Corpo Superare il termine “pre-diabete” per introdurre al suo posto una classificazione in stadi del diabete di tipo 2. Intorno a questa ipotesi si è riacceso il dibattito rilanciato di recente anche sulle pagine di The Lancet Diabetes & Endocrinology. La proposta, se adottata, potrebbe rivoluzionare prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia, con un forte impatto sulla salute pubblica. Introdotto per identificare una condizione intermedia, il termine “pre-diabete”, coniato nel 2011 dall’American Diabetes…
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Proposta una nuova classificazione in stadi della malattia per evitare che si sottovaluti la pericolosità del pre-diabete che va trattato efficacemente. Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline. 123RF Pre-diabete Come un limbo.
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Scopri la Nuova Classificazione del Diabete Tipo 2 e come influisce sulla salute e sulla gestione della malattia. Questo articolo esplora la nuova classificazione del diabete tipo 2, basata sulla proposta di classificazione a stadi avanzata dai leader della diabetologia mondiale e seguita con attenzione dalla Società Italiana di Diabetologia (SID). Tratterà i tre stadi proposti, l’addio al termine pre-diabete, le implicazioni per diagnosi e trattamento personalizzato, nonché i benefici di un approccio continuo al…
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Parlare di stadi del diabete, anziché di pre-diabete, potrebbe aumentare la percezione della necessità di adottare interventi tempestivi, ma richiede strumenti educativi adeguati. “L'eventuale adozione di questa nuova classificazione dovrà essere accompagnata da una comunicazione chiara ed efficace, per evitare confusione tra cittadini e operatori sanitari", dichiara la Società italiana di diabetologia ascolta articolo La Società italiana di diabetologia (Sid) segue con grande attenzione il dibattito…
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A cura di Maria Rita Montebelli e Andrea Sermonti Rivedere il modo in cui la diabetologia classifica le fasi iniziali del diabete tipo 2 potrebbe rappresentare una svolta decisiva nella medicina preventiva. È questo il cuore del dibattito internazionale rilanciato anche da The Lancet Diabetes & Endocrinology, che propone di superare il termine “pre-diabete” per adottare una classificazione per stadi evolutivi del diabete tipo 2.
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Addio al "prediabete": cambia la diagnosi del diabete tipo 2 Nuova proposta scientifica per riconoscere prima la malattia e intervenire Superare il termine “prediabete” e considerare le alterazioni della glicemia come parte integrante della malattia. È la proposta rilanciata dalla Società Italiana di Diabetologia, sulla base di un recente dibattito pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology.
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Per anni il termine “pre-diabete” ha descritto una fase intermedia, quasi sospesa, tra normalità glicemica e diabete conclamato. Un’etichetta nata per stimolare la prevenzione attraverso lo stile di vita, ma che oggi mostra i suoi limiti. Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), che segue il confronto internazionale rilanciato anche da The Lancet Diabetes & Endocrinology, quella fase non è affatto “pre”: è già parte del processo di malattia.
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