Un commiato, breve, dal Resolute Desk nello Studio Ovale . Undici minuti per dire alla nazione, con tono sobrio e a tratti malinconico , che è arrivato il momento di passare il testimone. «C’è un giorno e un luogo per nuove voci, voci fresche – e sì, voci più giovani. Quel giorno è oggi». Perché una «nuova generazione» si impegni a difendere la democrazia. Joe Biden ha spiegato così la sua decisione di ritirarsi dalla corsa per una rielezione alla Casa Bianca a novembre e di…
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È cominciata subito la «costruzione di Kamala Harris». Il tempo stringe, il partito democratico deve ripensare tutta la campagna elettorale nell’ultimo rettilineo prima del traguardo. Un traguardo che arriva in anticipo sul 5 novembre: alcuni Stati permettono il voto per corrispondenza già a fine settembre. Ma l’operazione «lancio di Kamala» (o rilancio, reinvenzione, visto che i tre anni e mezzo da vice non sono stati un trampolino di popolarità per lei) ha tante buone ragioni per riuscire.
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Kamala Harris si è ormai assicurata di fatto la nomination del partito democratico per succedere Joe Biden nella corsa per le presideziali di novembre. Il primo sondaggio (Reuters-Ipsos) dopo il ritiro dell’attuale presidente la dà avanti di due punti su Trump (44% a 42%), anche in una gara a tre (42% contro il 38% di Trump e l'8% di Robert F. Kennedy). Il tycoon intanto si dice "assolutamente pronto" a sfidarla in un duello tv ma intanto accusa la Harris di voler “rapinare” i fondi…
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Il Tg di La7 (ma anche altri media) ha maldestramente cercato di presentare Kamala Harris come proveniente da “quartieri per neri”, manco fosse cresciuta a Soweto negli anni ’80. Lei è invece la figlia di un professore universitario discendente da una ricca famiglia (di proprietari di schiavi) giamaicana. La sua famiglia ha sempre abitato intorno ai campus. Sì, suo padre discende da proprietari di schiavi.
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È successo tutto in poche ore. Dopo la rinuncia di Joe Biden domenica e l’endorsement del presidente a Kamala Harris pochi minuti dopo, i democratici, da litigiosi sono diventati improvvisamente compatti, solidali e in preda a una straordinaria eccitazione. Anche i sondaggi si sono ribaltati e adesso è la Harris a condurre su Donald Trump con due punti di vantaggio, 44% a 42%, ma sempre nel margine di errore secondo Reuters/Ipsos
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Usa 2024 103 – Effetto Harris su Usa 2024: la vice di Joe Biden, che è ormai la candidata democratica ‘in pectore’ alla Casa Bianca, in attesa della nomination formale alla convention d’agosto a Chicago, è in testa in un sondaggio Reuters / Ipsos realizzato dopo il ritiro del presidente dalla corsa. Il rilevamento è nazionale e riguarda gli elettori registrati, con un margine d’errore del 3%: Harris è al 44% e Donald Trump, candidato repubblicano, al 42%.
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