“Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi per 12 milioni e 300mila voti, quindi è presidente del Consiglio di un’Italia che allora era una minoranza, non una maggioranza. È maggioranza in Parlamento. Oggi hanno votato 15 milioni di persone, non so quanti sono i sì ma i quesiti sono molto identitari. Meritano lo stesso rispetto di quei 12 milioni e 300mila per i quali Meloni ha il massimo potere in Italia”.
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C’è qualcosa di nuovo, anzi di nuovissimo a sinistra: un raccolto della realtà che oramai prescinde dalla realtà. Le reazioni a caldo dei promotori dei referendum alla bocciatura elettorale sono “costruite” attorno a conteggi in alcuni casi capziosi, attorno ad una “second life”, una realtà parziale in gran parte immaginata per rassicurare…
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Sintesi, per titoli, di come la sinistra ha accolto l'esito dei referendum: vabbè, è andata così ma «era giusto spendersi nella campagna al fianco dei promotori»; è stato «un grande risultato, la destra esce perdente»; è stata «una sconfitta bruciante» per l'opposizione; è «un punto di partenza» per costruire «l'alternativa
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Non può essere solo un caso: c’è del metodo nell’autolesionismo con cui questo centrosinistra costruisce le sue sconfitte. L’ultima puntata della lunga serie di disfatte e miserie confezionate con arte rara e sapiente, arriva dal flop annunciato dei referendum. Un suicidio politico cristallino guidato, è bene fare nome e cognomi, da Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Giuseppe Conte. Il tutto col sigillo del capo del più importante e storico sindacato italiano: Maurizio Landini, segretario della Cgil, nonché erede di Giuseppe di…
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“Come ampiamente previsto anche in questa tornata referendaria non è stato raggiunto il quorum. L’abuso ormai evidente dell’istituto referendario, sfruttato come elemento di lotta politica, ha prodotto nel tempo solo il risultato dell’indebolimento di questo prezioso strumento di consultazione popolare. Tra l’altro l’effetto paradossale è che riesce a compattare la parte politica che dovrebbe subirlo.
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Con quello dello scorso fine settimana, negli ultimi trent'anni sono 9 i referendum falliti per mancanza di quorum su un totale di 11 convocati. Alla luce di questi risultati, viene da chiedersi se non sia opportuno ripensare la normativa in materia. Ad esempio abolendo il quorum, come propone un referendum la cui raccolta di firme è iniziata proprio oggi. E come avviene in una nazione in cui consultazioni di questo tipo si tengono fino a quattro volte l'anno: la Svizzera
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Affluenza al referendum poco sopra il 30% per un totale di circa 14 milioni di votanti. Il quorum del 50%+1 si è rivelato un miraggio mentre a urne chiuse e spoglio quasi ultimato inizia la caccia agli sconfitti tra fuoco amico e conteggio preciso degli elettori che hanno votato “si” ai cinque quesiti (quattro sul lavoro, uno sulla cittadinanza italiana) per capire se superano i…
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Elly Schlein e Giuseppe Conte Se la maggioranza può senza dubbio esultare, il centrosinistra trova comunque il modo di rivendicare qualcosa e si aggrappa all’obiettivo appositamente fissato poco prima dell’apertura delle urne: raggiungere lo stesso numero di voti ottenuto dal centrodestra alle scorse elezioni (12,3 milioni). Condizione che, a detta dei dem, autorizza a inviare un «avviso di sfratto» a Palazzo Chigi
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Reggio Emilia Con la chiusura dei seggi alle ore 15 di lunedì 9 giugno, si è conclusa la tornata referendaria. In Italia ha votato solo il 30,58% degli aventi diritto, ben lontano dal quorum del 50%+1 necessario per rendere valido l’esito del referendum. In Emilia-Romagna l’affluenza è tuttavia stata più alta, con Bologna in testa alla classifica regionale con un 44,62% e Piacenza fanalino di coda con il 27,84%.
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