Le borse asiatiche provano a tenere nell'ultima seduta della settimana, sulla scia di una possibile intesa tra Usa e Cina sui dazi nell'arco del prossimo mese. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,72%. Sopra la parità Shanghai (+0,03%), positiva Shenzen (+0,13%). Chiuso l'Hang Seng di Hong Kong. Le altre piazze finanziarie europee e americane sono chiuse per la festività del Venerdì Santo. «La premier si è impegnata…
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Di Giuseppe Gagliano – Mentre il mondo osserva con crescente inquietudine il deteriorarsi dei rapporti tra Washington e Pechino, l’amministrazione Trump compie un altro passo clamoroso nella sua strategia di contenimento economico della Cina: dazi fino al 245% su alcune categorie di prodotti importati. Un dato che supera le aspettative e solleva interrogativi non solo commerciali, ma soprattutto geopolitici.
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Il confronto sui dazi di Trump sta prendendo velocemente una piega piuttosto sinistra. Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, l'ex presidente degli Stati Uniti ha deciso di trasformare i negoziati commerciali in un'arma strategica contro il grande rivale economico del secolo. La Cina non è più solo un concorrente, ma un bersaglio da circoscrivere, emarginare, spingere fuori dal palcoscenico globale.
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I dazi del 245% imposti dagli Stati Uniti su alcuni prodotti provenienti dalla Cina "non hanno più senso dal punto di vista economico". E' quanto ha rilevato un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, in merito alla pubblicazione da parte della Casa Bianca di un documento informativo sull'indagine ai sensi della Sezione 232, secondo cui il Dragone rischia tariffe fino al 245% sull'export verso gli Usa, dall'attuale aliquota generale del 145%, a seguito delle sue azioni di ritorsione in base…
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L'isolamento della Cina a livello mondiale sarebbe il vero obiettivo della imposizione di dazi a quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti. Secondo il ben informato Wall Street Journal, nei negoziati con oltre 70 Paesi interessati dalle barriere tariffarie imposte da Trump i funzionari americani pretenderanno limitazioni nel coinvolgimento di Pechino nelle loro economie in cambio di sconti sui dazi.
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«O con noi o con la Cina», subendo in questo caso i dazi americani: è l'ultimo aut aut di Donald Trump al mondo e la premier Giorgia Meloni potrebbe essere il primo leader straniero a dover dare una risposta al tycoon, nel bilaterale di giovedì alla Casa Bianca. Nel frattempo arriva la gelata del taglio delle stime di crescita mondiali a causa dell'escalation della guerra commerciale scatenata da The Donald.
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Rispedita al mittente, l’Unione europea, la proposta di azzerare i dazi sui beni industriali e sulle automobili, ieri il presidente americano Donald Trump si è dedicato a sferrare un altro pesante colpo alla Cina. La tattica dichiarata è chiara: isolare l’economia cinese con qualsiasi mezzo. E anche se Pechino dice di “non avere paura” insistendo …
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Cosa succederà tra Stati Uniti e Cina? Le tensioni commerciali tra le due super potenze globali continuano a crescere tra dazi e contro dazi. L'incertezza regna sovrana e decine di migliaia di aziende aspettano di capire quali saranno le prossime mosse di Donald Trump e Xi Jinping. Washington e Pechino raggiungeranno un accordo oppure le loro economie andranno a separarsi sempre di più? Ebbene, secondo un'analisi di Goldman Sachs, in uno scenario estremo di decoupling la separazione…
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Donald Trump non esclude che la sua amministrazione possa volere che alcuni paesi scelgano tra gli Stati Uniti e la Cina. L'aut-aut lanciato ieri dal presidente degli Stati Uniti in un'intervista a Fox Noticias si fa, oggi, più concreto. Secondo alcune fonti del Wall Street Journal l'amministrazione Trump intenderebbe, infatti, usare le trattative sui dazi per fare pressione sui partner commerciali americani affinché limitino i loro rapporti con la Cina.
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