Dopo l'ennesima debacle a Singapore, emergono dettagli su alcune scelte della Ferrari che avrebbero reso la SF-25 più estrema e meno capace rispetto alle rivali di adattarsi alle condizioni reali dei circuiti
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Approfondimenti:
Ferrari, che fatica a Marina Bay! Difficile immaginare un weekend più complicato di così per la Ferrari. A Singapore, Charles Leclerc e Lewis Hamilton non soltanto non sono stati in condizione di lottare contro Mercedes, Red Bull e McLaren – in rigoroso ordine d’arrivo – per le posizioni che contano, ma hanno anche dovuto per tutta la gara operare il fastidioso lift & coast, e cioè quella manovra per cui si alza il piede dall’acceleratore ben prima del punto di staccata, per risparmiare…
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Non più tardi di tre settimane fa, si era spiegato come il ruolo di “seconda forza” della Ferrari fosse fasullo, in quanto figlio delle circostanze. Tale analisi aveva fatto saltare la mosca al naso ad alcuni, che avevano viceversa definito “casuali” i successi di Max Verstappen e di George Russell, prevedendo poi un pronto riscatto del Cavallino Rampante negli imminenti tracciati urbani. Ebbene, a Baku ha ri-vinto Verstappen e a Marina Bay…
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Singapore amarissima per la Scuderia di Maranello Diciamo la verità: non è stata una delle migliori gare del mondiale. Tanta attesa, tanto pubblico, tanto show-off ma alla fine, a Singapore, non è successo davvero niente. Ci si aspettava l’attacco di Verstappen a Russell e alla Mercedes, per poter tenere ancora viva l’attenzione sull’esito del mondiale piloti e invece Max stavolta aveva le armi spuntate.
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Delusione rosse Per percepire davvero il momento di crisi che sta vivendo la Ferrari – ancora più che le analisi dei diretti interessati – può essere utile ascoltare le parole che si sono scambiati tra loro George Russell e Lando Norris, primo e terzo classificato del GP di Singapore, nel retropodio, prima della premiazione. D’altronde il modo in cui gli avversari parlano tra loro di qualcuno può far capire molte cose.
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La notte di Singapore ha confermato che per la Ferrari quest’anno è buio pesto. L’odissea di Lewis Hamilton, rimasto senza freni e superato nel finale dal compagno di squadra Charles Leclerc, è stata l’ennesima pagina amara di una stagione da dimenticare. Diciotto gare senza un podio: è un record negativo nella carriera di Lewis. E di certo il sette volte iridato si aspettava ben altro quando ha deciso di lasciare la Mercedes per approdare alla corte di John Elkann.
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