Giovedì 18 giugno 2026 Di Luca Franceschi /// Il Parlamento Europeo ha approvato ieri il nuovo Regolamento sui rimpatri con un risultato che evidenzia una preoccupante alleanza trasversale fra centristi e forze di estrema destra. Con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni, è passato un testo che rappresenta un momento di grave svolta nelle politiche migratorie europee. Tale approvazione conferma come la Commissione guidata da Ursula von der Leyen non…
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La vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna: "Un passo avanti verso politiche più efficaci e tempi certi, fondate sulla cooperazione con i Paesi terzi" : Strasburgo – Riceviamo e pubblichiamo – È stato approvato al Parlamento europeo il regolamento sui rimpatri, ultimo tassello del nuovo sistema europeo di gestione della migrazione, fortemente ispirato dall’azione del governo di Giorgia Meloni e che ha visto tra i protagonisti gli eurodeputati di Fratelli d’Italia-Ecr.
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Tra le novità principali figura l’introduzione dell’obbligo di lasciare il territorio dello Stato membro interessato a seguito di una decisione di rimpatrio. Il regolamento prevede inoltre la possibilità di trasferire i migranti, ad eccezione dei minori non accompagnati, in centri di rimpatrio situati in Paesi terzi che abbiano stipulato specifici accordi con gli Stati membri.
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Espulsioni e detenzione, il sì del Parlamento Ue Il voto in Europa avviene a 24 ore dal pronunciamento esplicito della Chiesa cattolica. Contro la remigrazione, che è una politica fondata in modo dichiarato su principi di tipo xenofobo e razzista L’Europa democratica, quella delle origini (e poi quella di Mitterrand, di Schmidt, di Craxi, di Kohl e della Merkel) è stata pesantemente sconfitta. Forse è scomparsa.
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L’Europa ha deciso di voltare pagina. O forse, più brutalmente, di chiudere una porta. Con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento sui rimpatri, una delle riforme più dure della politica migratoria comunitaria dagli anni della Direttiva rimpatri del 2008. Il messaggio politico è limpido: chi non ha diritto a restare nell’Unione deve essere rimpatriato…
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Onorevole Magi, sul nuovo regolamento Ue lei ha detto che «non c'è niente da festeggiare». Perché? «Noi, per anni, abbiamo tentato giustamente di avere una condivisione tra gli Stati nella redistribuzione e nell'accoglienza dei richiedenti asilo. Invece, l'approccio che s'immagina con questo nuovo fatto va verso la disgregazione dell'asilo europeo». Ognuno fa per sé? «Questo sarà il grave problema.
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Dalle regole più severe per il rimpatrio di persone migranti senza diritto di soggiorno in Europa agli «hub» di transito fuori dai confini a dodici stelle. È arrivato a tempo record - tra i cori di sostegno dei gruppi di centrodestra e dell'estrema destra a Strasburgo - il via libera dal Parlamento europeo al nuovo regolamento sui rimpatri, destinato a diventare tra i pilastri più controversi della politica migratoria europea, con il nuovo Patto Ue per le migrazioni e l'asilo…
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La saldatura nel Parlamento europeo tra i popolari del Ppe, il gruppo dei Patrioti e i conservatori dell’Ecr si mostra plasticamente quando, non appena viene decretata l’approvazione del nuovo Regolamento rimpatri con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, dagli spalti partono gli applausi e i cori da stadio: «Send them back», scandiscono, rimandiamoli a casa. Contrastati solamente dalle grida di «vergogna» partite dagli spalti delle opposizioni.
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