Tre membri della famiglia di Armand Rajabpour-Miyandoab, l'uomo che ieri sera a Parigi ha ucciso un turista tedesco alla Tour Eiffel gridando 'Allah Akbar', sono stati posti in stato di fermo nell'ambito dell'inchiesta della procura antiterrorismo. Lo riferisce la tv BFM citando fonti giudiziarie. La famiglia, che non è di religione musulmana, aveva lasciato l'Iran anni fa, fuggendo dal regime di Teheran
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Attacco a Parigi, urla "Allah Akbar" e uccide un turista: la polizia sul luogo dell'aggressione Il luogo, nei pressi del Quai de Grenelle, a Parigi, dove un uomo nella serata di sabato 2 dicembre ha colpito con un coltello e un martello un turista tedesco, uccidendolo. Secondo alcuni testimoni, l'uomo, che è stato arrestato, ha gridato "Allah Akbar" prima di lanciarsi contro i passanti. Altre due persone sono rimaste ferite.
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Torna il terrore a Parigi: il grido di ’Allah Akbar’ è risuonato ieri sera, 2 dicembre, poco prima delle 22 proprio sotto la Tour Eiffel. Un uomo tedesco nato nelle Filippine è stato ucciso e la sua compagna ferita, a colpi di martello e coltello. Ferito anche un uomo che ha tentato di difenderli. L’autore è un cittadino francese di origini siriane e schedato “S”, cioè ritenuto “a rischio radicalizzazione” e con problemi psichiatrici.
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Un attacco terroristico con coltello ha avuto luogo sabato sera a Parigi, causando la morte di una persona e il ferimento di altre due. Il sospetto, Armand R., un uomo di 26 anni di nascita francese da genitori iraniani, è conosciuto dai servizi di intelligence per i suoi legami con l’islam radicale e per i suoi problemi psicologici. Durante l’attacco, avvenuto tra il quai de Grenelle e Bir Hakeim, nel 15esimo arrondissement, l’aggressore avrebbe gridato “Allah Akbar”.
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Islamico radicalizzato, Armand R. è nato in Francia nel 1997. Ieri sera ha aggredito e ucciso al grido di 'Allah Akbar' un turista tedesco vicino alla Torre Eiffel a Parigi. Due i feriti. L'aggressore è di nazionalità francese ma di origine iraniana, riporta Le Parisien. E ra già stato arrestato nel 2016 e, poi, condannato a cinque anni di carcere per aver pianificato un attentato a La Defénce (Hauts de Seine), di cui un anno con la sospensione.
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