È questione di ore e poi la Digos di Roma metterà nero su bianco le accuse – e quindi la denuncia – contro la studentessa padovana, membro del Collettivo Autorganizzato Universitario, che sabato ha bruciato la foto della premier Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante una manifestazione in favore del “no” al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La studentessa padovana è nota alla…
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Roma, volti Meloni e Nordio bruciati al corteo: identificati tre manifestanti 16 marzo 2026 Sono stati identificati i primi tre presunti responsabili del gesto avvenuto durante la manifestazione antigovernativa e contro il referendum che si è svolta sabato a Roma, nel corso della quale sono stati bruciati alcuni cartelli con i volti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump
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La destra delle libertà e della giustizia ha gli anticorpi buoni: attivi, riformatori e resistenti Sabato 14 marzo, domenica 15 marzo, lunedì 16 marzo e nei giorni a seguire a Roma e in tutta Italia si sta consumando l’ennesimo arcipelago di focolai anti-destra, da cui scoppiettano slogandifici sinistri, incompetenti nonché incompatibili con l’esercizio del buon senso da tenere su questioni molto delicate, tra cui il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e della magistratura.
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La gigantografia di Giorgia Meloni data alle fiamme con un fumogeno rosso. Ogni manifestazione dei movimenti antagonisti viene ricordata per alcune istantanee, quella di sabato a Roma per il No al referendum sulla giustizia passa in archivio per il rogo dell’effigie della premier. Gesto poi ripetuto anche con le immagini del ministro Carlo Nordio, del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu
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Sono stati identificati i primi tre manifestanti che hanno dato alle fiamme i cartelli con le immagini della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel corso del corteo di ieri a Roma per il No al Referendum. Due di loro provenivano da Padova e uno da Milano. Ad identificarli la Digos di Roma e di altre città. Per i tre scatterà la denuncia all'autorità giudiziaria, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi.
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La Digos di Roma, in collaborazione con quelle di altre città italiane, ha individuato i primi tre manifestanti sospettati di aver dato alle fiamme, nel corso del corteo per il ‘No’ al referendum tenutosi sabato nella capitale, le immagini della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo quanto appreso, due di loro erano arrivati nella capitale da Padova, mentre la…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Hanno già un’origine precisa i primi tre responsabili del rogo dei cartelli con i volti di Giorgia Meloni e Carlo Nordio durante la manifestazione andata in scena ieri a Roma per il No al referendum e contro la guerra. Le indagini Digos Gli agenti della Digos hanno identificato tre persone: due provenienti da Padova e una…
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Digos identifica tre soggetti che hanno bruciato le immagini di Meloni, Nordio e Trump. Proseguono le indagini per individuare altri responsabili La Digos identifica tre soggetti che hanno bruciato le immagini di Meloni, Nordio e Trump durante il corteo contro la guerra e per il no al referendum sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura che si è tenuto ieri, sabato 14 marzo a Roma. Digos identifica tre…
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I tre sono stati segnalati dagli agenti della Digos della Capitale con la collaborazione delle altre Digos. Due erano provenienti da Padova e uno da Napoli: per tutti scatta adesso la denuncia all'autorità giudiziaria Sono state identificate tre persone per i cartelli raffiguranti la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump bruciati nella giornata di ieri, 14 marzo, nel corso della manifestazione a Roma per…
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Sono stati identificati e verranno denunciati per vilipendio delle istituzioni i primi tre manifestanti che sabato pomeriggio, nel corso del corteo “per il no al governo, alla guerra e al referendum”, hanno bruciato le foto con i volto della premier Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Si di tre studenti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, militanti del Cau, il collettivo…
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Ci sono i primi tre identificati per i cartelli raffiguranti la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump bruciati ieri nel corso della manifestazione a Roma per il No al referendum e contro la guerra. Sono stati identificati dagli agenti della Digos di Roma con la collaborazione delle altre Digos. Due provenivano da Padova e uno da Napoli
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Era Roma, sembrava Teheran. Anche le bandiere di Palestina, Iran, Cuba e Venezuela hanno sfilato ieri al corteo, organizzato da Potere al Popolo con gli attivisti dei centri sociali contro il Governo Meloni, la guerra e il referendum sulla giustizia. Tra le immagini portate in trionfo, quella dell'Ayatollah Ali
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Il "no sociale". Così i gruppi antagonisti hanno deciso di chiamare la violenta campagna anti Meloni utilizzando la scusa del referendum costituzionale. È il pretesto di chi, senza arte né parte, ieri è sceso in piazza a Torino, Roma e Milano. In migliaia si sono mobilitati da diverse realtà italiane per mostrare tutto il loro sostegno alle peggiori cause possibili (beh, anche questa è un'arte). E tra queste rientra l'Iran.
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ROMA (ITALPRESS) – “Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà, in particolare il Presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l’Associazione Nazionale Magistrati. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti. Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto…
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Disarmare il linguaggio. Per costruire pace nel quotidiano e nel mondo. Il cardinale Matteo Zuppi lo ha ribadito il 13 marzo, durante la celebrazione dei vespri contro la guerra. Riprendendo il messaggio di papa Leone per la Quaresima il cardinale di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana ha ricordato il senso del digiuno e della sua dimensione comunitaria. Con le parole del Pontefice ha sottolineato: «Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la…
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