Il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia, Fabrizio Balassone, in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha dichiarato che le misure della Manovra a sostegno del reddito delle famiglie «non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie». «La riduzione dell'aliquota dell'Irpef per il…
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La legge di Bilancio è la più leggera mai bollinata dal 2014: appena 18,7 miliardi di euro. Ma «l’Italia non è una grande potenza: non detta le condizioni come gli Stati Uniti d’America. Ed è partendo da questo presupposto che il governo ha pensato e scritto questa legge di Bilancio», ha chiarito il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nell’audizione al Senato sulla manovra. «Quando non sei una grande potenza devi difenderti.
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Le stime di Istat, Banca d’Italia e Corte dei Conti: operai svantaggiati rispetto a dirigenti e redditi medio-alti. La Manovra aiuta chi ha di più. La Manovra 2026 introduce un nuovo intervento sull’Irpef, con la riduzione di due punti dell’aliquota applicata al secondo scaglione di reddito, che passa dal 35% al 33%. Una misura presentata come un alleggerimento fiscale per milioni di contribuenti, ma che – secondo i dati ufficiali di Istat, Banca d’Italia, Upb e Corte dei Conti – sembra favorire soprattutto i…
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ROMA – Il giudizio sulla manovra di Istat, Bankitalia, Corte dei Conti e Upb è trasversale: la redistribuzione promessa non si vede. Le quattro istituzioni chiamate in Parlamento segnalano misure selettive, temporanee, con effetti contenuti su salari e consumi. Il taglio Irpef concentra il vantaggio sui redditi più alti tra quelli interessati. La detassazione dei rinnovi coinvolge platee ristrett…
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L'organismo indipendente italiano che vigila sulla finanza pubblica rileva anche che il 50% del risparmio d’imposta va ai contribuenti con reddito superiore ai 48.000 euro, che sono solo l’8% del totale. E il taglio delle detrazioni previsto per chi ha redditi oltre i 200.000 euro non sterilizza i vantaggi della riduzione Irpef Un operaio pagherà in media 23 euro in meno di tasse all’anno, un dirigente 408.
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Dal 1° gennaio 2026 le buste paga degli italiani cambieranno: entrerà infatti in vigore il nuovo taglio dell’Irpef previsto dalla Legge di Bilancio 2026. La misura, fortemente voluta dal governo, punta a sostenere il cosiddetto ceto medio, ovvero i lavoratori con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro lordi annui.
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Nel linguaggio economico si chiama “sterilizzazione”, ma nella pratica è un azzeramento. La riforma fiscale del 2026, annunciata come un taglio generalizzato dell’Irpef, nasconde tra le righe un meccanismo che nega il beneficio ai redditi più alti. La soglia è quella dei 200 mila euro l’anno: oltre questo limite, il vantaggio dell’aliquota ridotta scompare. Il contribuente riceve lo sconto e, subito dopo, lo restituisce.
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Buone notizie per i dipendenti pubblici dopo la presentazione della nuova legge di bilancio: le buste paga saranno più corpose Come ogni nuova Legge di bilancio presentata da ciascun Governo che si rispetti, anche quella varata dalla squadra della Premier Giorgia Meloni sta scatenando polemiche di natura politica e non solo. Se il tema delle pensioni resta bollente anche a causa della progressiva sparizione dell”Opzione Donna‘ e della ‘Quota 103‘ – misure che consentivano alle donne lavoratrici di…
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La Manovra fiscale 2026 introduce un pacchetto di sconti mirati sulle buste paga, destinato a rafforzare la retribuzione netta dei lavoratori del settore privato. Pur con alcuni limiti, gli interventi segnano un passo concreto verso una riduzione strutturale delle imposte sul lavoro. Secondo le stime governative, lo Stato investirà 4,2 miliardi di euro per ridurre la pressione fiscale, concentrando le risorse su ceto medio e lavoratori a reddito medio-basso.
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