Donne | Il giornalismo vive di inchieste. Racconta gli abusi del potere, le molestie nei luoghi di lavoro, le ingiustizie subite dalle donne. Ma quando queste cose accadono dentro le redazioni, improvvisamente diventa molto più difficile parlarne. Un’inchiesta pubblicata da IrpiMedia ha raccolto cento testimonianze di giornaliste italiane sulle molestie e le discriminazioni subite nel …
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ROMA – “Sono stata stuprata dall’editore della redazione per cui lavoravo. Era un padre di famiglia, mi sembrava una persona per bene. Un giorno mi ha aggredita nel suo ufficio”. Adele racconta la violenza sessuale che ha subito quando aveva trent’anni e che l’ha spinta sull’orlo del suicidio. Poi c’è Cinzia una freelance: fin dall’inizio del suo rapporto con la testata per cui lavorava era stata bersagliata di apprezzamenti via WhatsApp dal caporedattore che è arrivato a baciarla…
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Abusi su giornaliste e molestie nelle redazioni: a pochi giorni dall’8 marzo, le testimonianze di decine di donne che hanno subito violenza Adele racconta di essere stata stuprata dall’editore per cui lavorava e di aver vissuto un crollo psicologico che l’ha portata a un tentativo di suicidio. Aurora racconta una tentata violenza durante un viaggio di lavoro da parte di un collega. Dora racconta una cena con un dirigente proposta come condizione per ottenere opportunità professionali.
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Nelle redazioni italiane la parità di genere non è mai esistita ed è ancora al di là da divenire realtà o quantomeno aspirazione condivisa. Nella nuova inchiesta pubblicata su IrpiMedia “Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani” le giornaliste Alessia Bisini, Francesca Candioli, Roberta Cavaglià e Stefania Prandi hanno intervistato cento colleghe, assunte e freelance, per indagare il fenomeno della violenza sul lavoro…
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I ricatti hanno segnato l’avvio della carriera di Lea. Un caporedattore, con il pretesto della riunione per un nuovo progetto, l’ha invitata a casa sua dopo il lavoro affermando che era normale visto che con altri colleghi succedeva di incontrarsi anche in orari extra ufficio. «Mi sono ritrovata da sola con lui, ero una giovane collaboratrice, ho creduto alla riunione come qualcosa di vero e meritevole.
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