emettere un prestito di riparazione di…
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Quale incentivo potrà mai avere Vladimir Putin a negoziare la fine del conflitto in Ucraina, o anche solo una tregua, dopo aver assistito sornione al pasticcio dell'Unione Europa sulla confisca degli asset russi congelati? Dopo aver passato tre anni a discuterne, Bruxelles è tornata a sbattere per l'ennesima volta sempre sullo stesso, granitico, muro: l'uso dei circ…
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“Se fossi il primo ministro belga, avrei presentato esattamente gli stessi argomenti”. La capitolazione di Friedrich Merz al summit a Bruxelles sta in queste parole. Parlando ai colleghi europei, il cancelliere fa proprie le argomentazioni del belga Bart De Wever, fortemente preoccupato dall’idea di attingere i soldi per un prestito a Kiev dagli asset russi congelati all’i…
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I leader dei 27 riuniti a Bruxelles non hanno trovato un accordo sul prestito da 140 miliardi di euro all’Ucraina, optando per rinviare la decisione di almeno altri due mesi. Dopo una giornata di negoziati frenetici, infatti, il Belgio è riuscito a posticipare la decisione sull’utilizzo degli asset russi confiscati in Europa all’inizio della guerra, per la maggior parte custoditi in Belgio, fino al prossimo vertice europeo.
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Dal 23 al 24 ottobre i 27 capi di Stato e di governo dell’Ue si sono riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo, con un’agenda molto fitta che prolungherà i lavori probabilmente fino a ben dopo l’ora di cena. L’obiettivo del presidente Antonio Costa è quello di concentrare i lavori nella prima giornata, senza riprendere la riunione l’indomani. I lavori sono iniziati intorno alle 10, con gli arrivi dei leader già a partire dalle otto di mattina, fatta eccezione per il premier ungherese Viktor Orban, che dovrebbe…
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VIDEO | Dall’Ue aiuti all’Ucraina fino al 2027 con “tutte le opzioni possibili” Sugli asset russi invece, si decide a dicembre dal corrispondente Alessio Pisanò BRUXELLES – Nessun veto è stato imposto tra i 27 capi di Stato e di governo che hanno partecipato ieri al Consiglio europeo a Bruxelles, ma l’accordo è soddisfare tutti i bisogni dell’Ucraina fino al 2027 per permettere a Kiev di “difendersi” e di essere in una buona posizione per negoziare con la Russia
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Il clima tra Occidente e Russia torna a farsi rovente. L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno approvato nuove sanzioni contro Mosca, mentre i leader europei, riuniti a Bruxelles, hanno dato il via libera al piano per la difesa comune 2030. Resta invece bloccato il dossier più delicato: l’utilizzo degli asset russi congelati per finanziare un prestito da 140 miliardi di euro a favore dell’Ucraina.
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Il Consiglio europeo a Bruxelles ha aperto ieri il sipario presentando il diciannovesimo ‘pacchetto di sanzioni’ contro la Russia e prospettando l’utilizzo di 140 miliardi di euro (degli oltre 200 depositati su una banca nella capitale belga) per rifornire di armi il regime di Kiev e porre le basi della futura ricostruzione dell’Ucraina, cui tutti i Paesi occidentali ambiscono a partecipare. Contemporaneamente anche a Washington venivano annunciate sanzioni dirette a frenare l’esportazione di energia russa, che alimenta lo…
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Alla fine, la montagna ha partorito un topolino. Forse qualcosa di più, secondo alcuni, ma le manovre e gli 'spin' di questi giorni non hanno sortito i risultati sperati. Malgrado le attese della vigilia e le speranze dei vertici Ue, il testo delle conclusioni sull'Ucraina, approvato a 26 dai leader, senza l'Ungheria di Viktor Orban, non menziona esplicitamente, come invece faceva la bozza, il prestito a Kiev basato sui beni congelati alla Russia che la Commissione vorrebbe allestire, ma usa una formula più generica…
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