In Italia la decisione diventava oggetto di aspro scontro tra governo e opposizioni e di un contenzioso con la CPI, formalmente non ancora chiuso. Nel frattempo però è arrivato il colpo di scena: ora sono gli inquirenti libici ad accusare il generale di avere torturato migranti e di averne ucciso almeno uno di loro. L’obbiettivo probabile: estorcere denaro ai loro familiari, in cambio del permesso di continuare il viaggio della speranza verso l’Europa.
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Ogni mattina andiamo alla scoperta delle notizie principali che troverete sul giornale. Una lettura ragionata e critica dell’attualità, del mondo e della politica. Una voce sempre in direzione contraria, e pure parecchio ostinata
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ROMA La notizia irrompe sui siti libici a metà mattinata. Osama Njeem Almasri è stato arrestato a Tripoli. Il “torturatore” ed ex capo della milizia Rada, fermato in Italia a gennaio e rimpatriato su un volo di Stato nonostante un mandato d’arresto della Corte penale internazionale, finisce in manette a casa propria con l’accusa di “tortura e omicidio”. Imbocca così un nuovo tornante la vicenda del ras da mesi al centro delle cronache politiche italiane.
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A questo punto il governo dovrebbe dire «abbiamo sbagliato, chiediamo scusa». Luigi Li Gotti, ex parlamentare di Italia dei Valori, sottosegretario nel secondo governo Prodi, militante del Msi da giovane, è l’avvocato che ha denunciato Giorgia Meloni e diversi ministri per il caso-Al Masri. La decisione della Libia è un piccolo risarcimento per lui, la scelta di arrestare il militare rilasciato d…
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«La richiesta di estradizione della Libia è arrivata quando Almasri era stato già rimpatriato». «Si trattava di una richiesta meramente strumentale, priva di qualsiasi documento giustificativo: non avrebbe mai potuto trovare accoglimento». E ancora: «Io la richiesta libica non l’ho mai avuta per le mani. La valutazione per noi era prima… politica, che non altro». Nei documenti allegati all’inchie…
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Il capo della polizia giudiziaria libica Osama Almasri è stato arrestato ieri mattina a Tripoli. L’ufficio del procuratore generale lo accusa formalmente di dieci episodi di sevizie in carcere e di un morto a causa della tortura. IL PROVVEDIMENTO, clamoroso al di là di quelli che saranno i suoi esiti, è stato preso dal governo italiano come una perfetta spiegazione della sua liberazione, avvenuta il 21 gennaio dopo l’arresto da parte della digos di Torino due giorni prima su mandato della Corte penale internazionale, che ancora lo ricerca per crimini di…
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C’è un fatto che nessuna delle numerose spiegazioni di Meloni, sempre diverse, può rovesciare. Un giorno all’improvviso e per caso la polizia italiana si è trovata un noto criminale torturatore, ricercato dalla Corte penale internazionale, tra le mani. Il governo ha deciso di rilasciarlo, sottrarlo ai giudici e riaccompagnarlo in patria con onori e scuse. Accolto con i fuochi d’artificio, rientrato in servizio – il servizio di un aguzzino – il generale Almasri dieci mesi dopo è caduto in disgrazia ed è stato ieri arrestato.
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