Non so se Filippo Macchi sia stato derubato dell’oro. So però che quel ragazzo di poco più di vent’anni ci ha consegnato una lezione di vita memorabile. È stato quando, subito dopo avere perso la finale olimpica del fioretto per una sola stoccata fatta ripetere tre volte sempre a suo svantaggio, e mentre tanti adulti intorno a lui perdevano anche comprensibilmente la testa, Macchi si è sottratto ai microfoni della tv.
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Mentre il suo mister racconta il brutto quarto d'ora fatto passare ai giudici, Macchi getta acqua sul fuoco. Anzi scherza sulla sua proposta di matrimonio alla fidanzata a Casa Italia: "Ma che state a di'!". Poi si fa serio: «L'obiettivo era quello di stare in pedana il più possibile, di godermi ogni stoccata. Era la mia prima esperienza, il finale lascia sicuramente un po' di amaro in bocca. Sono contento di essere considerato il vincitore morale, ma avrei preferito esserlo…
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"Un argento che sa di oro, non solo perché ottenuto nel modo in cui tutti abbiamo visto, tanto che non è fuori luogo affermare che il vero vincitore è stato Filippo, ma anche e soprattutto perché il nostro schermidore, pur giovanissimo, ha fatto vedere di essere un campione. Ha tenuto testa a colui che veniva accreditato come il favorito, arrivato a Parigi con il titolo olimpico vinto a Tokio, dimostrando che con un arbitraggio diverso avrebbe vinto la medaglia d’oro.
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Ieri Filippo Macchi è stato derubato di una sacrosanta medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024, subendo un autentico furto sportivo. Lo schermitore si trovava in vantaggio per 14-12 nella finale di fioretto contro Ka Long Cheung da Hong Kong, quando ha subito la rimonta da parte dell’avversario (14-14). Tutto si è così deciso all’ultimo assalto, che si è però rivelato controverso sotto la direzione di un arbitro dimostratosi poco…
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Nella serata di lunedì 29 luglio, Filippo Macchi ha conquistato l'argento nella sciabola maschile e portato l'ottava medaglia alla spedizione azzurra ai Giochi olimpici di Parigi. Un risultato di enorme spessore per l'ancora 22enne toscano, oscurato in parte dalle copiose polemiche suscitate dalle decisioni arbitrali nel momento più caldo del match contro l'atleta di Hong Kong, Ka Long Cheung. Ci ha pensato lo stesso Macchi ad abbassare la…
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"Ne ho sentite di ogni, ti hanno derubato, arbitraggio scandaloso, è una vergogna. Eppure a me viene da dire che sono proprio un ragazzo fortunato. Ho 22 anni, una famiglia stupenda, degli amici strepitosi e una fidanzata che mi lascia costantemente senza parole. Sono arrivato secondo alla gara più importante per ogni atleta che pratica sport e proprio perché pratico questo sport ho imparato che le decisioni arbitrali vanno rispettate, sempre!".
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Filippo Macchi si è dovuto accontentare dell'argento nel fioretto individuale. Sul podio più alto è salito l'atleta di Hong Kong Ka Long Cheung grazie all'ultima stoccata, assegnata solo al terzo controllo Var. E propio la decisione dell'arbitro Hao Chih Huang di Taiwan di utilizzare il Var per tre volte sul 14-14 ha mandato su tutte le furie lo staff azzurro. Al termine dell'incontro, l'azzurro si è lasciato cadere sulla pedana, disperato.
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Non si può parlare di un’Italia fortunata quella che sta affrontando le Olimpiadi di Parigi. Infatti, il rapporto con le scelte arbitrali, che si parli di judo o scherma fino al pugilato, è tutt’altro che semplice per gli atleti azzurri. E dopo gli ennesimi episodi dubbi di giornata, contro Michele Lombardo nel judo e Filippo Macchi nel fioretto, ad alzare la voce ci ha pensato direttamente il presidente del CONI, Giovanni Malagò
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Probabilmente alla vigilia del torneo Filippo Macchi per questo argento nel fioretto avrebbe firmato. Ma perdere così la finale contro il campione in carica Cheung Ka Long fa davvero male. Anche perché il ragazzo pisano era in vantaggio 14-12 e, una volta raggiunto, ha creduto per due volte di avere piazzato la stoccata decisiva. Il giudice invece ha sancito la ripetizione dell'assalto e anche nella terza occasione la decisione non ha trovato…
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