Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran aumentano la volatilità sul petrolio. Ecco i 3 scenari chiave da monitorare, con possibili movimenti del greggio, e perché il trading nel weekend su IG può fare la differenza.
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Approfondimenti:
«Se non vedremo progressi entro dieci giorni, succederanno cose brutte. Molto brutte». Donald Trump fissa la scadenza per lo strike, l’attacco, all’Iran. E i mercati reagiscono. Il petrolio sale, il Brent tocca i massimi da 6 mesi, il Wti supera i 66 dollari al barile con un balzo superiore al 2,5%. L’oro, rifugio universale quando la guerra diventa uno scenario concreto, si avvicina ai 5.000 dollari l’oncia.
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Giovedì 19 febbraio 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Il Wti vola a 66 dollari mentre Washington valuta l’opzione militare. Incognita Stretto di Hormuz per le forniture mondiali Link alla notizia
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La prima reazione economica al rischio sempre più concreto di un attacco americano all'Iran su larga scala c'è già stata, piuttosto scontata: è salito, e sta continuando a salire, il prezzo del petrolio. E' altissima infatti la probabilità che in caso di un conflitto lungo, ovvero con un impegno prolungato da parte degli Stati Uniti e non solo con un blitz in stile Venezuela, l'oro nero possa diventare un'arma di ritorsione in mano a Teheran
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I timori su un conflitto in Iran nel fine settimana o la prossima fanno infiammare di nuovo i prezzi del petrolio all’indomani della corsa giornaliera più rilevante (+4,3%) dall’ottobre del 2025. Il futures sul Brent è balzato sopra 71 dollari al barile (+2,2% a 71,91 dollari) e quello sul Wti oltre 66 dollari al barile (+2,4% a 66,65 dollari). Entrambi i benchmark si avvicinano ai massimi degli ultimi sei mesi giovedì…
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Tra USA e Iran sono iniziati martedì scorso i colloqui per evitare uno scontro militare. Il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, e l’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, hanno incontrato a Ginevra, Svizzera, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghci. Il confronto sarebbe andato bene, stando alle stesse dichiarazioni americane, ma le distanze restano ampie tra le parti.
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